A suo tempo sono stato molto contento dell’elezione dell’inquisitore Ratzinger a papa. Dopo l’inarrivabile popstar polacca e il suo volemosebbenismo ecumenico, era necessario che qualcuno rifacesse vedere il vero volto e la vera essenza della chiesa cattolica. In questo modo la chiesa cattolica avrebbe perso sempre più simpatizzanti dato che, per fortuna, le nostre società occidentali non ci tengono a vivere come le attuali società medievali islamiche. Ratzinger era l’uomo perfetto per questo compito.
Senza false modestie devo dire che avevo proprio ragione. Periodicamente il papa, o chi per esso, con le sue azioni e le sue parole allontana pecorelle rendendo la chiesa sempre più virtuale e sempre meno reale (gli unici che non se ne sono accorti sono i politici, diciamo così). Non so voi, ma “il paese reale” che frequento io associa il termine “chiesa” con “par carità!”
Attendiamo fiduciosi, ché tra un po’ ricomporranno lo scisma anche con Dracula e il Babau.




2 Responses to “Virtual church”
Non capirò mai perchè i politici siano gli unici a non rendersene conto. Il peso che danno alla religione è totalmente sproporzionato al beneficio che ne traggono.
La poltica è, inconsapevolmente, la responsabile del rallentamento del processo di “sparizione” della religione.
Anche io vorrei riconciliarmi col Babau, ma non riesco più a trovarlo nell’armadio…