Archive: December, 2008

“De scondón” is the way

kidnapeCi sono nazioni nelle quali la proprietà di sè e il principio che un individuo può fare del proprio corpo quello che meglio crede sono tutelati e rispettati; altre nazioni nelle quali questi diritti non sono molto tenuti in considerazione. In questa nazione alla bancarotta e senza futuro, lo Stato e la Chiesa semplicemente sequestrano i nostri corpi. Siamo tutti bambini che non sanno quello che vogliono. Ci pensa il vaticano a dare direttive valide per tutti che lo Stato prontamente attua.

Io capisco il grande idealismo del signor Englaro che in tutti questi anni non ha voluto agire clandestinamente ma ha preteso che la volontà di sua figlia fosse rispettata con tutti i crismi. Mi ricorda Welby, il quale ha voluto fare una battaglia pubblica; ed in effetti dopo Welby qualcosa in meglio è cambiato. Purtroppo però mi sembra chiaro che in questo caso sia impossibile arrivare alla fine desiderata e giusta. Il potere politico e quello religioso hanno deciso che il signor Englaro non può esaudire la volontà della figlia, punto.

Ecco perchè io penso che in questo caso, come negli altri, sia preferibile la via nascosta. Ossia, arrangiarsi privatamente senza fare pubblicità. Preso atto del fatto che questa nazione è un cadavere opprimente in mano a personaggi grotteschi, lasciamo stare tutto e pensiamo alla nostra personale salvezza. E’ l’unica via.

Un po’ più di pride ogni tanto non guasterebbe

Come ho già scritto da varie parti, ho superato definitivamente e irrimediabilmente il limite di sopportazione per quanto riguarda il cosiddetto anti-venetismo. Dicesi anti-venetismo il denigrare, insultare, attaccare aprioristicamente, in modo pesante o sotto forma di battuta, il Veneto in quanto tale o i veneti in quanto veneti. Ossia, l’essere razzisti verso i veneti raggruppati collettivamente in categoria. Dopo aver passato una vita a fare mezzi sorrisetti di fronte ad interlocutori che buttano lì battutine sui veneti e dopo aver letto su blog generalmente considerati intelligenti e che “fanno pensare” dei veri e propri miserabili attacchi razzisti (in certi post provate a cambiare il termine “veneti” con “ebrei” o “negri“…), mi sono definitivamente rotto il cazzo; non tollero più. Da notare che l’anti-venetismo è così presente e così socialmente accettato che colpisce spesso anche gli stessi abitanti del Veneto; d’altronde è una storia vecchia quella degli autodenigratori. Io non sto parlando di critiche o di dissensi, quello che io non riesco più a tollerare è l’atteggiamento mentale che ritiene accettabile dire cose che riferite ad un’altra popolazione presa nella sua totalità farebbero immediatamente rizzare i capelli. I veneti sono visti come dei parvenu, razzisti, zoticoni, persone che più di tanto non capiscono, etc etc, il Veneto invece è visto unicamente come una ininterrotta sequenza di piccole zone industriali e di villette fortificate, un luogo inquinato nel quale il paesaggio è compromesso. Tutto questo non corrisponde assolutamente alla realtà, ma sembra che non molti (veneti compresi) se ne rendano conto.

galatea

C’è un blog che seguo, molto carino e molto simpatico, la cui autrice (veneta) ha però un difetto: in quasi ogni post che scrive non riesce proprio a non buttare lì una sentenza contro i veneti o il Veneto. Certo, non siamo a livelli parossistici, ma io non riesco a non notarlo. D’altronde, come ho già detto, il mio limite è stato superato e mi sono trasformato in una bisa. Prendiamo per esempio l’ultimo post di Galatea. Ma mentre scriveva:

Piove da giorni, il cielo ne promette tanta ancora, i campi, quei pochi rimasti ancora campi, sono ridotti a paludo, così imparano a non farsi urbanizzare anche loro come tutto il resto del Veneto

ha pensato a quello che stava digitando? Ma avete presente voi la campagna veneta? E’ una distesa infinita di campi. Semmai se c’è da fare una nota, quella dovrebbe riguardare la scarsità di alberi tra un campo e l’altro. Se c’è una cosa che in Veneto non manca sono i campi mentre di urbanizzazione selvaggia io non ne vedo. Questo è solo un esempio e non vuole assolutamente essere un post contro Galatea dato che continuerò a leggerla con piacere e la ritengo una penna arguta Mi piacerebbe solo che riflettesse un attimo sulla sua attitudine nei confronti del territorio e della gente che la circonda. Sarà il suo essere di sinistra e quindi forse geneticamente ostile alla prosperità derivata dal sistema capitalista*, ma a volte proprio non riesco a non pensare che osservi il mondo con delle lenti colorate. I veneti sono mediamente stupidi come tutti gli altri ed il territorio veneto ha mediamente gli stessi problemi di territori confinanti. Non buttiamoci giù per niente e ricordiamo che in Veneto ci sono una infinità di luoghi da favola e che in Veneto puoi andare a sciare, al mare, al lago, in collina, a visitare città d’arte e a magnar e ber fin a sciopar.

* prendetela come una battuta

David Boaz ce lo dice chiaramente

Un errore da non ripetere, e vi assicuro che non si ripeterà

raiNel 2007 abbiamo acquistato il nostro primo televisore dato che in precedenza io avevo rubat..erm, preso in prestito un televisore dai miei (il televisore più pesante del mondo, tra l’altro). All’inizio del 2008, dietro spinta legalista di quella cacasotto con la mentalità da suddita di FdC, paghiamo il famigerato canone Rai. Azione che mi procura rimorsi di coscienza indicibili ed incubi nei quali Pippo Baudo viene a casa mia per ringraziarmi di aver contribuito al sostentamento della tv pubblica.

Fosse finita lì, sarebbe stata un’esperienza traumatica ma finita, almeno per l’anno in corso. In settembre invece a FdC, la cacasotto di cui sopra, arriva una simpatica letterina dalla Rai nella quale è scritto che FdC non ha pagato il canone. La legalista allora risponde dicendo che è domiciliata nella stessa casa nella quale sono domiciliato io, che ho pagato il canone; non siamo sposati ma vabbeh, verranno a prenderci a randellate per reato di more uxorio?

A randellate no, però poco tempo fa hanno risposto a FdC che “non risulta nel nucleo familiare anagrafico del titolare dell’abbonamento televisivo di cui ha dichiarato di fruire nella Sua comunicazione“. FdC deve quindi pagare anche lei il canone. Sì, dovremmo pagare due canoni, pur vivendo sotto lo stesso tetto, per quel meraviglioso servizio a pagamento che non abbiamo richiesto.

A questo punto ho indossato i pantaloni della situazione, ho guardato FdC negli occhi e, dopo aver bestemmiato mentalmente (sono una persona educata io), ho esclamato un perentorio e non negoziabile: mai più!

Ma andate a vergognarvi valà.

Cult movie

Stasera abbiamo guardato uno di quei film che restano, che ti segnano.

Non so se sia mai giunto qui da noi, ma vi assicuro che Beerfest va visto anche se non afferrerete la totalità dei dialoghi in inglese. Beerfest ha tutto quello che un film del genere necessita per essere un prodotto di qualità: grasse risate, situazioni paradossali, una bella storia, personaggi divertenti, tette.

Beerfest è la storia di due fratelli che mettano insieme un gruppo per vincere una supersegretissima gara che si svolge in concomitanza con l’Oktober Fest, tutto questo per riscattare l’onore della famiglia. Un duro allenamento a base di birra lungo un anno li porterà infine alla sfida finale a Monaco. Un film che parla di amicizia, di abnegazione, di rispetto verso i nonni.

Un grande film che è uscito nel 2006 e che noi abbiamo scoperto per caso.

Venesia la xe senpre Venesia

venezia2

Certe cose a Venezia non cambiano mai. Per esempio la bellezza della città, le gondole, l’acqua alta, l’essere la porta d’entrata della peste. Ah, la cara vecchia Dominante.

Nella non invidiabile situazione

Mi sono accorto di non trovare sponde nella grande maggioranza dei blog che leggo e dei commentatori che mi commentano. Ci può essere una convergenza su alcuni punti, ma in generale, per un motivo o per l’altro, non c’è approvazione. Contesto decisamente chi mi dice che ho certezze, figuriamoci. Tanto per restare sul tema degli ultimi post, non riesco decisamente a farmi piacere il giusnaturalismo. Sto leggendo  L’etica della libertà di Rothbard e quell’iniziale diritto naturale mi è indigesto. Il discorso complessivo fila e mi ci ritovo, ma quel giusnaturalismo lì… Tutto questo però è un problema per me perchè ritengo la proprietà di sè e dei propri beni il fondamento di tutto. Un fondamento che non posso spiegare? Decisamente, non sono mai stato un patito della filosofia, forse dovrei continuare a tirare dritto. O forse mi trovo bene sempre e solo con il nichilismo.

Comunque, dicevo, mi sento abbastanza solo. Non c’è nessuno che sia, per esempio, pro-indipendenza, pro-vizi, pro-mercato, pro-Israele, anti-religioso, anti-fascista, anti-comunista, gay-friendly ?

La mia banca è differente (nel senso che l’ho cambiata)

goldqui la prima parte

Non potevo non seguire il consiglio del mio consulente finanziario di fiducia. Perciò ho aperto un conto con IW Bank. Essendo un fighètto del 2.0 non potevo proprio esimermi dall’avere un conto on-line. Non sarebbe stato degno di me.

La procedura di apertura è  stata veloce, semplice e si sarebbe conclusa veramente in poco tempo se io non fossi stato un mona; ossia non ho seguito alla lettera le istruzioni per il riconoscimento (cioè la procedura che serve per provare che quello che ha aperto il conto sono effettivamente io). Tuttavia l’assistenza è stata molto reattiva e amichevole. In effetti non mi era mai capitato di chattare con un operatore di banca, ma devo dire che lo strumento è molto utile; più veloce di una email!

Le condizioni di IW Bank sono veramente vantaggiose non costando praticamente niente. Per i prossimi mesi terrò quindi il conto vecchio e questo nuovo e se tutto andrà bene chiuderò quello vecchio. Intanto ho fatto richiesta del bancomat e della carta di credito, tutto aggratis.

Rimane ancora un po’ lo straniamento di non avere un edificio nel quale recarsi; ma è solo questione di abitudine.

L’individuo, il cittadino, il consumatore

In risposta al post di Stefano

Sono spesso le grandi società – le cosiddette corporations - a conculcare i diritti individuali

Personalmente, la Coca Cola o la Disney o la GE non mi hanno mai oppresso. Può capitare spesso nei paesi cosiddetti sfigati che le corporations grazie all’appoggio dello, ma pensa te, Stato  (che così ha il suo tornaconto) violino i diritti di proprietà delle persone.

Pensare che oggi lo Stato sia ancora il grande Leviatano che schiaccia il minuscolo individuo è veramente frutto di una visione antiquata.

Ripeto, a me la Coca Cola non è mai venuta in casa mia ad obbligarmi a bere la sua bevenda zuccherosa. Lo Stato invece mi schiaccia periodicamente con prelevi forzosi di denaro, impedendomi di attuare contratti privati come il testamento biologico, obbligandomi ad usufruire dei suoi servizi o a pagare per servizi che non utilizzo, etc etc.

Il principio è quello che a ogni individuo corrisponde un voto, a prescindere dal suo reddito o dalla sua posizione sociale. La stessa cosa non si può dire della gestione delle corporations, in cui non c’è nessun tipo di controllo democratico.

Il controllo non c’è, c’è la libera scelta: la Coca Cola mi fa schifo? Bevo la Pepsi. Continuo a non capire cosa c’entri il controllo o la gestione delle aziende. Si vorrebbe forse la statalizzazione dei mezzi di produzione? Non capisco.

Invocare poi lo spostamento di interi settori tradizionalmente di competenza dello Stato – cioè di quel patto tra individui che fonda la cittadinanza (e poco importa che non l’abbia sottoscritto ognuno di noi singolarmente: nemmeno io ho sottoscritto alcun patto con quelle corporations che, comunque, con le loro politiche influenzano pesantemente la vita degli individui) – al privato, asserendo che solo così se ne ottimizza la funzionalità, mi pare aberrante. Aberrante perché, lungi dal difendere i diritti dell’individuo, si subordina il concetto di cittadinanza ai princìpi economici del mercato e, proprio per questo motivo, si offende l’individuo, riducendolo a un puro e semplice consumatore.

Questo è solo un gioco di parole. Io oggi sono infatti consumatore dei servizi che lo Stato mi offre. Alcuni servizi giuridici, come il testamento biologico o l’eutanasia o i contratti matrimoniali tra persone dello stesso sesso, lo Stato non me li offre e non permette a nessuno di offrirmeli. Si tratta semplicemente di un monopolio attuato con la forza. Poi quel “e poco importa che non l’abbia sottoscritto ognuno di noi singolarmente” importa eccome, o almeno, a me non va di essere abbonato a qualcosa senza il mio esplicito consenso. Le corporations possono essere un pericolo quando, guarda caso, si appoggiano allo Stato per avere una posizione di rendita o di privilegio. E’ come se il fruttarolo sotto casa assoldasse profumatamente i vigili per vietare a me ed al mio quartiere di prendere frutta da altre parti. Quello che personalmente offende me (de gustibus eh…) è l’essere trattato da bambino non permettendomi la libera scelta, e le corporations qui c’entrano pochino.

Killer chic


We’re rightly horrified by fascist murderers like Adolph Hitler, why aren’t we also horrified by communist killers?