
di Luca Landò
1. «Eluana soffrirà» Il cervello di Eluana è stato irrimediabilmente compromesso la notte del 18 gennaio 1992 quando la sua auto slittò sul terreno ghiacciato e andò a sbattere contro un muro. L’incidente lasciò intatte le parti del cervello che controllano le funzioni fisiologiche primarie, come la respirazione e il battito cardiaco, che si trovano nel cosiddetto tronco encefalico. I danni più gravi riguardarono invece la corteccia cerebrale, una sorta di “cuffia” che avvolge il cervello e nella quale vengono elaborate funzioni più complesse come la parola, la visione, la percezione del dolore ma anche la fame e la sete. Quando i medici della clinica di Udine inizieranno a ridurre progressivamente l’idratazione e l’alimentazione artificiale, Eluana non si accorgerà di nulla, così come è da 17 anni che non avverte né fame, né sete, né dolore.
2. «Potrebbe risvegliarsi» Dire che Eluana si possa riprendere dalla situazione in cui si trova (stato vegetativo persistente) è come dire che il treno su cui viaggiamo deraglierà o che la casa in cui ci troviamo crollerà: tutto è possibile, ma le probabilità che simili eventi accadano sono talmente basse da non poter essere prese in considerazione ai fini delle nostre decisioni (altrimenti non viaggeremmo sui treni o non abiteremmo dentro case).
3. «È come Terry Schiavo» Eluana è stata definita la Terry Schiavo italiana, con riferimento alla giovane americana su cui si è accesa una violenta battaglia giuridica. Come scrive Maurizio Mori nel suo libro («Il caso Eluana Englaro», Pendragon Editore), «l’analogia è corretta per quanto riguarda l’aspetto clinico (in entrambi i casi si parla di stato vegetativo permanente), è invece sbagliata per quanto riguarda i risvolti giuridici». La vicenda di Terri Schiavo divenne una “caso” per via della fortissima divergenza tra i famigliari. Il marito asseriva che lei non avrebbe mai voluto restare in stato vegetativo e chiedeva la sospensione dell’alimentazione e idratazione artificiali; al contrario, il padre, la madre e il fratello della donna sostenevano che quella non era la volontà di Terri. «Il caso Eluana – ricorda Mori, che ben conosce la famiglia – non ha mai presentato alcun contrasto tra i famigliari. Anzi, la situazione è diametralmente opposta: i genitori Englaro sono perfettamente concordi circa la sospensione dei trattamenti». Il caso Terri Schiavo, semmai, insegna un’altra cosa: l’autopsia eseguita subito dopo la morte della donna rivelò che il cervello si era irrimediabilmente atrofizzato al punto da pesare soltanto 615 grammi (circa la metà del normale). Quell’esame stabilì senza ombra di dubbio che le sue condizioni erano «irreversibili e che nessun tipo di terapia o cura riabilitativa avrebbero potuto cambiare le cose», come disse il dottor John R. Thogmartin, patologo del sesto distretto giudiziario della Florida che condusse l’autopsia.
4. «Morirà di sete» Dicono: interrompere l’idratazione e l’alimentazione artificiale ad Eluana è come togliere il pane e l’acqua a una persona. L’analogia fa effetto ma è sbagliata: si tratta infatti di trattamenti sanitari che richiedono un intervento del medico sia per quanto la modalità di somministrazione (nel caso di Eluana un sondino nasogastrico) sia per il tipo sostanze inserite (non un frullato di frutta preparato in cucina ma una miscela di proteine, vitamine e quant’altro indicate dietro rigorosa prescrizione medica). Se si decide di interrompere ogni forma di accanimento terapeutico, come in questo caso, è giusto sospendere anche questi trattamenti artificiali.
5. «È un omicidio» Maurizio Gasparri, presidente dei Senatori PdL, ha detto ieri che «è iniziato l’omicidio di Eluana», frase che si accompagna a quella di Enrico La Loggia, vicepresidente del Gruppo PdL alla Camera («A Udine si sta per compiere un vero e proprio omicidio») e a quella del cardinale Barragan («Fermate quella mano assassina»). Infine l’associazione cattolica «Scienza & Vita», lo scorso anno, ha lanciato un appello che iniziava con queste parole: No alla prima esecuzione capitale della storia repubblicana».
Prima di usare simili espressioni, pronunciate al solo scopo di stimolare emozioni e attirare attenzione, sarebbe bene riflettere su alcuni punti:
- l’articolo 32 della Costituzione dice che «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario» e che «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Proprio di recente, una donna a cui si è prospettata la necessità di amputare un arto, ha deciso di rifiutare l’intervento anche se questa scelta le è costata la vita;
- il padre di Eluana ha percorso tutto l’iter del nostro sistema giudiziario prima di ottenere l’autorizzazione a interrompere i trattamenti artificiali di alimentazione e idratazione che da 17 anni tengono in vita il corpo di Eluana. I giudici hanno riconosciuto: a) che il padre ha svolto il ruolo di tutore delle volontà della figlia (che non avrebbe voluto vivere in condizioni di stato vegetativo); b) che i trattamenti artificiali di alimentazione e idratazione sono trattamenti medici e, come tali, rientrano in questo caso nella fattispecie di accanimento terapeutico
- l’omicidio, il più grave dei reati, è punito con le pene più alte: il medico che interrompe, dietro volontà del paziente o del suo tutore, una situazione di accanimento terapeutico non è punito dalla legge; al contrario, lo sarebbe se si ostinasse a curare il paziente contro la sua volontà (abuso di ufficio).
- a parte la scelta di ignorare il dramma di una famiglia (ma anche quello di altre 2500 nella stessa condizione) gli esponenti di Scienza & Vita hanno deciso di non riconoscere la figura dei giudici della Corte di Appello e della Corte di Cassazione che hanno sentenziato sul caso Englaro. La condanna capitale in Italia è infatti vietata dalla Costituzione (art. 27): cosa intendevano sostenere gli autori dell’appello, che in Italia i giudici non rispettano la Costituzione?
6. «Si tratta di eutanasia» La Cei ha detto ieri che «togliere idratazione e alimentazione ad Eluana è eutanasia». Va notato come nella frase, ripresa dalle agenzie, manchi l’aggettivo “artificiale”: come spiegato sopra, l’alimentazione e l’idratazione artificiali sono, in questo caso, trattamenti sanitari e, dunque, da interrompere per volontà del padre che, come riconosciuto dalla legge, rappresenta quella della figlia. L’eutanasia viene praticata in alcuni Paesi, l’Olanda ad esempio, per alleviare le sofferenze di pazienti terminali. La morte viene indotta con la somministrazione, prima di un sedativo, poi di una sostanza che blocca il battito cardiaco o interrompe la respirazione: è dunque un intervento attivo che viene effettuato dietro volontà del paziente e dopo la decisione di un giudice. Eluana non è una paziente terminale: non ha un male che la consuma giorno dopo giorno. Nessuno, inoltre, ha mai parlato di interrompere il suo battito cardiaco ricorrendo a farmaci. Eluana si trova invece in una situazione vegetativa permanente che si protrae nel tempo solo per i trattamenti di idratazione e alimentazione artificiali. Secondo quanto detto dal padre e dai giudici dopo 12 anni di valutazione del caso, questi trattamenti sono stati sempre effettuati contro la sua volontà.




16 Responses to “I sei principali inganni contro la libertà di scelta di Eluana, e di tutti noi”
Aggiungerei, se non fossi cattolico, un bel PORCODIO!
Molto puntuale… ha scritto la semplice verità-
io sono semplicemente sconvolta. non riesco a pensare a nulla. l’unica cosa che riesco a pensare è chiedere scusa alla famiglia englaro ed esprimerle la mia più grande solidarietà.
Ma se passa il decreto vuol dire che lo stato costringerà ad alimentarsi tutte le anoressiche o tutti quelli che sono a dieta? No perchè fra poco è quaresima e non vorrei trovarmi una flebo direttamente preparata dal Ministero della Vita su per le vene …
Credo bastino i punti 5.1 e 5.2. Comunque sono sempre più convinto che quella del decreto sia stata tutta una manovra studiata ad hoc per portare un disegno di legge liberticida in tutta fretta in parlamento e non rischiare le prevedibili defezioni di parecchi membri della maggioranza che si sarebbero verificate di sicuro nel corso di una discussione più approfondita.
@statominimo
Non preoccuparti la Quaresima va bene, se però si tratta del Ramadan allora Maroni da subito il via libera… in realtà c’è ben poco da scherzare…
Adesso vogliono far passare il decreto in commissione in sede deliberante … robe da matti, mai visto una cosa del genere!
mi sono permessa di pubblicare il link a questo post sul mio facebook, te spiase?
@ceci no no
Io mi sento impotente.
Ho pubblicato la tua nota e questa si sta diffondendo almeno. Alcune persone che l’hanno letta hanno capito quanto i giornali dicono cazzate. Questo e aggiornare la diretta di repubblica ogni 5 minuti non mi fa sentire così partecipe. Impotente e immobile davanti ad un abominio!
scusa Yoshi, so che non consideri il blog come un forum, ma ti chiedo: consideri – considerate – tutti così ovvio che le volontà possano essere ricostruite da un tribunale o dai parenti?
Io non avrei dubbi nel caso di un testamento, ma in questi casi rimango perplesso e dubbioso.
(Questo al di là della disonestà intellettuale di molti cattolici e compagnia bella)
ciao
In questo caso ci sono molte testimonianze a riguardo. Io però penso che anche se non ci fossero, preferirei che, se io non posso scegliere, scegliesse per me una persona a me vicina piuttosto che un estraneo.
È una scala: se non posso scegliere io, almeno un mio caro
Personalmente credo che, se ci fossero dubbi sulla reale volontà della persona in stato vegetativo, la scelta dovrebbe spettare ai parenti stretti, o comunque alle persone che in vita le erano più vicine.
Dubito fortemente che riescano ad approvare una legge in tempo per bloccare la procedura in corso ad Udine, anche se quando si tratta di sorprendermi negativamente questo governo e la politica italiana in generale non perdono mai l’occasione. Tuttavia come già detto sarebbe un pretesto per approvare in fretta una norma sul testamento biologico molto restrittiva che faccia contento il vaticano, approvata magari trasversalmente, anche se temo che non sia necessario, visto che i pochi contrari presenti nella maggioranza non credo abbiano il coraggio di schierarsi contro.
http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_07/celentano_eluana_stavolta_sto_con_berlusconi_93e29a50-f51a-11dd-a70d-00144f02aabc.shtml
Ci mancava solo l’uomo-scimmia…
on February 9th, 2009 at 5:40 pm #
[...] Leggi qui, e chiarisciti le idee [...]
E’ passato molto tempo da quando ho dato l’esame di diritto costituzionale, ma ricordo che nel caso il POTERE ESECUTIVO o LEGISLATIVO annulli un disposito di Sentenza della Magistratura”definitivo” si parla di EVERSIONE. Neanche Mussolini arrivava a tanto
Per fortuna Napolitano ha tutelato la nostra costituzione con una selta di grande coraggio
Son contento che la povera Eluna abbia finito di soffrire e riposi in pace.
A tutti i TALEBANO INTEGRALISTI CATTOLICI auguro di contrarre la SLA così avranno anni per parlare con il loro dio