Viva le ronde

Io in un gruppo di persone che si organizzano per uscire di notte per controllare il loro quartiere non ci vedo niente di male; anzi, sarei loro molto grato! Non sto parlando di tizi, come quelli in foto magari, che sparano ad ogni foglia che si muove; ma di persone che girano di notte e se vedono qualcosa di sospetto lo segnalano alla polizia.

Le ronde avrebbero un effetto deterrente contro la criminalità: se io, per esempio, sono un ladro d’auto e so che di notte c’è una ronda in azione, ci penso un attimo prima di lavorare, no? Non so voi, ma io purtroppo devo lasciare la macchina fuori e da quando mi hanno rubato i cerchioni, la mia fiducia nel genere umano è scesa a zero. Le ronde poi, probabilmente, tranquillizzerebbero i residenti che, magari, ricomincerebbero a vivere il quartiere anche di notte ponendo fine all’autoimposto coprifuoco. Personalmente il concetto di ronda mi piace perché mi sa di partecipazione e di autogoverno, e quando c’è da dire fanculo alla delega, io son sempre favorevole.

Probabilmente quello che spaventa molte persone riguardo le ronde è che sono un cavallo di battaglia leghista e si ha paura che delle eventuali ronde siano monopolizzate da leghisti, magari indossanti camice verdi e sbandieranti pastrocchi verdi celtici. Sì, certo, potrebbe essere. Ma la soluzione migliore quale potrebbe essere quindi? Dire “no no, ci teniamo il nostro bel bronx” oppure rompere l’eventuale monopolio e magari partecipare a queste ronde, che in questo modo non sarebbero più “ronde padane” ma ronde di cittadini?

Non buttiamo il bambino con l’acqua sporca.