Archive: May, 2009

Headache (01)

C’è un’applicazione veramente carina per iPhone. Si chiama miniSynth e in pratica è un:

keyboard synthesizer for the iPhone, and is designed to recreate the sounds of the ’70s classic analog synths. It features a wide array of controls that allows users to experiment with and sculpt sounds, evoking the countless futuristic sounds associated with the wood-and-transistor era in electronic music.

Quando prima di cena mi siedo sul divano e parto con delle jam session individuali per dei luuunghi minuti cercando il suono più improbabile, FdC non ne è particolarmente entusiasta e giunge persino a insinuare che io, con la mia Arte, le provochi dei mal di testa. Certa gente è veramente rozza.

Pochi giorni fa hanno aggiornato questa applicazione carina inserendo anche la possibilità di salvare le proprie Opere e di trasferirle sul computer. Ecco quindi che in onore di FdC, prima ho fatto un po’ di improvvisazione, l’ho intitolata Headache (01) e la propongo anche a voi.

Da quel (01) potete intuire che ce ne saranno delle altre; quindi non preoccuparti amore, avrai modo di apprezzare prima o poi :)

La buia notte

Dark Night of the Soul è il nuovo album di Danger Mouse e degli Sparklehorse che include i seguenti ospiti:

  • Wayne Coyne
  • Gruff Rhys
  • Jason Lytle
  • Julian Casablanca
  • Black Francis
  • Iggy Pop
  • James Mercer
  • Nina Persson
  • Vic Chesnutt

Danger Mouse, se non lo conoscete, è quel produttore diventato famoso per il Grey Album, ossia l’album nel quale ha unito gli a cappella del Black Album di Jay-z con le strumentali del White Album dei Beatles. Tra le altre varie cose, è la metà dei Gnarls Barkley, ha prodotto il secondo album dei Gorillaz, Demon Days, e l’ultimo di Beck, Modern Guilt.

Parlando di Dark Night of the Soul, se andate al sito, vedrete che c’è scritto anche un bel Visuals by David Lynch e che si può comprare alla modica cifra di 50 dollari un art book:

This limited edition art book contains 100+ pages of original photographs by celebrated film director David Lynch. Only 5000 copies have been printed and each one is hand numbered.  The book will also come with a 24″ X 36″ poster as well as a custom designed CD-R (poster comes folded).
Please note:  Due to an ongoing dispute with EMI,  Danger Mouse is unable to include music on the CD without fear of legal entanglement. Therefore, he has included a blank CD-R as an artifact to use however you see fit.

Sì, se non ci sono stranezze non siamo contenti… Comunque, l’album uscirà nell’estate 2009 e noi ce lo siano procurati attravero i soliti canali di fiducia; quindi parliamo dell’album:

FAN-TA-STI-CO.

È un album fantastico. Qualità a dir poco eccezionali sotto ogni punto di vista: produzione, canzoni in sè, cantati, musiche, tutto. Questo è per adesso il mio album preferito per questo anno. Quando si capita davanti ad album così geniali c’è un’unica cosa da fare: stare zitti e ascoltare. Scegliere due canzoni da mettere è stata una faccenda difficilissima dato che sono tutte eccellenti e avere solo due canzoni da ascoltare non rende per niente giustizia alla complessità e alla bellezza di tutta l’opera. Perciò, ascoltatevi queste due ma ricordatevi bene che vi aspetta molto altro ancora. Se non si è capito, adoro questo disco e lo stra-consiglio.

Bananas

Scusate se posso sembrare noioso e ripetitivo, ma la faccenda sta assumendo contorni da quarto mondo.

Il Partito Nasional Veneto rende noto che, a seguito della perquisizione avvenuta ieri nella propria sede legale, in merito a un’indagine che non riguarda alcun socio, simpatizzante o candidato del Pnv, ha provveduto a un’operazione cautelativa di bonifica tecnologica dei locali e dei veicoli sottoposti a perquisizione.
I risultati di tale bonifica hanno permesso il ritrovamento di ben quattro microspie nei locali della sede del Pnv e di un registratore di percorso GPS su un veicolo.
Al momento non abbiamo riscontri su chi possa essere l’autore di tali atti, ma non possiamo non notare le coincidenze di eventi politici, giornalistici, inquisitori e giudiziari che ci hanno visti come protagonisti in modo non proprio.
Il Pnv fa inoltre notare che tutto ciò è partito da un sospetto abuso di ufficio commesso da qualcuno del comune di Limena e grazie all’opera di un commissario straordinario di nomina governativa, che non deve rispondere ai propri cittadini del proprio operato, ma che è sotto stretto controllo del ministero degli interni,  comandato da un leghista.
Dispiace quindi che i partiti italiani, invece di confrontarsi con il Partito Nasional Veneto sui programmi, sulla levatura delle candidature e sull’obiettivo dell’indipendenza della Venetia, non trovino di meglio da fare che rendersi partecipi di simili azioni.

Welcome to Italy

A proposito di curiosità sul PNV, a quasi un anno dalla sua costituzione (18 maggio 2008), oggi il Partito Nasional Veneto ha ricevuto il battesimo dallo Stato Italiano con una bella perquisizione da parte dei caramba. La faccenda è tipicamente italiana nel suo svolgersi. In relazione con la presentazione della lista del PNV alle provinciali di Padova infatti si è scatenata una vera baraonda con giornali che disinformano e un candidato consigliere di un’altra lista che accusa il PNV di aver usato il suo nome come sottoscrittore della lista. A Venezia poi si è arrivati al surreale quando due carabinieri hanno provato a fermare i delegati del PNV che andavano a depositare le firme dicendo che l’ufficio era ormai chiuso. Tuttavia, fregandosene degli alt, i nostri hanno aperto la porta e hanno visto che gli impiegati comunali erano tranquilli ai loro posti che lavoravano.

Oggi quindi la perquisizione alla sede di Treviso. Beh dai, fa fico, no?

Curioso

Non ho idea di chi abbia scritto la pagina di Wikipedia del PNV in italiano e quella in inglese, però ci sono delle differenze interessanti. La pagina in italiano recita:

Il partito lotta per l’indipendenza del Veneto dallo Stato italiano e basa la propria attività politica su quattro princìpi fondanti: proprietà privata, intesa come espressione più generale della libertà individuale; rifiuto di qualsiasi forma di discriminazione (razziale, sessista, linguistica, religiosa, ecc.); accettazione della legittimità democratica e della non violenza; accettazione delle norme del diritto internazionale. Il metodo di lotta con il quale raggiungere l’indipendenza è il referendum c.d. di “autodeterminazione”, che sarà organizzato in accordo con le organizzazioni internazionali competenti ed indetto dalla Regione Veneto in caso di una larga vittoria alle elezioni regionali delle liste indipendentiste; il PNV dichiara di ispirarsi, in questo, alle lotte per l’autonomia di Scozia, Paesi Baschi, Catalogna.

Quella in inglese invece:

The core principles of the PNV include: individual rights, including the right to life, private property and the pursuit of happiness (a clear reference to the United States Declaration of Independence); the refusal of any discrimination based on race, sex, religion, language, etc.; nonviolence, democratic legitimacy and the principle of non aggression; resepect of the international law, the Universal Declaration of Human Rights and especially self-determination. The party proposes an independent Veneto, “tolerant and open to Europe” and takes example from the Scottish National Party, the Basque National Party, and Catalan nationalists. The PNV leader Bernardini is essentially a libertarian and the party reflects his political and economic views

Insomma, per gli anglofoni il PNV è un partito essenzialmente libertarian. Vorrei quindi rassicurare gli amici collettivisti che stanno pensando di diventare soci del PNV che in realtà non è così. Indubbiamente c’è un manipolo libertarian all’interno del PNV che è molto attivo, tuttavia il PNV non si esaurisce in questo. Se pensate che lo Stato debba essere regolatore, se vi svegliate la mattina con in mente solo la redistribuzione sociale attuata con le tasse, se la parola costrizione per voi ha un dolce suono, non preoccupatevi: potete essere tranquillamente soci del PNV.

Ci penseremo a indipendenza ottenuta a fondare el partito libartariàn, quindi dormite sonni tranquilli :)

Deflazione e inflazione in tre sistemi monetari

Prendiamo a modello tre sistemi monetari e vediamo cosa succede all’interno di essi con riguardo ai quattro distinti fenomeni:

  1. Deflazione monetaria (o diminuzione della massa monetaria)
  2. Deflazione naturale o spontanea (o diminuzione dei prezzi, o aumento del potere di acquisto della moneta)
  3. Inflazione monetaria (o aumento della massa monetaria)
  4. Inflazione dei prezzi al consumo (o aumento dei prezzi al consumo, o diminuzione del potere di acquisto della moneta)

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Ardè che no ve magno mia!

Dopo vari e ripetuti casi, ormai è scientifico: i siti web delle aziende giapponesi fanno cagare il cazzo.

È una caratteristica generalizzata e sconfortante. Non si riesce a trovare una stracazzo di email per contattarli neanche a pagare. Sempre pieni di inutili messaggi del presidente che spiega quanto sono bravi e quanto sono belli, ma funzionalità zero.

Non riesco a capire se sia una cosa studiata a tavolino, quella di non mettere contatti email, avendo i giapponesi uno slancio verso l’esterno praticamente inesistente o se sia solo una generalizzata incompetenza nel costruire siti web.

D’accordo, mi metti i numeri telefonici dei tuoi vari uffici a Tokyo e nel Kyushu…però permettimi di essere un po’ titubante nel telefonarti conoscendo la tragica pronuncia inglese del tuo popolo (sempre che si riesca a beccare quel 1% di giapponesi che parla realmente inglese). E poi, certe cose è meglio scriverle con calma per email, no? Come faccio a farti una presentazione per telefono?

Insomma, segnatevi la data, ché oggi i giapponesi li odio. Volevo aiutarvi a risollevare le sorti della vostra economia ma ora invece mi divertirò a guardarvi sprofondare. L’avete voluto voi!

Dov’è la vittoria?

A tutti quelli contenti, esultanti, estasiati dalla mancata invasione di due barconi di straccioni, dico: contenti voi. Sì lo so che la Spagna è più cattiva, che stiamo scoppiando, che c’è il degrado, sì lo so. Lo so che se fossero arrivati, si sarebbero probabilmente aggiunti agli altri disperati che abitano le nostre città. Lo so che dobbiamo pensare a noi. Certo che lo so che dobbiamo pensare a noi! Sono un individualista che non ritiene il termine egoismo un termine con una connotazione negativa! Però il pelo sullo stomaco non ce l’ho e non riesco a vedere la vittoria in tutto questo. L’avete mai vista la faccia di una persona disperata? Io di notte voglio riuscire a dormire e il mio sonno penso che valga di più del finestrino rotto della mia macchina. Dov’è la vittoria? Dov’è la soluzione?

Il 9 maggio nella coscienza veneta

Dunque, qui e ora, non possiamo dimenticare il 9 maggio di dodici anni fa, quando un gruppo di patrioti veneti, i Serenissimi, scalarono il campanile di San Marco, mostrando al mondo intero – una foto fu messa anche sulla prima pagina del New York Times, lo ricordo bene ché allora ero in New England – che la memoria dell’antica libertà della Venetia non era affatto spenta. Né lo è ora, anzi appare quanto mai viva. Viva, ché si nutre di forze nuove, legate all’emergere dei piccoli Stati dalla dissoluzione dei grandiosi e inconsistenti leviatani ottocenteschi, piccoli Stati che economisti come Alberto Alesina, e numerosi altri, hanno ampiamente dimostrato essere i più ricchi del mondo in termini di PIL pro capite, l’unico sincero ed esatto indicatore di ricchezza: poiché il PIL nazionale non significa nulla, è naturale che sia più alto quello cinese di quello del Lussemburgo, ma in Lussemburgo si vive indubitabilmente meglio che non in Cina. A questa verità della storia si associa, ed in qualche modo positivamente si sovrappone, l’antico sentimento di nazionalità veneto – e catalano, e scozzese, e montenegrino, e perfino di Texas e Hawai – in un nodo della storia cui occorre guardare serenamente: non sono rigurgiti xenofobi, non sono campanilismi tristi e vieti, sono oneste istanze indipendentistiche alimentate da onestissimi intellettuali, professionisti, lavoratori, studenti. E’ iniziata una nuova fase prima che della politica veneta, della coscienza veneta, come autocoscienza che si nutre di quanto accade nel vasto mondo, e della lezione della propria storia. Non è un’invenzione di una tradizione, si tratta soltanto della sua riscoperta. Il principio dell’autodeterminazione dei popoli è pacificamente accettato anche dalla legge italiana, né è più reato (e gravissimo) parlare di indipendenza di una porzione d’Italia. Il resto potrà continuare ad essere tale.

Paolo L. Bernardini

Oggi andrò a Padova perché, come dice perfettamente il professor Bernardini, l’indipendenza Veneta è sia utilitarista che idealista.

Oggi andrò a Padova all’incontro con Faccia anche perché ho appena letto il seguente comunicato:

Abbiamo appena avuto notizia che è in programma una prossima perquisizione della sede del Partito Nasional Veneto da parte di esponenti dell’esercito italiano. Chiediamo aiuto e supporto morale ad ogni Veneto di buona volontà.
La libertà non conosce paura nemmeno della prigione.
E’ incredibile e vergognoso che ciò avvenga 12 anni esatti dopo la presa del Campanile di San Marco
.

Tonight is the night

Immaginatemi come una quindicenne che sta per andare al concerto dei Take That (digo Take That parché a son vecio).

long life and prosper