La prima volta che ho visto il signor Englaro in tv è stato qualcosa come dieci anni fa in una di quelle trasmissioni assurde della mattina con conduttore, credo, Magalli. Stavo facendo zapping e sono capitato a sentire questo signore che parlava della figlia che era in stato vegetativo già da anni. Ero pronto a cambiare canale pensando che si trattasse dell’ennesimo caso umano da compatire, quando l’ho sentito dire qualcosa che mi ha fatto fermare il dito sul telecomando. Questo padre voleva che fosse fatta la volontà della figlia di avere una morte dignitosa e di non essere intrappolata in un limbo.
Ho pensato subito che non ci sarebbero dovuti essere grossi problemi, anche perché la volontà della figlia sembrava essere stata chiara. Purtroppo invece ciclicamente ho rivisto quel padre in tv o ho letto articoli sulla sua storia. Ciclicamente il signor Englaro saltava fuori per chiedere con tutte le sue forze che la volontà della figlia fosse rispettata. Passavano gli anni e io rimanevo sempre più stupito nel vedere questa vicenda che non trovava la soluzione naturale e nel vedere il signor Englaro sempre forte combattere per sua figlia.
Adesso che questa vicenda è finita, finalmente (spero) non vedrò più il signor Englaro in tv. Ora potrà passare gli anni che gli restano per riposare, consapevole di aver anche involontariamente fatto mostrare a tutti noi il lato feroce e prevaricatore del Potere. Io ho quasi trenta anni e non mi ricordo di avere mai avuto un senso di vomito e di schifo così forte come in questi giorni. Ringrazio il signor Englaro anche perché mi ha aiutato a capire definitivamente che non potrò mai votare questi politici italiani, non potrò mai avallare questa idiotacrazia; pena un senso di vomito costante.




4 Responses to “Quel signore lì”
Benvenuto nel club!
ciao Yoshi, ti seguo da un po’di tempo cosi come seguo altri blog in giro per la rete. Uno di questi racconta le vicende quotidiane di un architetto italiano emigrato in Portogallo. In genere questo ragazzo parla di architettura con fare da intellettuale (nella foto del blog e’dotato pure di una gran barba… non vol dire nulla ma di questi tempi un ragazzo barbuto si assume voglia atteggiarsi un po’a intellettuale…). Ad ogni modo, uscendo un po’dal tema del suo blog, questo ragazzo ha riportato anche lui la sua opinione sui fatti di questi ultimi giorni a riguardo in particolare del ruolo dello stato nella vicenda Luana Englaro. Mi chiedevo se utilizzando la tua arguzia dialettica potevi forse regalare un po’di luce alle tenebre nelle quali le idee di questo ragazzo si trovano al momento… riporto per stimolarti un estratto… “Forse ho una visione un po’ monarca della Repubblica, ma io penso che lo Stato debba essere, con le dovute misure, una sorta di padre putativo. Se in macchina è d’obbligo usare la cintura di sicurezza, lo è non perché si vuole evitare che il tuo corpo schizzi via dall’auto con il pericolo di colpire un passante. Se un’ambulanza soccorre un tipo che si è ingoiato 40 barbiturici, i rianimatori fanno di tutto per il riportarlo “da noi” e non è che si mettono a dire: poverino, rispettiamo il suo desiderio di voler lasciare questa vita!”… il link a questo blog e’ il seguente:
http://www.professionearchitetto.it/blog/recibosverdes.aspx
intervento datato in data 09022009 ed oscurato dallo stesso autore (coperto di nero ma trascinando il cursore si puo’leggere) in segno di permalosa stizza in seguito ad alcuni commenti che discordavano con il suo post. Ti rispetto profondamente. Davide
Guarda Davide…se uno cosidera lo Stato come un padre putativo…non so proprio cosa dire…
Anch’io mi ricordo di quella prima volta, anch’io ho più o meno la tua età e anch’io non ho mai avuto un senso di vomito e di schifo così forte come in questi giorni.
Grazie Beppino, grazie Yoshi.