
Ieri mattina mi sono alzato alle otto e un quarto e sono andato a Bovolone. E perché mi sono alzato alle otto e un quarto di domenica mattina per andare a Bovolone? Per partecipare alla mia prima riunione di partito in assoluto. E a quale riunione di partito ho partecipato? A quella il cui partito ha i seguenti quattro principi fondanti:
- Il principio della proprietà privata, come estensione del più generale principio di libertà individuale.
- Il rifiuto di ogni forma di discriminazione razziale, sessista, linguistica, di convinzioni religiose, filosofiche o politiche.
- L’accettazione dei principi di legittimità democratica e di non violenza.
- L’accettazione delle norme del diritto internazionale.
Un partito del quale non condivido tutte le proposte ma il cui obietivo primo, l’indipendenza, mi sembra auspicabile per garantirmi la possibilità di un futuro migliore rispetto a quello che avrei se continuassi a essere suddito di questo baraccone osceno. Chiamatemi pure mona e ditemi pure che è una perdita di tempo, ma secondo me il PNV merita un po’ del mio tempo.






16 Responses to “Oramai, n’omo de aparato”
la biondina del manifesto contro l’ENI sul sito è una bella fighetta veneta, chissà se è favorevole alle unioni interraziali…
l’esotico tira sempre
han convinto pure me che sono lombardo… sai mai che va bene al PNV, poi magari mi scatta anche un PNL…
Piuttosto, sapevi di questa cosa ?
http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/cronaca/atei-autobus/atei-autobus/atei-autobus.html
sì, se seguissi il mio tumbrl sapresti che ho “tumblerato” una parte di un post di ilaria
seguitelo il mio tumbrl (questi i feed) ché è divertente
on January 13th, 2009 at 9:26 am #
[...] Link all’articolo originale su buraku.org ← PROPOSTA DI LEGGE PER L’USO DELLA LINGUA VENETA NEL VENETO [...]
Posso non essere contrario all’indipendenza politica ed economica del Veneto, visto che come dici molto probabilmente migliorerebbe le prospettive future della regione.
Ma proprio non riesco a tollerare l’idea di introdurre la lingua veneta nella pubblica amministrazione e a scuola. E questo a prescindere dalla difficoltà di decidere quale sia in effetti la vera lingua veneta, visto che basta fare una decina di km per trovare persone che chiamano in modo diverso le stesse cose.
Credo che al momento mi limiterò a simpatizzare con riserva per il movimento.
Io parto da un principio: la lingua è un mezzo e non un fine. In veneto c’è un bilinguismo di fatto e sinceramente non trovo scandaloso il fatto che venga usata anche l’altra lingua. Hai ragione, il veneto non è mai stato sistemizzato e ha molte varianti, ma è un dato di fatto che sono più le cose in comune che le differenze e che comunque il veneto in sè è ben distinguibile da altre lingue.
Io comunque non penso che questa sia la battaglia principale ma un corollario al perseguimento dell’indipendenza
Prego, non soffermiamoci agli estetismi.
La lingua ha effettivamente un potenziale: unisce i parlanti in un gruppo, supporta una base culturale che ne determina le sorti e la mentalità diffusa, rappresenta un simbolo identitario.
Tuttavia il primario obiettivo è il raggiungimento di un sistema organizzativo politico e di governo aderente alla cultura e mentalità di una certa popolazione, nello specifico il Popolo Veneto. L’indipendenza ne è solo la condizione necessaria.
Direte, ehy hai citato “cultura e mentalità” che poco prima avevi legato alla lingua…
Spero nella Bora: un vento particolare, secco come la sincerità, freddo come la razionalità, impetuoso come l’amore …che lascia sempre un cielo brillante e sereno, anzi serenissimo.
E qui nelle Marche? Dobbiamo studiare tutti i dialetti? Il Romagnolo del Montefeltro, il Pesarese, L’Anconetano Stretto, L’Anconetano di Provincia, Il Marchigiano, Il Marchigiano Sporto, L’Ascolano e Il Teramano… No… dai!
…e se lo dici tu che l’esotico tira, chè sei innamorato di una milanese!! *rotfl*
Neurobi il Veneto non è un dialetto ma una lingua riconosciuta…quindi non ha senso paragonare la lingua Veneta ai vari dialetti marchigiani…anche dal punto di vista storico…la lingua veneta era la lingua ufficiale della marina austro-veneta che sconfisse l’italia a Lissa…siamo su due piani diversi…
Carissimo, fai bene ad interessarti di politica…quella giusta. Infatti con i partiti nazionali non andremo mai da nessuna parte noi Veneti. Dispiace che i giovani veneti non abbiamo come primo ideale il ritorno della Veneta Serenissima Repubblica. Basterebbe che facessero ricerce e scoprirebbero quanto nobili e gloriosi siano stati gli oltre 1400 anni della Serenissima.
Leggere il libro di Ettore Beggiato: 1866 il plebiscito burla.
SE CI FOSSERO TANTI “PEDRI” corriamo il rischio di salvare il ns. Veneto dal disastro economico e sociale di una italia dove gli italioti che hanno interesse ci vogliono “dentro” a tutti i costi…e noi a tutti i costi ce ne andremo dall’italia.
Sarebbe anche loro interesse che noi ci amministrassimo con la ns. indipendenza.
Forza e coraggio la strada può accorciarsi con il consenso popolare dei veneti.
VIVA SAN MARCO
VIVA LA SERENISSIMA
già il fatto che la runione fosse a bovolone..
“DA BOVOLONE LA VERA RIVOLUZIONE”, che ne dici?
ma và và
@ceci: a parte il fatto che non ci troviamo di fronte al caso di, per esempio, un PD che ha a disposizione miliardi di soldi pubblici (cioè rubati anche a me) e altri soldi di dubbissima provenienza
, la riunione è stata fatta a boolon perchè c’è a disposizione uno spazio. comunque tra due domeniche ci sarà la presentazione a verona
Sulla lingua mi sembra evidente che qualche veneto si fa male da solo. Perche’ la canzone napoletana e’ un bene culturale, o le poesie di Trilussa in romanesco e invece il veneto e’ qualcosa di rozzo?
God save Veneto!
spero sia piacuta la rionione del PNV???