Archive: January, 2009

Let me show ya

Questi crucchi sono riusciti, dopo sei anni tra un album e l’altro, a farmi innamorare di nuovo di loro. Of All The Things dei Jazzanova è diverso dal mitico In Between, ma il loro suono è sempre così…così…così sciccoso. Ce ne fossero di più di gruppi a un livello così alto.

Free State Veneto? Parliamone

free state projectPenso che il Free State Project (d’ora in poi FSP) sia un progetto estremamente affascinante ed estremamente americano. Aggettivo, questo, usato nella sua accezione migliore e più nobile, ossia come sinomino di individualismo e intraprendenza. Il FSP spiegato in poche parole è questo: raccogliere 20.000 individui disponibili a trasferirsi in un determinato stato degli USA al fine di avere una massa critica per influenzare la politica a livello locale, statale e federale nella direzione di ridurre la presenza statale e del governo nella vita delle persone. Nel 2003 il gruppo ha scelto lo stato del New Hampshire, il cui motto è significativamente “Live Free or Die“.

Il mission statment del FSP recita:

The Free State Project is an agreement among  20,000 pro-liberty activists to move to  New Hampshire, where they will exert the fullest practical effort toward the creation of a society in which the maximum role of government is the protection of life, liberty, and property. The success of the Project would likely entail reductions in taxation and regulation, reforms at all levels of government to expand individual rights and free markets, and a restoration of constitutional federalism, demonstrating the benefits of liberty to the rest of the nation and the world.

Attualmente però il FSP è secondo me un mezzo fallimento dato che, dalla data della sua fondazione (il primo settembre 2001), hanno aderito al progetto 8879 persone; delle quali alla fine solo 641 sono in NH; un po’ pochino secondo me. Tuttavia rimane indubbio che sia un’idea interessante e pragmatica per raggiungere lo scopo che è anche il loro motto: liberty in our lifetime.

cannonauSarebbe auspicabile un progetto simile anche da noi? Secondo me sì ma in modo diverso, e vi spiego il perché. La realtà americana e quella italiana sono diversissime. Tanto per capirci, là c’è una federazione di stati che si sono, appunto, uniti; in Italia invece abbiamo uno stato accentratore nato sulla conquista e geneticamente portato al parassitismo. Lo scopo di uno Free State nostrano quindi non dovrebbe essere semplicemente quello di favorire politiche non-interventiste in una determinata regione dato che la struttura dell’entità statale Italia non permette intrinsecamente niente di quello che lo FSP americano ricerca. L’unica soluzione, l’avrete capito, è l’indipendenza di un territorio e la conseguente nascita di un nuovo stato: leggero, confederato, rispettoso dell’individuo e della sua proprietà. Le regioni che attualmente fanno parte dell’Italia che hanno più spirito indipendentistico diffuso (come questo spirito fino ad adesso sia stato sprecato e male incanalato, è un altro discorso) secondo me sono la Sardegna e il Veneto.

amaroneLa Sardegna gode di un clima migliore e ha un mare da favola. Il Veneto avrà la nebbia e come balneazione non reggerà minimamente il confronto, ma ha un tessuto economico solido, una mentalità molto diffusa tra i suoi cittadini di “mettersi in proprio” e un livello di esasperazione crescente. Insomma, penso che uno Free State Veneto (d’ora in poi FSV) sia più fattibile, per quello che si vuole raggiungere, di uno Free State Sardegna. Come dite? Il mio è un discorso interessato dato che abito in Veneto e auspico la nascita di uno stato veneto? Siete proprio delle malelengue eh! :)

È evidente che questa idea è alquanto eterodossa rispetto all’indipendentismo propriamente detto, ma ha molti aspetti positivi che si possono affiancare all’indipendentismo “classico“. L’indipendentista veneto ti dice che lui vuole l’indipendenza perché il Popolo Veneto può legittimamente autodeterminarsi e quindi scegliere l’indipendenza, e questo mi sta benissimo. Da un altro punto di vista, non vedrei niente di male, anzi, mi piacerebbe molto se un gruppo motivato più o meno ampio di persone proveniente da varie zone dell’Italia decidesse di trasferirsi in Veneto, i suoi appartenenti diventassero soci o sostenitori del PNV e si adoperassero attivamente per la nascita di uno stato veneto configurato come scritto sopra, ossia leggero, confederato, rispettoso dell’individuo e della sua proprietà. Queste persone, perseguendo il loro fine della ricerca di una maggiore libertà, aiuterebbero anche gli altri indipendentisti: una convergenza salutare.

Mi rendo conto che è un discorso totalmente speculativo dato che, se nemmeno negli Usa il FSP attualmente sta facendo faville, figuriamoci qui da noi. Mi rendo conto anche che, in caso di una concreta possibilità di imminente indipendenza, potrebbe essere molto più facile che avvenisse l’esatto contrario: gruppi di persone (dirette dall’alto o mosse unicamente dall’amor di patria italiana) che da varie parti dell’Italia arrivassero in Veneto e, prendendo la residenza qui, votassero NO a un ipotetico referendum sull’indipendenza. È un argomento molto complesso che non si può risolvere in un unico post e che va a toccare diversi temi importanti. La mia idea generale comunque è che ci possono essere varie motivazioni valide e che puntare unicamente sul concetto di popolo che si autodetermina può non bastare. La Venetia indipendente deve essere un “prodotto appetibile” anche a tutti gli italiani che non si rassegnano a vivere da sudditi e che vedono il frutto del loro lavoro sistematicamente rubato da questo stato-mafia. Nella mia concezione, la Venetia indipendente dovrà essere rifugio per individui liberi così come per secoli lo è stata la Repubblica Veneta (e pochissimi altri stati in Europa, come la Svizzera).

 
 Aretha Franklin - Think [3:16m]: Play Now | Play in Popup

Virtual church

babauA suo tempo sono stato molto contento dell’elezione dell’inquisitore Ratzinger a papa. Dopo l’inarrivabile popstar polacca e il suo volemosebbenismo ecumenico, era necessario che qualcuno rifacesse vedere il vero volto e la vera essenza della chiesa cattolica. In questo modo la chiesa cattolica avrebbe perso sempre più simpatizzanti dato che, per fortuna, le nostre società occidentali non ci tengono a vivere come le attuali società medievali islamiche. Ratzinger era l’uomo perfetto per questo compito.

Senza false modestie devo dire che avevo proprio ragione. Periodicamente il papa, o chi per esso, con le sue azioni e le sue parole allontana pecorelle rendendo la chiesa sempre più virtuale e sempre meno reale (gli unici che non se ne sono accorti sono i politici, diciamo così). Non so voi, ma “il paese reale” che frequento io associa il termine “chiesa” con “par carità!”

Attendiamo fiduciosi, ché tra un po’ ricomporranno lo scisma anche con Dracula e il Babau.

VNT

Io per lavoro, giro. Ogni tanto mi capita di esclamare: “vaccadì se avessi la macchina fotografica, potrei fare una foto!“. Da stamattina perciò ho deciso di portarmela sempre dietro, per riservare i miei preziosissimi vaccadì ad altre circostanze. Ho quindi deciso di riservare una categoria speciale a queste foto e postarle quando se ne presenta l’occasione.

Da buon figlio della Bassa, a me piacciono i campi. Certo, [irony mode on] ora come ora, con la cementificazione selvaggia che ha ormai riempito ogni zolla di terra del Veneto, vedere un campo è raro come vedere una volpe in libertà [irony mode off], ah, beh, sì, a dir la verità ogni tanto a casa di mia nonna a ridosso dell’argine dell’Adige qualche volpe la vediamo passare, vabbeh, passiamo oltre. Una volta i miei amici giapponesi mi hanno detto che un paesaggio simile loro l’avevano visto solo nell’Hokkaidō. Ecco, un bel gemellaggio Venetia – Hokkaidō non sarebbe male.

Tabacón

tobacco - fucked up friendsFucked Up Friends di Tobacco è uscito il 14 ottobre del 2008. Tuttavia, avendolo io scoperto solo con l’anno nuovo, lo terrò in considerazione per una eventuale classifica finale dell’anno ’09.

Dopo questa nerdy premessa metodologica, andiamo ad analizzare l’album in questione: è una droga. Fucked Up Friends è un album che su di me ha lo stesso effetto di una droga. Non è un album profondo o un album che cambierà la storia della musica. Qualcuno potrebbe sostenere che album simili siano utili solo come sottofondo a un aperitivo indie o cose del genere. Io penso invece che questo album sia maestoso.

Fucked Up Friends è il disco che piacerebbe fare a me se fossi un musicista. Così sfacciatamente simil-retro da lasciarti a bocca aperta. Quasi senza inutili testi che distraggono dalla cosa più importante, cioè la musica. Un flusso di quindici canzoni che una volta finite non puoi fare altro che ricominciare perché ti sei abituato, assuefatto, ad avere questo suono nelle orecchie. Così come quello di Alias, un “album minore” che merita attenzione.

La caratteristica principale di questo album è che:

It’s completely analog and almost completely instrumental. [...] Tobacco secluded himself in rural Pennsylvania to record the album using analog synths and tape machines, which keeps it at a fair distance from the current dominance of laptop wizardry (*)

Come si fa a non amare questo Tobacco?

 
 Tobacco - Truck Sweat [3:09m]: Play Now | Play in Popup

 
 Tobacco - Hairy Candy [3:15m]: Play Now | Play in Popup

L’aborto ne “L’etica della libertà

Come avevo già scritto, non tutte le argomentazioni che si trovano ne L’etica della libertà di Rothbard mi convincono. Un ragionamento con il quale sono pienamente d’accordo invece è quello riguardante l’aborto. Sarei curioso di sapere quanti paleolibertarian sono d’accordo con quanto scrive Rothbard su questo argomento in questo libro. Non sono molto ferrato sul tema, ma presumo che negli anni seguenti abbia cambiato idea rispetto a quanto aveva scritto, no?

murray rothbardLa base corretta per un’analisi dell’aborto si trova nell’assoluto diritto di ciascuno alla proprietà del proprio corpo. Questo comporta, come conseguenza immediata, il fatto che ogni donna gode di diritti assoluti sul proprio corpo e su quanto esso contiene. Questo comprende il feto. Normalmente il feto si trova nel grembo della madre perché essa acconsente a questa situazione, ma vi si trova proprio in virtù del consenso liberamente concesso dalla madre. Ma, se la madre dovesse decidere di non volere più il feto nel proprio grembo, allora esso diventerebbe un “violatore” parassitario della sua persona, e la madre avrebbe pienamente diritto di espellere questo invasore dal proprio territorio. L’aborto dovrebbe essere considerato non come “l’omicidio” di una persona vivente, bensì come l’espulsione dal corpo della madre di un ospite indesiderato. Qualsiasi legge che limiti o proibisca l’aborto costituisce quindi una violazione dei diritti delle madri.

Secondo una comune obiezione, la madre, avendo originariamente acconsentito al concepimento, si è vincolata con un “contratto” alla sua attuale condizione, e quindi non può “violare” tale “contratto” sottoponendosi a un aborto. Questa tesi, tuttavia, è molto discutibile. In primo luogo una semplice promessa non è un contratto vincolante: i contratti sono esecutivi soltanto se la loro violazione comporta un furto implicito, mentre chiaramente ciò non avviene nel nostro caso. In secondo luogo, è evidente che qui non può esservi alcun “contratto” giacché il feto (l’ovulo fecondato?) non può certo essere considerato un’entità contraente volontaria e consapevole. E in terzo luogo, un punto d’importanza cruciale della teoria libertaria è l’inalienabilità della volontà e, quindi, l’inammisibilità della schiavitù volontaria. Anche se si potesse parlare di un “contratto”, quindi, questo non potrebbe essere fatto rispettare, perché la volontà della madre è inalienabile ed ella non può legittimamente essere obbligata contro la sua volontà a portare in grembo e partorire un bambino.

Un’altra argomentazione addotta dagli anti-abortisti è che il feto è un essere umano vivente, quindi esso deve godere di tutti i diritti degli essere umani. Ammettiamo pure, per amore di discussione, che i feti siano esseri umani – o, più genericamente, esseri umani potenziali – e pertanto abbiano titolo al godimento di tutti i diritti umani. Ma quali esseri umani, potremmo chiedere, hanno il diritto di essere parassiti del corpo di un ospite umano che non li desidera? Chiaramente, nessun essere umano ormai nato ha questo diritto, pertanto, a fortiori, neache il feto può averlo.

Incertezza

Ieri sera alla Gran Guardia a Verona pensavo di andare a sentire Capezzone e Letta junior ma c’è stato un cambio di programma. Avevo pronte alcune domande per Mr. Sòla, peccato; anche perché, da quello che ho visto, a questi incontri il pubblico non può fare domande.

Mi sono quindi ritrovato Bruno Tabacci e Alberto Mingardi, una piacevole sorpresa. Il tema della serata era “guidare l’incertezza“. Tabacci è dal mio punto di vista uno dei meno peggio dell’UDC, anche se a volte mentre parlava mi sarebbe piaciuto domandargli se si rende conto che lui fa parte dell’UDC, quindi cosa mi tira fuori concetti come “il posto pubblico non è una rendita“? Do you remember Cuffaro? Alberto Mingardi, dell’IBL, è dell’81 ma ha un curriculum stratosferico; un piccolo genietto. La discussione è stata interessante ma penso che Mingardi sia stato un po’ troppo moderato nell’esposizione delle sue idee. Solo quando ha detto che le banche dovrebbero fallire, ho percepito lo sgomento tra la Verona Bene presente in sala.

Ramboso!

La cagada divertente del weekend è senza dubbio Ramboso (link al sito ufficiale).


(via Stato Minimo)

Le tre regole di internet

  1. The internet is for porn.
  2. Vedi la 1.
  3. Vedi la 1.

Castelli scopre l’acqua calda (acqua pagata a caro prezzo da noi pagatasse)