Cominciano ad emergere particolari che ci paiono inquietanti nelle modalità in cui tali indagini si stanno svolgendo. Non riteniamo infatti giustificato che presso le abitazioni private di centinaia di cittadini veneti, senza nemmeno la misericordia per le persone anziane, si presentino, spesso senza spiegare le ragioni, i rappresentanti dello stato italiano, qualche volta addirittura in malomodo e con poco rispetto, per condurre interrogatori che ci viene riportato essere sommari, oppure per intimare di presentarsi in caserma entro pochi giorni e senza ulteriori motivazioni. Le segnalazioni ci provengono da tutta la provincia di Padova: Saccolongo, Albignasego, Cadoneghe, Cittadella, Grantorto, Candiana, Polverara e così via. Famiglie intere di nostri sostenitori sottoposti all’umiliazione di vedersi i Carabinieri o i finanzieri suonare il campanello, magari sotto gli occhi dei vicini, che certo avranno pensato “chissà cosa hanno fatto”.
Poniamoci per un istante nei panni dei poveri cittadini sottoposti a questo controllo del tutto irrituale ed immaginiamo ora come si possano sentire quando viene loro chiesto se “conoscono il PNV”, oppure se “hanno firmato la lista del “PNV”, oppure se “la firma per il PNV è stata estorta”, magari con un tono poco amichevole come ci è stato riportato in qualche caso. Avvisi del tipo “si presenti presso l’Intendenza di Finanza entro lunedì mattina”, oppure “obbligo di comparire in caserma entro il 5 di giugno” non dimostrano certo un atteggiamento di rispetto democratico verso chi ha sottoscritto la nostra lista.
Anzi, il nostro timore è che in questa situazione qualche persona messa in difficoltà dalla situazione e impaurita neghi di aver apposto la propria firma, oppure non la riconosca. Possiamo ben dire che qualsiasi veneto che non voglia avere problemi nella propria vita, di fronte ad un carabiniere che ponga tali domande, si senta come minimo in difficoltà e sia come minimo tentato di fare un passo indietro. Nel contempo siamo rincuorati dal sapere che molti non si lasciano intimidire dai rappresentanti dell’esercito italiano: su tutti segnaliamo una coraggiosa signora veneta di oltre 90 anni che ha fatto scappare i carabinieri col bastone! Qualcuno invece ci ha chiamato tra le lacrime dicendosi pentito di aver firmato per il PNV, perché non pensava di finire in caserma dei carabinieri per questo.





8 Responses to “Via, il prima possibile”
Siete seguiti da qualche avvocato? Fareste meglio ad avere qualcuno che vi tuteli …
Gli avvocati ci sono. Che schifo però
Che schifo. Fossi in Veneto, firmerei per voi (anche se non vi voterei).
mi immagino quanti di quelli che hanno firmato per le provinciali firmeranno per le regionali dell’anno prossimo…
intimidazione da ventennio
Ma cos’è? Il primo caso al mondo in cui si vanno a verificare le firme raccolte una ad una?!?!?! Che vergogna cazzarola! Almeno i giornali locali ne parlano??
dicesi intimidazione mafffiosa.
io degli abusi delle forze dell’ordine non mi stupisco più ma dell’informazione sì ogni volta: sono pronti tutti a parlare di dittatura a sproposito, e quando succedono episodi da sudamerica non se ne parla mai? Non so se è nelle vostre possibilità, ma queste notizie dovrebbero essere diffuse secondo me…
hai ragione