A proposito di sicurezza

Vi dirò, quando di notte capita di girare per il centro, la paura che una prostituta in strada mi lanci senza motivo una scarpa o scenda dal suo appartamento per tirarmi un pugno è nulla. Non ho nemmeno paura che un gruppo di stranieri mi circondi e mi picchi senza motivo.

Perché?

ultraPerché i precedenti mi confortano. Cioè, la realtà è che a Verona gli stranieri e le prostitute in alcuni casi possono creare effettivamente del disagio ma di squadre di marocchini picchiatori le cronache non sono molto piene.

Invece, quando di notte capita di girare per il centro, vi confesso che ho qualche timore che un gruppo di subumani naziskin e/o ultrà dell’Hellas e/o forza nuovisti possano procurarmi dei brutti momenti.

Perché?

Perché Verona ne è piena. Cioè, a Verona esiste una nutrita schiera di naziskin e/o ultrà dell’Hellas e/o forza nuovisti; è un dato di fatto non smentibile. Questa nutrita schiera si è resa partecipe di una serie infinita di atti di violenza; anche questo è un dato di fatto non smentibile. L’anno scorso il caso più eclatante è stato il pestaggio a morte di Nicola Tommasoli in pieno centro. Un evento che mi ha fatto realmente vergognare di avere la residenza a Verona e che mi ha fatto pensare molto sul brodo di cultura di questa città.

Proprio qualche post fa scrivevo che per il decoro della città servirebbe che Verona avesse meno esponenti di cui sopra ed ecco che spunta un nuovo caso, per fortuna senza il morto. Un ragazzo e due ragazze picchiate, una delle quali l’ho vista ieri sera intervistata su Telearena e vi assicuro che quell’occhio nero (tutto nero, anche dentro, anche la cornea) dovuto al contatto con un posacenere fa impressione.

Penso sia ora il caso di farsi qualche domanda. Abbiamo un problema? Sì, esiste un problema per il fatto che questi gruppi che amano la violenza e la deliberata aggressione sono numerosi per le dimensioni della città. Il problema sta anche nel fatto che la cittadinanza in generale sembra abbastanza indifferente e preoccupata per lo più di smentire l’immagine di Verona città fascista. Molti commenti sono poi veramente surreali perché si dice in pratica che “anche i comunisti sono violenti” come se fosse una questione di mal comune mezzo gaudio e come se, per esempio, io che affermo la pericolosità di ‘sti gruppi fossi automaticamente, iniziate a ridere, comunista. La mia conclusione è sempre la stessa: serve una più diffusa cultura della libertà. A Verona gruppi il cui ideale è l’autoritarismo e la violenza sembrano essere ben diffusi, attivi e con importanti agganci al potere politico. A me questo fa paura.

 
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