Archive: December, 2008

Science is used to make bombs

Tratto dalla settima puntata della ventesima stagione dei Simpson

Schiacciare sul mio bel faccione per far partire il video

Normalissimamente, non capisco

Io sono una persona normalissima, con un’intelligenza normalissima, con delle aspirazioni normalissime, con delle paure normalissime e con una normalissima voglia di essere lasciato in pace.

Dalla mia mediocre e banale normalità non riesco a capire, non ci riesco proprio, come faccia la gente a fare tanto affidamento sullo Stato. Io, da quando ho raggiunto l’altezza che Prezzemolo indica per consentirmi di andare sulle montagne russe di Gardaland, mi guardo bene dal fare affidamento all’istituzione onnicomprensiva per eccellenza. Dal mio punto di vista, lo Stato attuale è il rimasuglio degli stati assolutistici. Certo, io sono una persona pragmatica e gradualista e dico che senza dubbio preferisco un sovrano illuminato ad un sovrano sadico; però rimane il fatto che dobbiamo ancora affrancarci del tutto dalla schiavitù.

Dicevo, dalla mia normalità non riesco a capire come si possa riporre tanta fiducia in un pugno di uomini il cui interesse è unicamente quello di rimanere il più possibile legati al potere, possibilmente aumentandolo. Lo Stato non è un’entità astratta e metafisica, l’apparato statale è composto da uomini e donne; con tutto quello che ne segue. Non esiste organizzazione meno laica e più totalizzante dello Stato. Io ho dato (con molta fatica e spezzando i bastoni che mi sono stati messi tra le ruote) il benservito al vaticano uscendo anche formalmente dalla sua associazione privata, posso ugualmente uscire dallo Stato? No. Perché? Perché dicono che ho firmato un contratto sociale, anche se io ‘sto contratto non l’ho mai visto e men che meno firmato. Risultati: 1) sono costretto mio malgrado ad usare i servizi costosi e inefficienti che lo Stato monopolista mi costringe ad usare; 2) vengo periodicamente rapinato alla luce del sole e con quei soldi lo Stato fa lo splendido con la cosiddetta redistribuzione con l’unico risultato di aumentando il proprio potere.

Un’altra cosa che, sempre dalla mia normalità, proprio non capisco è per quale motivo moltissime persone intelligenti e istruite trovino tanto affascinante e auspicabile il big government. Quello che c’è scritto nella vignetta a me sembra lampante ed evidente: qualsiasi governo che è capace di darti tutto quello di cui hai bisogno, è anche abbastanza potente per prenderti tutto quello che hai. Molto spesso, le stesse persone che deprecano, per esempio, la concorrenza tra scuole private sono le stesse che si esaltano quando il governo magnanimo vara liberalizzazioni con il contagocce. Sembra che in alcuni casi il libero scambio e la libera concorrenza vadano bene, in altri casi no. Io invece sono d’accordo con David Friedman quando scrive che i servizi che lo Stato offre possono essere divisi in due categorie: quelli facilmente privatizzabili da subito (come le poste) e quelli la cui privatizzazione può essere inizialmente più faticosa ed ostica (come la giustizia).

Essendo io una persona pragmatica, gradualista, che si accontenta e che crede nella giustezza del compromesso, sarei ben lieto anche semplicemente di uno Stato minimo e territorialmente limitato ed omogeneo; questo per avere più possibilità di manovra e più potere decisionale relativo. Una Venetia libara insomma.

Where’s sock puppet’s bailout?

Hachi

Quest’anno non avevo proprio voglia di fare la classifica finale degli album. Così vi offro direttamente una mega-compilation semi-ragionata del 2008, la quale si chiama Hachi, ossia otto in giapponese.

Diciotto canzoni, 1:15,48, e 128 MB scaricabili in un’unica cartella zip qui o canzone per canzone qui.

Spero sia venuta fuori una cosa simpatica. Enjoy it!

  1. La Mano Mia – Bugo
  2. Bele Legs – Fake P
  3. Well Water Black (feat. Why?) – Alias
  4. Going On – Gnarls Barkley
  5. Which Song – Max Tundra
  6. Lies – The Black Keys
  7. Chemtrails – Beck
  8. These Few Presidents – Why?
  9. Black Mags – The Cool Kids
  10. Knickerbocker – Fujiya & Miyagi
  11. You Don’t Understand Me - The Raconteurs
  12. Little Kids – Deerhunter
  13. Red Dress – Tv On The Radio
  14. Another Day - Jamie Lidell
  15. Fragile Forest – Yuppie Flu
  16. Hold On - Hot Chip
  17. Vanished – Crystal Castles
  18. Karma Car - Booka Shade

Wall-e Bento

Se non sapete cos’è un bento, leggete qui.

(via Blonde Inside)

Tonight party

Nel mio personale ruolino di marcia, i Trabant sono uno dei gruppi che preferisco. Il loro Music 4 losers gira potente dal 2007 e questo nuovo video è carinizzimo.

Teologia da bar

Stamattina mi sono alzato alle sei perché avevo un appuntamento a Santancargelo di Romagna. Uscito di casa, lungo il tragitto di circa venti metri portone d’entrata del condominio – automobile, probabilmente devo essere stato colpito da una corrente d’aria malefica proveniente dal vicino quartiere di Santa Lucia, perché una volta salito in macchina mi sono accorto di avere un torcicollo annichilente. All’altezza di Bologna, dopo essere sopravvissuto ai nebbioni dell’Autostrada del Brennero, scopro che il collega con il quale dovevo andare all’appuntamento è bloccato a casa a causa di “spaventosi crampi allo stomaco, tipo coliche“. Decido di fermarmi in autogrill per ristorarmi.

Mentre sorseggio il mio caffè e mangio la mia brioche alla cioccolata (no, non lo voglio il fottuto menù con la spremuta, no, basta), bestemmio copiosamente tra me e me, ma penso anche con i vicini di banco, per il dolore, che mi fa assumere smorfie da torturato. Invocando così tanto la divinità, mi viene in mente una fregnaccia che molto spesso sento ripetere dai vari sacerdoti delle varie religioni ogniqualvolta nel testo sacro di turno si trovano scritti che, insomma, destano qualche imbarazzo al giorno d’oggi; ed i vari testi sacri sono assai forniti di simili scritti.

A questa perplessità, di solito il sacerdote ti guarda con aria partecipe, come a dire “capisco la tua domanda“, e ti spiega che no, bisogna ovviamente interpretare i testi e non basarsi sul loro valore letterale. Dio ha parlato a della gente comune di taaaanti anni fa, doveva farsi capire.

A parte che io non ho mai capito perchè bisogna interpretare solo certe cose (di solito le più impresentabili) ed altre no, ma a me ‘sto ragionamento non ha mai convinto. Ma come? Dio può tutto e deve scendere al livello di qualche pastore mediorientale ché sennò non riesce a farsi capire? Ma stiamo scherzando? Non poteva semplicemente fare in modo di farsi capire e morta lì? Non poteva dire chiaro e tondo ai pastori di cui sopra robe tipo: le donne hanno la stessa dignità degli uomini, impiccare gli omosessuali non è carino, uccidere in nome di Dio non va bene, etc etc.? Non ci saremmo risparmiati un po’ di sangue, morte, distruzione?

A questo punto, di solito il sacerdote ti mette una mano sulla spalla, ti guarda con aria grave e ti dice solennemente: la volontà di Dio è insondabile! E’ a quel punto che io di solito tolgo la sua mano dalla mia spalla (non si sa mai…) e rispondo: fuck religion, I’d rather be a Jedi!

Lo statalismo

Trovo che questo brano tratto da Socialismo di Mises del 1922 sia di straordinaria attualità; ancora, purtroppo. Cambiando alcuni termini, come aristocrazia e consiglio della Corona con capitalista di stato e politici,  il gioco è fatto.

Lo statalismo ha in mente una classificazione gerarchica dei membri del suo futuro Stato. I più nobili avranno più potere, onori e reddito secondo la sua valutazione di merito. Gli pare intollerabile che un venditore di latte, o un fabbricante di bottoni, possa ottenere un reddito più alto che il discendente di una vecchia famiglia della aristocrazia o un membro del consiglio della Corona o un tenente. E’ proprio per rimediare a questo stato di cose che il sistema capitalistico deve essere rimpiazzato da quello statalista.

[...] Tutte le imprese devono in fondo diventare imprese di Stato. L’agricoltore manterrà il nome e il titolo di proprietario, ma gli sarà proibito di “guardare egoisticamente solo al profitto che egli può ricavare dai prodotti portati sul mercato; egli ha “il dovere di perseguire i fini dello Stato”. [...] La stessa cosa si applica agli artigiano e ai commercianti. Per gli imprenditori indipendenti che hanno un libero controllo sui mezzi di produzione, non c’è nel socialismo di Stato che un piccolo spazio, come in tutte le altre forme di socialismo. Le autorità faranno in modo che nessun soggetto riceva più del reddito conveniente, cioè più di quel reddito che gli consente un livello di vita appropriato al suo rango.

[...] Nella misura in cui il socialismo statalista tenta di perpetuare la gerarchia sociale e prevenire ogni cambiamento nella scala delle relazioni sociali, la definizione di “socialismo conservatore”, che qualche volta gli è stata attribuita, appare giustificata. In effetti, in esso vi è la convinzione, più che in qualsiasi altra forma di socialismo, che sono possibili la completa cristallizzazione e l’immobilizzazione del cambiamento delle condizioni economiche: i suoi seguaci considerano ogni innovazione economica come superflua o perfino dannosa. I mezzi con cui lo statalismo tenta di raggiungere i suoi fini corrispondono a questa concezione. Se il socialismo marxista è l’ideale sociale di coloro che non aspettano altro che una radicale trasformazione dell’ordine sociale esistente attraverso rivoluzioni sanguinose, il socialismo di Stato è l’ideale di coloro che chiamano in soccorso la polizia al più piccolo segno di difficoltà. Il marxismo si fonda sul giudizio infallibile di un proletariato animato da spirito rivoluzionario; lo statalismo sull’infallibilità delle autorità tradizionali. Entrambi concordano nel credere in un assolutismo politico che non ammette possibilità di errore.

Il tycoon* delle Golosine

E’ in questo periodo buissimo che la migliore difesa deve essere l’attacco. Ecco perché oggi è nata la nuova snc commerciale che mancava. Snc della quale il sottoscritto detiene ben il 31% (non 30 né 32 né 33 ma bensì 31%) e alla quale ha persino scelto il nome. Si prevedono sicuri guadagni stratosferici e party a base di coca e troie.

Nella pratica per adesso comunque non mi cambia niente, ma volete mettere la soddisfazione?

* dal giapponese 大君 taikun

Gogna o impiccagione? (a Mahmoud e Ayaz)

In effetti è veramente inaccettabile mettere alla gogna paesi rispettabili come l’Iran.

Perciò non credo che da oggi si possano più avere dubbi sulle tendenze persecutorie nascoste dietro l’omofobia cattolica (io me li sono tolti quando la conferenza episcopale del Nicaragua ha fatto pressione – con sua soddisfazione finale – sul governo locale due anni fa per non eliminare il reato di omosessualità dal codice di diritto penale)