Fix It Again, Tony

Quando al tg sento i vari discorsi trionfalistici sulla nota casa automobilistica torinese, su quanto sia bravo il noto manager a capo della nota casa e su come questa sia diventata un’azienda leader mondiale che compra a destra e a manca colossi automobilistici, ecco, quando sento quotidianamente tutto questo, a me fumano parecchio le balle.

Sapete perché?

Perché nei vari tg non sento invece parlare della stessa casa automobilistica che, quando gira a lei, non paga i fornitori, delle varie scatole cinesi delle sue ditte controllate che non pagano i fornitori, del malcostume dei suoi pagamenti lunghissimi, dell’arroganza di questa azienda che, se ti rifiuti di fornirla in quanto insolvente, si incazza pure e ti minaccia. Ogni giorno ringrazio il Caso di essere nato in Veneto e di non avere a che fare direttamente con il mercato piemontese. Nel mio settore, un mercato monotematico nel quale il metodo di lavoro da quarto mondo della nota casa automobilistica si propaga a raggiera all’indotto, facendo di quella regione un inferno; almeno ai miei occhi abituati alla correttezza e ai gentlemen’s agreements.