Quando il fine non unisce i mezzi

Le dinamiche che si sprigionano all’interno di piccoli gruppi possono essere veramente disastrose. I distinguo e le litigiosità, una volta partite, possono crescere a un livello esponenziale con l’unico risultato di vanificare tutto e di produrre solo perdite di tempo.

Un gruppo con un’idea ben caratterizzata ha molte probabilità di vedere finire i propri membri a darsi sedie sulla schiena. Inoltre, l’attitudine presente in moltissime persone di spaccare il capello in quattro non accorgendosi che nel frattempo si sta affogando, produce inutili e rancorose divisioni che, come la litigiosità di cui sopra, producono solo il nulla.

Anch’io spesso sono caduto in questa trappola. Ora però penso di aver raggiunto la maturità necessaria per capire che in questo modo non si va da nessuna parte. Dalle mie frequentazioni internettiane e reali, posso dire di aver individuato almeno tre gruppi ad alto contenuto di sterile litigiosità interna: i libertari, le persone gay, gli indipendentisti. Riguardo l’ultima categoria, qui ho scritto un ingenuo appello.

P.S. Questa settimana sarò abbastanza assente dal web a causa di un impegno lavorativo. Un aspetto positivo è che dovrò passare ore in treno, ne approfitterò quindi per portarmi un po’ avanti con la lettura (spero), ché ho una pila ancora intonsa di libri da leggere…