Prohibition is the drug of the nation

hempBisogna ammettere che i probizionisti vari hanno gioco facile nel far passare la loro teoria come giusta e di buon senso. D’altronde, tu puoi parlare loro per ore di autoderteminazione dell’individuo e di non-ingerenza dello Stato nelle faccende private delle persone. Puoi anche sforzarti di spiegare loro che l’unico risultato certo del proibizionismo è il guadagno stratosferico delle mafie e puoi anche far loro notare che, a conti fatti, storicamente il proibizionismo ha sempre fallito.

Poi però, inevitabilmente, se ne escono con una frase tipo: “sì vabbeh, ma io non voglio che i nostri figli si droghino; se anche tu avessi un figlio, non vorresti veder circolare la droga“. Quello di tirare fuori gli affetti familiari, magari accompagnandoli con un “aspetta di figliare e poi mi dirai“, è un mezzuccio di chi non ha più niente da dire e ripiega sul cuore di mammà. Però è un mezzuccio che con l’opinione pubblica funziona. Ho perso il conto di quante volte i nostri amati politici hanno tirato fuori la faccenda della protezione dei nostri figli. Si direbbe che la celebre esortazione di Maude Flanders i bambini! qualcuno pensi ai bambini!” sia un sempreverde dei nostri politicanti.

No. Se io avessi un figlio, non vorrei che si drogasse. Non vorrei nemmeno che diventasse un alcolizzato. Stranamente però non mi passa minimamente per la testa di battermi per la messa al bando degli alcolici. Lasciando stare tutte quelle droghe pesanti, che comunque non dovrebbero essere illegali, io rimango sempre particolarmente sbalordito quando penso, per esempio, che la marijuana è illegale. Una sostanza, presente in modo così massiccio nella società e usata abitualmente da milioni di persone, che per un bizzarro ragionamento è illegale. Pensate l’assurdità del tutto: se io fuori sul balcone ho un vasetto di prezzemolo che uso per cucinare, non succede niente; se invece ho una pianta di marijuana, rischio di venire arrestato. Capito? Mi arrestano perché faccio crescere una pianta le cui foglie poi utilizzo per fumare. Io trovo tutto questo assurdo.

La proibizione e la regolamentazione sono da sempre le attività preferite della classe politica perché attraverso la proibizione e la regolamentazione giustifica e amplia il proprio potere. Il proibizionismo ha sempre fallito e ha lasciato sulla propria strada drammi che non dovevano capitare. Carcere, persecuzioni, vite rovinate per…niente. Mi rendo conto tuttavia che in una situazione (assurda) di proibizionismo mondiale, uno Stato che decidesse finalmente di legalizzare le droghe, potrebbe trovarsi un effetto Amsterdam spiacevole; ossia l’arrivo in massa di narcoturisti non proprio graditi. Io, per esempio, non gradirei per niente essere sommerso da fattoni provenienti da tutta Europa per rifornirsi nella Venetia libara. Una prima soluzione che mi viene in mente, antipatica, parziale e forse di difficile attuazione, potrebbe essere quella del libero consumo di tutte le droghe solo ai residenti e non ai turisti, in modo appunto di non creare i droga-tour. È una soluzione antipatica ma forse spingerebbe i cittadini di altri Paesi (osservando che in uno Stato nel quale la droga non è illegale, il mondo non finisce) a lottare per l’antiproibizionismo a casa propria.

Hola me dicen Dedoverde
(Hola me dicen Dedoverde)
Deja te explico de donde vine
(Hola me dicen Dedoverde)
Hola me dicen Dedoverde
(Hola me dicen Dedoverde)
Deja te explico de donde vine
(Oye doctor ven pa tras otra vez!)