
In risposta al post di Stefano
Sono spesso le grandi società – le cosiddette corporations - a conculcare i diritti individuali
Personalmente, la Coca Cola o la Disney o la GE non mi hanno mai oppresso. Può capitare spesso nei paesi cosiddetti sfigati che le corporations grazie all’appoggio dello, ma pensa te, Stato (che così ha il suo tornaconto) violino i diritti di proprietà delle persone.
Pensare che oggi lo Stato sia ancora il grande Leviatano che schiaccia il minuscolo individuo è veramente frutto di una visione antiquata.
Ripeto, a me la Coca Cola non è mai venuta in casa mia ad obbligarmi a bere la sua bevenda zuccherosa. Lo Stato invece mi schiaccia periodicamente con prelevi forzosi di denaro, impedendomi di attuare contratti privati come il testamento biologico, obbligandomi ad usufruire dei suoi servizi o a pagare per servizi che non utilizzo, etc etc.
Il principio è quello che a ogni individuo corrisponde un voto, a prescindere dal suo reddito o dalla sua posizione sociale. La stessa cosa non si può dire della gestione delle corporations, in cui non c’è nessun tipo di controllo democratico.
Il controllo non c’è, c’è la libera scelta: la Coca Cola mi fa schifo? Bevo la Pepsi. Continuo a non capire cosa c’entri il controllo o la gestione delle aziende. Si vorrebbe forse la statalizzazione dei mezzi di produzione? Non capisco.
Invocare poi lo spostamento di interi settori tradizionalmente di competenza dello Stato – cioè di quel patto tra individui che fonda la cittadinanza (e poco importa che non l’abbia sottoscritto ognuno di noi singolarmente: nemmeno io ho sottoscritto alcun patto con quelle corporations che, comunque, con le loro politiche influenzano pesantemente la vita degli individui) – al privato, asserendo che solo così se ne ottimizza la funzionalità, mi pare aberrante. Aberrante perché, lungi dal difendere i diritti dell’individuo, si subordina il concetto di cittadinanza ai princìpi economici del mercato e, proprio per questo motivo, si offende l’individuo, riducendolo a un puro e semplice consumatore.
Questo è solo un gioco di parole. Io oggi sono infatti consumatore dei servizi che lo Stato mi offre. Alcuni servizi giuridici, come il testamento biologico o l’eutanasia o i contratti matrimoniali tra persone dello stesso sesso, lo Stato non me li offre e non permette a nessuno di offrirmeli. Si tratta semplicemente di un monopolio attuato con la forza. Poi quel “e poco importa che non l’abbia sottoscritto ognuno di noi singolarmente” importa eccome, o almeno, a me non va di essere abbonato a qualcosa senza il mio esplicito consenso. Le corporations possono essere un pericolo quando, guarda caso, si appoggiano allo Stato per avere una posizione di rendita o di privilegio. E’ come se il fruttarolo sotto casa assoldasse profumatamente i vigili per vietare a me ed al mio quartiere di prendere frutta da altre parti. Quello che personalmente offende me (de gustibus eh…) è l’essere trattato da bambino non permettendomi la libera scelta, e le corporations qui c’entrano pochino.