Fare i banchetti in piazza è più o meno come avere un blog. Con la tua presenza, le tue bandiere, i tuoi manifesti e i tuoi volantini crei il template. Con i discorsi che instauri con i passanti invece crei i post. Ti confronti non con commenti lasciati da lontani lettori, ma da passanti che possono essere gentili come cordiali commentatori o sgradevoli come i più insulsi troll.
C’è lo svizzero che ti fa i complimenti e ti dice “finalmente!“, c’è la maestra elementare che è d’accordo ma che ti contesta l’uso della parola felicità, c’è il passante che guarda il manifesto e fa un gesto con la mano come per dire “ma guarda questi!“, c’è l’anziano che confonde il termine nazione con il termine stato e non si scrolla più di dosso… etc etc.
Sinceramente non pensavo che si potessero creare queste dinamiche tra chi fa il banchetto e chi passa. Di mio sono abbastanza orso, mi trovo molto bene nell’asettico mondo di internet e vedere tutte queste interazioni umane…mi turba! Non voglio fare grossolani paragoni o, peggio, uscirmene con una frase stupidissima del tipo: “giovani, uscite dalle vostre camere buie!“. Voglio solo sottolineare il fatto che anche l’aspetto “piazzarolo” e “reale” della comunicazione e dell’interazione può dare le sue soddisfazioni. Posso affermare tranquillamente che questa esperienza politica in generale mi sta arricchendo (no de schei
) e facendo conoscere un mondo nuovo.




11 Responses to “Sulla strada”
Bravo cicci, I’m proud of you!
Ma lo sai che ho trovato anch’io difficile spiegare la differenza tra stato e nazione? Ormai nell’uso comune sono diventati sinonimi.
Stato & nazione sono sempre stati confusi, volontariamente, dal 1861.
Nel mito della storia rimbomba una frase di Cavour, che dice (piú o meno) cosí:
” L’Italia é fatta (stato) adesso bisogna fare gli italiani (nazione) “.
Oggi, una parevenza di “nazione italiana” puó anche esistere; nel 1861, praticamente, non si parlava italiano da nessuna parte; o dialetto o lingue estere. Il Re preferiva parlare francese o piemontese(assieme a Cavour)
Chiarito questo…
Yoshi, hai scoperto l’acqua calda, scusami.
Ho avuto le stesse senzazioni al mio primo banchetto radicale, anni 80, e nei seguenti. Anche se, in genere, mi sono preso delle grandi botte di freddo.
a me non verrebbe mai da lasciare un commento con scritto “Augusto, hai scoperto l’acqua calda, scusami“
Credo che noi italiani comprendiamo poco la differenza tra quelle due parole, perché anche se siamo uno Stato da più di un secolo, ancora siamo lungi dall’essere una Nazione.
eh, il mito romantico dello stato-nazione è difficile da abbattere.
@astrolabio: che c’è di male ad essere un po’ romantici?
no il problema è che è un mito, non vedo perchè uno stato come la repubblica italiana dovrebbe essere meglio dell’epoca dei comuni, delle signorie o dell’impero
@Yoshi; se ció ti turba, chiedo venia. Voleva solo essere un commento affettuoso da vecchio a giovane (radicale?)
@ Astrolabio
I liberi Comuni (ma anche i vari ducati ecc) e l’ Impero erano certamente meglio, a mio parere, di questa Italia.
I Comuni ecc perché, normalmente, esprimevano uno Stato che era ANCHE Nazione.
L’Impero perché era uno Stato che comprendeva un elevatissimo numero di Nazioni, lasciando ad ogniuna di queste ed ai cittadini un livello di libertá e “sicurezza legale” irragiungibile, per l’epoca, in ogni altra organizzazione statuale o nazionale.
@Augusto: Ok ok, mi sembrava un commento acidello
Acidello, sí.
Ma non per te, piuttosto (molto piuttosto) perché, come sempre, rivedendo il mio impegno politico di ormai circa 30 anni… mi chiedo:
Perché? perché tanti soldi? perché tanto tempo? dove sono finiti i nostri sogni di libertá, giustizia, buon governo…ecc…
E, allora, temo che alla maggioranza degli italiani non freghi assolutamente nulla di tutto questo.
E mi dá scoramento