Sulla strada

Fare i banchetti in piazza è più o meno come avere un blog. Con la tua presenza, le tue bandiere, i tuoi manifesti e i tuoi volantini crei il template. Con i discorsi che instauri con i passanti invece crei i post. Ti confronti non con commenti lasciati da lontani lettori, ma da passanti che possono essere gentili come cordiali commentatori o sgradevoli come i più insulsi troll.

C’è lo svizzero che ti fa i complimenti e ti dice “finalmente!“, c’è la maestra elementare che è d’accordo ma che ti contesta l’uso della parola felicità, c’è il passante che guarda il manifesto e fa un gesto con la mano come per dire “ma guarda questi!“, c’è l’anziano che confonde il termine nazione con il termine stato e non si scrolla più di dosso… etc etc.

Sinceramente non pensavo che si potessero creare queste dinamiche tra chi fa il banchetto e chi passa. Di mio sono abbastanza orso, mi trovo molto bene nell’asettico mondo di internet e vedere tutte queste interazioni umane…mi turba! Non voglio fare grossolani paragoni o, peggio, uscirmene con una frase stupidissima del tipo: “giovani, uscite dalle vostre camere buie!“. Voglio solo sottolineare il fatto che anche l’aspetto “piazzarolo” e “reale” della comunicazione e dell’interazione può dare le sue soddisfazioni. Posso affermare tranquillamente che questa esperienza politica in generale mi sta arricchendo (no de schei :) ) e facendo conoscere un mondo nuovo.