boku wa
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italy is not my cup of tea
la mojere
likely lads
lexì valà
sto blog mi a lo podarìa anca considerar on prodoto editorial. l'è axornà (deboto senpre) na olta par dì e par mi el xe anca piasè belo de on quotidian. prima de sbanpolar però gavì da capir ca mi no so mia talian e no scrivo mia da l'italia; infra on pochi de ani anca a livel formal, staxìne serti. xontèghe che el server ndo che xe ospità sto blog el xe inte i stati unii. par strenxar, el mesajo final el vol esar: caranba e polisioti postali taliani no staxì a ronpar i cojoni co putanade cofà "la legge n. 62 del 07.03.2001"




4 Responses to “Ad azione, reazione”
Al di là delle considerazioni di opportunità che si potrebbero fare, nonostante le molte cose vere dette nel video, c’è un’omissione abbastanza grossa: Israele ha stretto sempre più le maglie alle merci, ai viveri, ai medicinali che dovevano essere indirizzati verso quella che era sempre più diventata una gabbia.
Che Hamas non aspettasse altro per rompere la tregua non ci piove, ma una buona parte di responsabilità – di “azione”, appuno – ce l’ha anche Israele.
questo ragionamento mi sa tanto di “è colpa delle donne che si mettono la minigonna se vengono stuprate”.
i veri paesi che hanno chiuso ermaticamente i confini sono i tanto declamati paesi arabi fratelli, ma guarda caso non ho visto alzarsi nemmeno un sopracciglio per questo.
poi non ho capito bene perchè israele dovrebbe fare beneficienza verso quello che, da quando si è smobilitata, è diventato un territorio ostile che QUOTIDIANAMNTE spara razzi su sderot. i palestinesi hanno votato in massa per la terrorista hamas? e mo si beccano le conseguenze.
in meno di un anno da gaza son stati lanciati più di tremila razzi esclusivamente su obiettivi civili, alla cieca. se non è insensata crudeltà questa cosa lo è?
la popolazione di gaza ha votato a propria rappresentanza un’organizzazione “politica” che fa della distruzione fisica di israele e dei suoi abitanti la propria ragion d’essere.
la popolazione della germania nazista subì conseguenze assai più devastanti e nessuno ebbe a lamentarsene dipingendo i pur innocenti bambini di berlino e dresda come martiri. peraltro nella difesa di berlino dall’armata rossa le SS certo non spogliavano la divisa per nascondersi tra ai civili mentre i civili dalle truppe dell’armata rossa subivano angherie e violenze inaudite. (giusto per dire che “l’occupazione straniera” ed i “massacri” non giustificano, ma ai palestinesi va riconosciuta legittima una doppia morale evidentemente)
nessuno ha alzato il sopracciglio per le leggi del taglione proclamate a gaza qualche giorno fa per quanto palesemente violino ogni diritto umano, nulla per le esecuzioni sommarie di chi vien tacciato d’essere un collaborazionista, linciato e fatto a pezzi per strada.
ma i disumani sono ovviamente gli israeliani, a prescindere.
israele rischia ogni giorno di essere la nostra nuova monaco. certo i chamberlain e daladier non ci mancano.
Perché quello è territorio occupato da Israele. E per la convenzione di Ginevra è Israele a essere responsabile.
Io non declamo i paesi arabi, né tanto fratelli. Sono anche convinto che quelli di Hamas siano dei farabutti che non aspettano altro.
Ma la donna stuprata proprio non c’entra, o dovresti spiegarmi perché.
C’è un’omissione in quella analisi: è vero? È così poco rilevante da poter essere omessa?