Archive: January, 2009

Solo una cosa sul cantantucolo dei bambini che fanno prrrrr e poi non ne parlerò più

poor idiot! ah ah ah!Se l’Italia fosse un paese normale, la giuria che decide quali canzoni debbano partecipare al famoso festival avrebbe ascoltato la canzone del cantantucolo oggi sulla bocca di tutti con la stessa disposizione d’animo di un cantante che canta di come sia bello incaprettare molluschi e di come questo aiuti a combattere la perdita dei capelli. Avrebbero detto un “le faremo sapere” di circostanza e subito dopo avrebbero chiamato la sicurezza per far allontanare il soggetto in questione.

L’Italia però non è un paese normale dato che si considera anormale l’omosessualità e la si tratta come se fosse una malattia, tutto questo alla luce del sole senza che chi affermi ‘ste puttanate non sia sommerso dalle risate e dal compatimento generale. È questa una novità? No. Bisogna quindi pensare a come agire di conseguenza.

La mia idea è che bisogna dare la minore pubblicità possibile a ‘sta minchiata di canzone. Ovviamente non guardare il festival e consigliare a tutti i conoscenti di non guardarlo. Probabilmente è tutta un’operazione per alzare i miseri ascolti che il famoso festival si porta dietro da anni. Ecco, quindi non facciamo il loro gioco, lasciamo perdere petizioni inutili e pubblicità gratuita al cantantucolo e al festival. D’altronde, a occhio e croce (ma potrei sbagliarmi), penso che ormai il pubblico televisivo del festival sia composto da persone anziane o tendenti all’anzionotto. Parlando francamente, non penso sia quello il target vitale per combattere l’omofobia: bisogna puntare sui giovani. Quindi, prendiamo atto che l’Italia è un paese anormale e smettiamola di aiutare il cantantucolo. L’evento passerà e il cantantucolo e la sua canzone finiranno nel nulla. Infine, pensate che radio come Radio Deejay trasmetteranno la canzone del cantantucolo?

Forse non vi siete accorti che

Da un po’ di tempo mi sono messo di impegno per scrivere correttamente quei tremendi segni grafici che corrispondono agli accenti, tipo perché.

Come ho già scritto, ho sempre odiato e non ho mai capito molto bene gli accenti, ma, dato che  ormai sono un ometto, mi adeguo.

Comunque, viva l’inglese e il giapponese.

Musica da cani

Il mio primo amore, il mio imprinting musicale da ragazzino è stato l’hip hop. Questo ha avuto vantaggi e svantaggi. Oltre ad essere enormemente cool e facilmente predisposto alla musica nera in generale, ho sempre avuto difficoltà, tranne alcune eccezioni, con la “musica lenta” e con quella musica priva di beat. Negli ultimi anni le cose sono cambiate, sarà perché sono invecchiato, sarà perché sono di mentalità musicale più aperta, sarà per entrambi questi motivi.

Prima di ascoltare Rhaianuledada (Songs To Sissy), il nuovo album di Fabio Parrinello aka Black Eyed Dog, avevo un po’ paura che fosse un pacco, uno di quelli che non riesci a finire causa sonno profondo. Probabilmente qualche anno fa sarebbe stato così, ma adesso mi sono sorpreso di come ho apprezzato già al primo ascolto ‘sto album. La prima cosa che si pensa ascoltando Black Eyed Dog è senza dubbio: “il ragazzo ha stile“. La seconda è: “ma siamo sicuri che sia nato a Varese?“. La terza è: “sono innamorato“.

Le canzoni contenenti in Rhaianuledada (Songs To Sissy) sono fondamentalmente delle ballate, delle bellissime ballate. Io oggi, tra computer, ipod e stereo ho avuto sempre nelle orecchie questo album e, cazzarola, penso si sia capito che mi piace. Quello che mi colpisce è la voce impostata, le sonorità minimaliste e l’atmosfera calda. Penso che il ragazzo meriti sesso, droga, rocchenrolle e ragazzine urlanti perché ha creato un album degno del massimo rispetto.

La prossima volta però sarebbe gradito un titolo più facile, anche perché quel Rhaianuledada lì mi fa venire in mente Italyan, Rum Casusu Çikti.

 
 Black Eyed Dog - Honeysuckle Gal: Play Now | Play in Popup

 
 Black Eyed Dog - Salinas: Play Now | Play in Popup

Me & Mr. Formy

Quando Formy, un romantico socialista disilluso, la smetterà di cojonarmi, allora inizierò a preoccuparmi :)

Ma santo Dio, se parli di Venezia a un americano devi dargli le gondole, mica stai lì a spiegargli il PNV. (qui)

Eppure non tutto è perduto, se c’è qualcuno che ci sta io avrei una mezza idea di fondare il Partito Nazionale del Basso Mantovano, per rinverdire i fasti dei Gonzaga ma fino Ostiglia, che dopo Ostiglia già parlano un altro dialetto, i xè foresteri. (qui)

Io ancora non mi voglio dare per vinto, c’è ancora la carta del Partito Nazionale del Veneto da giocare. (un commento a questo post)

Ci sono persone con le quali è francamente inutile dialogare; una perdita di tempo. Non è il caso di Formy. Anzi, ogni suo post (ogni no dai, diciamo il 95%) è un utile punto di vista da tenere in considerazione. Uno dei miei scopi è quello di convincere Formy che il progetto del PNV non è così naïve come lui pensa; sarà dura.

Right question

Silenzio

Scrive Malvino:

Su sanità, welfare, famiglia e scuola – perché non ammetterlo una buona volta per tutte? – è la Santa Sede ad avere l’ultima parola, che perciò merita, da consulente, il denaro di una mezza finanziaria ogni anno. Paghiamo tasse per far restare italiana l’Alitalia, possiamo mandare ad Avignone il Papa? Ci mancherebbe altro.

[...] due giorni di silenzio, lunedì 19 e martedì 20 gennaio, dalla mezzanotte di domenica 18 per 48 ore intere. Due giorni di silenzio: dopo tante inutili denunce, cosa resta di meglio di una salutare protesta muta?

ssshhhPenso che farò anch’io un po’ di silenzio, anche se è una protesta inutile; soprattutto se ad attuare il silenzio è un blog di periferia come il mio. Non è questione di anticlericalismo, ve lo dico con il cuore in mano. Il problema è che, oltre allo stato italiano, io sono mio malgrado suddito dello stato vaticano. E’ come nel medioevo: facevano confessare le streghe torturando e poi le consegnavano al signore perchè venissero bruciate; e loro non si sporcavano le mani. Così è oggi: dicono di parlare alle coscienze ma parlano principalmente al potere politico che, supino, esegue. Il problema è che la chiesa cattolica tende inevitabilmente ad essere totalizzante e totalitaria anche con chi non vuole avere niente a che fare con lei; è nei suoi geni.

La mia piccola e inutile protesta è diretta contro lo stato vaticano, il mandante, e contro lo stato italiano, l’esecutore. La mia piccola e inutile protesta è rispettosa verso chi crede nella divinità cattolica (anche se personalmente non riesco a capire come si possa credere nella divinità cattolica). Con la mia piccola e inutile protesta voglio ribadire il fatto che ogni individuo deve poter scegliere per sè e per il proprio corpo, libero da coercizioni. La mia piccola e inutile protesta forse mostra quello che allo stato vaticano e allo stato italiano piacerebbe fosse attuato, cioè il silenzio della rete.

Qualche giorno per riflettere su come sia possibile che lo stato ancora oggi possa sequestrare un corpo e farla franca.

 
 Depeche Mode - Enjoy The Silence [4:14m]: Play Now | Play in Popup

No way

Dopo una riunione di lavoro come quella di oggi, mi sento di dare solo un consiglio a tutti: studiate fino a 60 anni e poi fate i falsi invalidi e andate direttamente in pensione. L’unica cosa positiva è che ora ho chiaro un esempio negativo da non seguire. Mai, mai, mai, mai. Che depressione vedere una cosa che anche tu nel tuo piccolo hai contribuito a costruire e che hai visto nascere arenarsi in questo modo.

 
 Boards of Canada - Pete Standing Alone [6:08m]: Play Now | Play in Popup

La regola dei personaggi famosi

hair

Se quando ti alzi dal letto, una mattina hai i capelli come Elvis, un’altra come Marge e un’altra come Lucchetta, vuol dire che è ora di andare a tagliarsi i capelli.

Il lavoro

Prima di natale ho parlato con un mio conoscente quarantenne che lavora per una multinazionale americana e mi ha spiegato come funziona da lui. In pratica ha molte responsabilità e completa autonomia decisionale. Se però non raggiunge gli obiettivi o la sede non è completamente soddisfatta del suo lavoro, senza tante formalità può ricevere una chiamata dagli States che lo avverte di lasciare subito libera la scrivania; e per subito intendo subito. Mi diceva, riassumendo con un’immagine, che in ufficio ha una poltrona bella e instabile. Allora ho pensato a me e a chi lavora con me che, essendo autonomi, siamo instabili per definizione, che ci dobbiamo guadagnare ogni giorno lo stipendio e che in periodi tremendi come questo non è per niente facile. Infine ho pensato al mio amico metalmeccanico che qualche anno fa mi ha mostrato sdegnato la sua misera busta paga, nella quale metà del suo stipendio viene rubato automaticamente dal meccanismo infame del “sostituto d’imposta“.

In Italia decenni fa è stato fatto un patto tra i sindacati e la Confindustria: salari bassi in cambio di mercato del lavoro bloccato. Aggiungiamo il livello folle di tassazione e regolamentazione ed ecco il pessimo quadro completo. Io penso che si sia fatta veramente troppa metafisica attorno al lavoro. Tutti a parlare di difendere il lavoro, incrementare il lavoro, aiutare il lavoro, considerare il lavoro come una sorta di idolo da venerare. Il risultato al quale i politici, gli industriali e i sindacati sono giunti è sotto gli occhi di tutti: da una parte lavoratori che considerano il proprio come un posto assegnato per diritto divino e che non smuovi neanche con le cannonate, dall’altra lavoratori flessibili che però non godono dei vantaggi della flessibilità (maggiori guadagni, per esempio), in più lavoratori autonomi tartassati e ostacolati da migliaia di impedimenti e perdite di tempo inutili. Io penso che il lavoro andrebbe liberato, prima di tutto da chi parla a vanvera di difendere il lavoro. Il lavoro è una merce, una delle più importanti, e come tutte le merci più è libera di circolare, meglio è. La certezza del posto di lavoro è una chimera e un falso problema. Fate guadagnare di più la gente liberando il lavoro e vedrete quanti falsi problemi verranno dimenticati.

Oramai, n’omo de aparato

vote for pnv

Ieri mattina mi sono alzato alle otto e un quarto e sono andato a Bovolone. E perché mi sono alzato alle otto e un quarto di domenica mattina per andare a Bovolone? Per partecipare alla mia prima riunione di partito in assoluto. E a quale riunione di partito ho partecipato? A quella il cui partito ha i seguenti quattro principi fondanti:

  1. Il principio della proprietà privata, come estensione del più generale principio di libertà individuale.
  2. Il rifiuto di ogni forma di discriminazione razziale, sessista, linguistica, di convinzioni religiose, filosofiche o politiche.
  3. L’accettazione dei principi di legittimità democratica e di non violenza.
  4. L’accettazione delle norme del diritto internazionale.

Un partito del quale non condivido tutte le proposte ma il cui obietivo primo, l’indipendenza, mi sembra auspicabile per garantirmi la possibilità di un futuro migliore rispetto a quello che avrei se continuassi a essere suddito di questo baraccone osceno. Chiamatemi pure mona e ditemi pure che è una perdita di tempo, ma secondo me il PNV merita un po’ del mio tempo.

P.S. Da quando ho deciso di mettere un’immagine per ogni post, devo dire che il mio gusto per la scelta delle immagini migliora sempre più. L’immagine di ‘sto post, per esempio, è o non è un tocco di classe autoironico?