Archive: April, 2009
Non è una cosa molto comune prendersi, nello stesso giorno, prima una bufera di neve e cinque ore dopo una notevole e robusta grandinata. Sono cose da raccontare al bar, eh!


Comunque, a parte questo, è ufficiale che devo imparare al più presto il francese così bene da essere scambiato per un madrelingua. Suggerimenti?
Oggi compio trenta anni. Ma pensa te! Per festeggiare, sto partendo per due giorni all’estero per lavoro. Non so se riuscirò a connettermi, quindi non arrabbiatevi se non vi ringrazio per gli auguuuuri.
Finalmente non mi romperanno più il cazzo dicendomi: “eh, ormai sei quasi ai trenta eh?, finalmente, ora ci sono! Strano però, pensavo di cadere in una depressione profonda pensando alla cara giovinezza che è fuggita via, invece niente. Non ho mai rimpianto la mia adolescenza dato che la considero un periodo insulso, nefasto e crudele. Essere un twentysomething invece è stato bello: giovane ma con una certà libertà e considerazione. Strano però, pensavo veramente di cadere in una depressione profonda per il cambio da vent- a trent-, invece niente. L’unica cosa in qualche modo strana che ho fatto è stato ordinarmi due libri di astromia da IBS per coronare il sogno che ho fin da bambino di fare l’astronomo e guardare le stelle di notte con il telescopio

Gli En Plein Air sono un gruppo de Roma e hanno fatto uscire un EP dal suggestivo titolo L’alba Irradia L’inutile Parola che contiene quattro canzoni, ognuna delle quali intitolata come una parola del titolo dell’EP medesimo (la maestra mi avrebbe dato cinque per questa frase contorta).
Il lavoro in questione è molto, molto, molto gradevole e ben fatto. Si tratta essenzialmente di post-rock strumentale, quindi si astengano dall’ascolto quelli che pensano che una canzone se non ha il cantato non è una canzone.
Anzi.
Proprio a voi.
Proprio a voi che non riuscite a concepire una canzone senza quella sequenza di banalità in forma di testo, proprio a voi chiedo di provare per una volta nella vita a chudere gli occhi e ad ascoltare gli En Plein Air. Ascoltate l’armonia, l’esecuzione, la pura poesia degli strumenti.
Fanculo cuore-amore.
Per capire il mondo devi studiare la storia e l’economia, c’è poco da fare.

Non capisco tutto questo scandalo e questa costernazione per le parole del barbuto iraniano. In fin dei conti, esprime ad alta voce quello che pensa la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica islamica (sia sciita che sunnita), una parte consistente dell’opinione pubblica occidentale (affetta da terzomondismo e colpevolismo congeniti), il vaticano (che è rimasto in sala ad ascoltare), molti esponenti della sinistra, del centro, della destra e anche molti (ahimè) libertarian sempre pronti a tratteggiare le democrazie come Il Male Assoluto e molti (ri-ahimè) indipendentisti sempre pronti a vedere nella massoneria e nel sionismo oscuri nemici che tramano nell’ombra.
Tutti questi soggetti hanno nel mona di Teheran un Grande Portavoce che esprime a pieni polmoni l’odio viscerale per l’ebreo e per l’entità sionista in tutte le occasioni pubbliche di rilevanza mondiale. Si devono rallegrare, vergognare di meno e ringraziare lo scravattato che veste beige. Orsù toglietevi quella maschera ipocrita e gridate tutti assieme: io la penso come Ahmadinejad!
Io, invece, consiglio di nuovo a tutti di informarsi un pochino, magari leggendo un libro di storia.
Leaf Trombone è un’applicazione della Smule per iPhone e iPod Touch. È innanzitutto un vero e proprio trombone digitale, ossia è un programma che trasforma l’iPhone in un vero strumento musicale; d’altronde la Smule l’aveva già fatto con Ocarina. Lo si può suonare in touch (ossia il suono esce semplicemente toccando le note sullo schermo) o soffiando verso il microfono come se fosse un normale strumento a fiato, modalità, questa, da esperti. Anche con il metodo touch, comunque, far uscire una serie di note che abbiano un senso non è cosa facilissima e serve un minimo di pratica; basta infatti sbagliare leggermente la posizione delle dita per far uscire un obbrobrio.
Leaf Trombone ha tre modalità:
- Play a song nella quale si possono scegliere tra decine e decine di canzoni (in aumento costante) da suonare e nella quale si viene “guidati” da una serie di foglioline che si avvicinano man mano alle note da suonare; in pratica, una specie di Guitar Hero.
- World stage che ha le stesse carattistiche della modalità Play a song solo che in questo caso vi esibirete davanti a tre giudici (utenti come voi che fanno i giudici, anche voi potete giudicare gli altri) sparsi per il mondo.
- Free play nel quale si può suonare in libertà.
Avrei voluto postare anche un video nel quale mi esibivo e mostravo la mia padronanza e abilità…purtroppo sono ancora un brocco.
Come ho già scritto qui, per me tutto è cultura. Le menate collettivistiche non mi interessano e non mi piacciono i discorsi etnisti e basati su un fantomatico (e non-scientifico) “sangue“. Il Popolo Veneto esiste in quanto esiste l’environment veneto con la sua comunità di persone affini. Se un Ivoriano arriva qui e decide di fare di questo posto la sua casa, diventa Veneto; punto. Per il resto, ognuno di noi è un individuo unico e diverso da tutti gli altri individui. Dico questo per evitare fraintendimenti.
La via per l’indipendenza passa prima di tutto nella comprensione da parte della gente di avere i requisiti adatti per raggiungere l’indipendenza. Requisiti che possono essere storici, linguistici, culturali e, soprattutto, la determinazione. Dopo aver appurato che i requisiti ci sono, la domanda successiva è: perché? Anche qui le motivazioni possono essere molteplici. Personalmente ritengo che l’indipendenza sia uno strumento che possa permettermi un futuro migliore, sia da un punto di vista economico che da un punto di vista umano, ossia ritengo che la struttura statuale che seguirebbe alla nascita della Venetia libera, mi permeterebbe di vivere in modo migliore e di avere meno travasi di bile. Agli amici lettori e agli amici in carne e ossa che leggono chiedo di non dare giudizi o sentenze senza conoscere bene la questione e di non scambiarci per chi non siamo. Penso siano richieste legittime.
Ho fatta questa lunga premessa perché giovedì sera ho pastrocchiato per la prima volta con iMovie e mi è uscito questo videoclip elettoral/politico che punta prima di tutto a far capire ai Veneti che sono…Veneti. Un’impresa mica da poco eh. Come primo esperimento non è venuto malaccio, eh? Ha già ricevuto apprezzamenti in giro per la rete tra social networks e non (oltre a un giusto richiamo linguistico*). Una volta partito il filmato, schiacciate il bottoncino HQ mi raccomando; si vede meglio.
Non riesco proprio a capire perché io non abbia già ricevuto una laurea ad honorem
* “ca a sipia ora“ al posto di “che sipia rivà el momento”
“sevita” al posto di “continua“




