
Sono reduce da una settimana di quella che è la seconda fiera più importante in Europa per quanto riguarda il settore delle materie plastiche a Milano. Ormai ho capito il meccanismo delle fiere e ho capito che, in pratica, non servono a niente; a parte il fare presenza. Le uniche fiere che possono essere ancora interessanti per combinare qualcosa di concreto, sia da visitatori che da standisti, sono le fiere di paesi esteri lontani ed effervescenti (tipo India o Vietnam); qui in Europa invece ci si conosce tutti. Infatti, la sensazione che ho avuto è quella di un semplice ritrovo. Sempre le stesse facce, sempre gli stessi stand. Ci si ritrova tra concorrenti, si scambiano due chiacchere, si mangiano due pezzetti di grana, si gira per cercare qualcosa di nuovo e immancabilmente non si porta a casa niente.
Questa edizione poi è stata particolarmente triste a causa della situazione economica disastrosa mondiale. Fiera ridotta in estensione, alcuni nomi eccellenti mancanti, spazi vuoti anche all’interno degli stessi padiglioni usati e molti stand ridotti per tagliare sulle spese. Per non parlare della valanga depressiva di discorsi alla “non si salverà nessuno” che mi sono sorbito. Una fiera del dolore. Che il settore della chimica fosse allo sfascio da diverso tempo, si sapeva; che questa crisi mondiale sia una mazzata definitiva, è un dato di fatto. Nonostante io ci sia in mezzo e qualche timore per il futuro ce l’abbia, devo ammettere che sono proprio curioso di vedere come andrà a finire e quali saranno gli assetti post-ecatombe. Crisi e opportunità sono sempre legate tra loro.






6 Responses to “La sofferenza in fiera”
lo dice pure il kanji (…?) per “crisi”, no?
speriamo bene. curiosità: che c’è in figura?
@ceci: più o meno
@anonimo: è la struttura chimica del pa 6.6, detto anche nylon 6.6
Si capiva anche dal nome del JPG.
Ma tu Yoshi hai una formazione pertinente al settore o ci sei finito par hasard?
Forse abbiamo qualcosa in comune…
Io sono del commerciale, so quel minimo di tecnico per non fare/dire castronerie
‘ca vacca! A saperlo venivo a trovarti. Di ‘sti tempi son così indaffarato…