Cao de ano

fireworks

Non occorre che ve lo dica io che in questi ultimi anni va molto di moda l’etnico. A me ‘sta cosa dell’etnico piace se è una cosa fatta bene e se oltre il fighettume c’è anche la sostanza. Ossia, per esempio, a me piace provare le varie cucine del mondo (diciamo che lo adoro) ma difficilmente mi troverete dentro un cosiddetto “sushi bar” in quanto a) i’è ladri e b) il Giappone manco sanno cos’è. In questi ultimi anni abbiamo anche imparato a conoscere e a festeggiare delle ricorrenze di altri paesi; tipo halloween o anche il capodanno cinese.

A proposito di capodanni, perché non festeggiarne un altro di “etnico“? Eh? Cosa ne dite? In ‘sto periodo di merda globale, almeno svaghiamoci un po’. Guarda caso, proprio questo sabato 28 febbraio c’è il capodanno veneto! Sì sì, avete proprio capito bene: capodanno veneto. Secondo il more veneto infatti l’anno iniziava il primo di Marzo. Cosa che io trovo molto più logica dato che in questo periodo inizia la primavera; non a caso infatti è lo stesso principio del cosiddetto “calendario cinese” (usato una volta in tutta l’Asia Orientale). Ha molto più senso (ed è molto più bello) che l’anno nuovo inizi quando l’inverno è ormai alle spalle e la natura inizia a risvegliarsi.

Dall’incirca l’anno 1000 d.C., nella Serenissima l’anno iniziava quindi il primo di Marzo. Otto secoli di felice more veneto quindi; fino a quando non è arrivato il nano corso.

L’uso, di origini molto antiche, faceva si che secondo tale sistema i mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre fossero effettivamente il settimo, l’ottavo, il nono e il decimo mese dell’anno, come indicato dal nome.

Noi per festeggiare l’anno nuovo, domani all’alba partiamo per un weekend lungo. Andiamo a fare un giro in una meravigliosa città estera, una delle più belle al mondo, cioè Roma (battuta scontata, lo so). Ci risentiamo domenica sera. Ciao!