Archive: February, 2009

Io ho paura

Nella mia vita cerco di mettere quanta più razionalità possibile. Mi rendo conto che a volte “i colpi di testa” e “il cuore” possono portare un risultato positivo, ma tendenzialmente penso che la razionalità sia la strada da seguire per vivere al meglio. Quando dico che ho paura degli islamici, la gente può equivocare e pensare che io fugga terrorizzato quando incrocio un mediorientale per strada. La mia paura invece è razionale e basata su quello che osservo. Io vedo delle società islamiche liberticide al massimo e vedo una religione che tende a essere totalizzante, e ci riesce. La mia paura è che gruppi organizzati di fedeli mussulmani che vivono nelle nostre società occidentali riescano a ridurre anche le nostre libertà. Io, per esempio, vedo già forme di autocensura della stampa quando parla di Islam per paura di ritorsioni (ricordate le “vignette danesi”?). Io, per esempio, vedo gruppi di mussulmani che pretendono rispetto per la loro religione, rispetto che secondo la loro concezione passa per la negazione della libertà di parola, di espressione e persino la “tolleranza” (una delle parole più sputtanate che ci siano) della sharia.

Quando poi osservo vicende come quella degli Englaro, la mia paura aumenta perché mi rendo conto che i liberticidi non vengono solo da fuori. Come diceva quello, io penso che le parole siano estremamente importanti. Se tutto è mafia, allora niente è mafia; se tutti sono assassini, allora nessuno è assassino. Io non penso che in Italia ci sia una teocrazia, quella casomai è in Iran. Tuttavia in Italia c’è una lobby che ha un potere persuasivo verso la classe politica che è fenomenale. Quando dico che ho paura per questa situazione è perché mi rendo conto che questo Stato diventa ogni giorno sempre più pervasivo. Quelli che liquidano i quattro gatti che continuano a sbraitare contro questo Stato totalizzante considerando la loro battaglia anacronistica perché “i veri poteri forti stanno altrove”, secondo me non si rendono bene conto dell’entità del problema. L’Italia non è una teocrazia, ma attraverso provvedimenti urgenti come quello che si sta predisponendo nei confronti della vicenda Englaro, si mostra in tutto il suo candore la vera faccia di questo Stato che ti dice in modo molto chiaro che tu non sei padrone del tuo corpo in quanto la chiesa dice di no. Io ho paura della classe politica italiana e della chiesa cattolica. Ci stanno sequestrando alla luce del sole. Uno Stato che non permette all’individuo nemmeno la proprietà del proprio corpo e di disporne come meglio crede, ha un potere enorme e tremendo sulle persone. A me questo fa paura. Se voi pensate che i problemi siano ben altro, sinceramente non so cosa ci sia di più importante del non essere schiavi. È dalla propria libertà che si può costruire tutto il resto. Se non siamo liberi di disporre del nostro corpo, cosa ci resta?

Al signor Englaro suggerisco, ancora, una cosa sola: andatevene via dall’Italia.

Stanno sequestrando ognuno di noi. Non so se vi rendete conto della gravità

E, poco più tardi, è lo stesso premier a rilanciare l’idea del decreto che, solo ieri, sembrava definitivamente scartata. Silvio Berlusconi, interrogato dai cronisti al termine di una cena della principessa Nicoletta Odescalchi non usa mezzi termini: “Stiamo lavorando per intervenire”. L’ipotesi, dunque, è quella di trasformare in decreto il testo del disegno di legge sul testamento biologico che vieta di fermare alimentazione e idratazione dei pazienti in stato vegetativo. Un terreno rischioso, quello del decreto: sia perché il Quirinale potrebbe non accettarlo, sia perché i sondaggi commissionati dal premier avrebbero segnalato il sostanziale appoggio della maggioranza degli italiani a Eluana Englaro e suo padre Beppino in questa tragica vicenda. Ma, nelle ultime ore, le pressioni del Vaticano sul governo devono aver raggiunto livelli tali da costringere Berlusconi a tentare la strada del provvedimento urgente che, tra l’altro, rischia di creare pesanti conflitti con la magistratura. (qui)

Massime sempre attuali

berGià in mattinata il premier, parlando a Canale 5 aveva spiegato che il governo avrebbe varato un pacchetto di aiuti «rilevanti» a favore dei settori auto, componentistica ed elettrodomestici. . «Nei prossimi giorni – aveva sottolineato il capo del governo – prenderemo provvedimenti in alcuni settori strategici come l’auto, della componentistica e anche per chi produce elettrodomestici che consentano un minore consumo di energia», interventi che «ammonteranno ad un totale abbastanza rilevante. I 40 miliardi già stanziati, potranno diventare 80 con i fondi europei, regionali e governativi». Contro la crisi, ha aggiunto, «il governo ha già fatto molto. Ricordo che sono stato il primo a dire agli italiani che i loro risparmi non sarebbero andati perduti. Poi si è mossa l’Europa e sono stato io a convincere Bush e i suoi collaboratori, rimasti inerti davanti al fallimento della Lehmann Brothers, a muoversi e a stanziare oltre 700 miliardi di dollari» (qui)

Lo Stato è la grande entità fittizia attraverso la quale ognuno cerca di vivere a spese di tutti gli altri.

Frédéric Bastiat

Serve una legge!

Intervento da applauso a scena aperta di Leonardo Facco.

Non so voi, ma io eviterei la tortura

No so voi, ma io trovo rassicurante che, dietro segnalazione interna, due parlamentari si muovano per appurare se ci siano stati episodi di tortura nei confronti di persone accusate di uno stupro. Tutti quelli che hanno inveito e hanno urlato cazzate come “e perché non si va a visitare la vittima?” sono secondo me un pochino stupidi. Non so voi, ma se per caso io dovessi essere vittima di uno scambio di persona e incarcerato per stupro, non sarei molto contento di subire delle torture in quanto considerato un indegno bastardo. Non so voi, ma anche il fatto che a carico di queste persone ci siano delle prove schiaccianti, non mi tranquillizza sul fatto che possano essere torturati a piacimento. Non so voi, ma io ritengo che le persone debbano essere processate. Certo, non piangerei calde lacrime se una volta processati e messi in galera, ricevessero un sonoro calcio nelle palle quotidianamente, ma preferisco di gran lunga che la polizia non abbia la discrezionalità di gonfiarmi di botte. Non so voi, ma a me una polizia che si sente libera di torturarmi mi ricorda tanto uno stato totalitario, a voi no? Certo, oggi è toccato (forse è toccato) a un gruppo di bestie schifose, domani però potrebbe capitare a me. Meglio quindi evitare che possa capitare anche a una persona a modo come me. Come? Mi sembra una banalità dirlo, ma ormai non mi stupisco più di niente: non torturando mai nessuno.

Badate bene, il mio non è un discorso né da fighètta né da anima bella. Infatti per esempio, ma scriverò un post a riguardo, non sono contrario alla pena di morte a prescindere. Quello che voglio dire è che questa voglia generalizzata di stato di polizia con poteri assoluti mi inquieta non poco. Non so, ma dove l’avete tirata fuori tutta ‘sta fiducia verso i dispensatori di manganellate?

Il Collettivo ha colpito

animal collective - merryweather post pavilionDegli Animal Collective io avevo solo Feel; mi era piaciuto ma non ne avevo tratto niente di trascendentale. Sono rimasto veramente impressionato nel leggere in giro, ovunque, le lodi infinite del loro ultimo album Merryweather Post Pavilion; album già dato sicuro da molti come miglior album del 2009.

Non potevo quindi non procurarmi ‘sta meraviglia, anche perché la curiosità era ormai tantissima. Ad un primo ascolto l’ho trovato un po’ noioso. Con il secondo ascolto ho intravisto qua e là qualcosa di carino. Durante il terzo ascolto ho pensato che mi trovavo davanti a un album molto profondo. Dal quarto ascolto in poi è stata solo pura goduria. Io non so se questo percorso possa essere comune, ma nel caso vi foste annoiati ascoltando distrattamente questo album, io non lo metterei da parte così presto. Non so se sarà il mio miglior album del 2009,  però è un grande album. Sinceramente non saprei come definire la musica, la loro pagina di Wikipedia dice, tra le altre definizioni, freak-folk e neo-psychedelia. Può starci.

Ah, mi stavo dimenticando: no, l’immagine che si muove non è una gif animata ma un jpg che riproduce la copertina dell’album; sì, è un effetto ottico.

Note da Toronto

barzin - notes to an absent lover Barzin è un songwriter canadese di origine iraniana. Il suo terzo album, Notes To An Absent Lover, uscirà il 16 febbraio e io vi consiglio caldamente di tenerlo in considerazione.

Il suo album è quel tipico album malinconico che non vedi l’ora di ascoltare una volta salito in macchina per tornare a casa la sera. Una giornata di merda, il lavoro che non c’è, piove; però ascolti il malinconico Barzin e non sai perché ti senti già meglio. Nove canzoni pop invernali che parlano di amore che viene e amore che va. Già la bellissima copertina predispone all’ascolto, che non è né difficileconcettuale. Un album classico, un bel album decisamente invernale.

Quasi ti dispiace non essere più un adolescente in pena per scrivere i testi di Notes To An Absent Lover sul banco. O forse no: io sui banchi al liceo scrivevo solo il mio nome in giapponese…forse è anche per questo che la mia vita sentimentale al liceo è stata nulla.