Nel 1985, a distanza di quarant’anni dalla fine della guerra, la spiaggia meridionale di Iwo Jima ospitò la cerimonia di “Riunione del valore”.
Un avvenimento che riunì ex combattenti giapponesi e statunitensi, ex amici ed ex nemici nello stesso tempo. Questa “riunione” aveva un duplice intento: commemorare i caduti di entrambe le parti; giurarsi pace a vicenda. In nessun altro luogo i partecipanti di una battaglia così crudele e così sanguinosa, hanno celebrato una cerimonia di riunione sul luogo stesso in cui si combatterono. Questa cerimonia si svolse, invece, a Iwo Jima. Compresi i famigliari, erano presenti quasi quattrocento persone, tra giapponesi e statunitensi.
Una scena di un documentario girato in quel giorno colpisce particolarmente. Gli ex combattenti e relativi famigliari sono dapprima divisi in due gruppi, gli statunitensi da una parte, i giapponesi dall’altra; alla fine della cerimonia, però, senza che, in apparenza, una delle due parti abbia preso l’iniziativa, i presenti iniziano a mescolarsi tra loro.
Si stringono la mano, dapprima timidamente, poi in maniera più calorosa. Con le lacrime agli occhi s’abbracciano e iniziano conversazioni fatte di gesti e di espressioni dei volti. “Ho ancora il proiettile conficcato qui in una gamba”, dice uno. “Scommetterei che sono il tipo che l’ha sparato, quel proiettile”, risponde scherzando un altro. “Avevo delle terribili ustioni sul volto e voi, americani, mi avete salvato. Il mio naso è ‘Made in the U.S.A.’”, dice un ex combattente giapponese con un largo soriso. Adesso, anche i famigliari dei caduti si sono stretti la mano.
Non tutti i partecipanti alla riunione fecero queste cose proprio con slancio. Il video ci presenta Ed Moranick, che partecipò alle operazioni di sbarco quale marine della IV Divisione. In una scena girata sull’aereo in volo verso Iwo Jima, dichiara: “Per me non è proprio un viaggio di piacere. Quando penso alle sofferenze patite da mia moglie [...] A Essere sincero, il pensiero di ritrovarmi con degli ex combattenti giapponesi mi deprime proprio”.
A Iwo Jima, Moranick era stato colpito dalle schegge di una granata e il suo volto ne fu totalmente deturpato. In una fotografia scattata subito dopo la guerra, è in pratica senza naso e la bocca e gli occhi sfigurati. Furono necessari ventidue interventi chirurgici prima che ritornasse a una vita normale.
Sul volo di ritorno da Iwo Jima l’espressione del volto di Moranick è cambiata. “Quarant’anni fa sono venuto su quest’isola per uccidere i ‘musi gialli’; non li ho mai considerati un ‘popolo’”, afferma. “Adesso, però, mi spiace che ci siamo massacrati a vicenda in quel modo. Veramente, mi dispiace”.
Nel 1984 si svolse una cerimonia commemorativa del quarantesimo anniversario degli sbarchi in Normandia, ma soltanto le nazioni vincitrici – Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, ecc. – vi presero parte, e, comunque, l’intento della cerimonia era commemorare la vittoria. Al confronto, la scena che si svolse a Iwo Jima fu del tutto inusitata.
Una cerimonia commemorativa con la comune partecipazione di giapponesi e statunitensi si tiene tutti gli anni. Ci si può chiedere perché, solamente a Iwo Jima, uomini in passato decisi a “massacrarsi a vicenda” si siano dati da fare per incontrarsi e riconciliarsi in questo modo. Forse perché combatterono una battaglia così spietata e totale, stando per giorni e giorni a pochi metri di distanza dal nemico, col trascorrere del tempo sono diventati capaci di perdonare e di accettarsi a vicenda? Ho il sospetto che, una cosa del genere, la possa comprendere veramente soltanto chi combattè a Iwo Jima.
Sulla spiaggia meridionale, dove nel 1985 fu celebrata la cerimonia, fu eretta una lapida. Reca la seguente iscrizione in lingua inglese e giapponese:
NEL QUARANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI IWO JIMA, EX COMBATTENTI AMERICANI E GIAPPONESI S’INCONTRARONO DI NUOVO SU QUESTA STESSA SABBIA, QUESTA VOLTA IN PACE E AMICIZIA. COMMEMORIAMO I NOSTRI COMMILITONI, VIVI E MORTI, CHE QUI COMBATTERONO CON CORAGGIO E VALORE, E PREGHIAMO ASSIEME AFFINCHÉ I NOSTRI SACRIFICI A IWO JIMA SIANO SEMPRE RICORDATI E MAI PIÚ SI RIPETANO.
19 FEBBRAIO 1985
ASSOCIAZIONE DELLA III, IV E V DIVISIONE:
USMC E ASSOCIAZIONE DI IWO JIMA
Tratto da Così triste cadere in battaglia di Kakehashi Kumiko
Nel 1985, a distanza di quarant’anni dalla fine della guerra, la spiaggia meridionale di Iwo Jima ospitò la cerimonia di “Riunione del valore”.





