Se è vero che democrazia vuol dire minoranze organizzate che comandano maggioranze non organizzate, ed è vero, allora penso che dovrebbe essere tolto subito il quorum al referendum per permettere a un numero maggiore di minoranze di organizzarsi. Sapendo benissimo che il quorum non sarà mai tolto per non far correre il rischio ai politici di contare un po’ di meno (sono la minoranza meglio organizzata), mi sembra giusto andare a votare per il referendum elettorale, tanto per contribuire nel mio minuscolo a rompere loro un po’ le palle.
Dei tre quesiti, sono quello che vieta la candidatura multipla mi trova convintamente d’accordo; per gli altri due ho molti dubbi che servano realmente a qualcosa. Tuttavia, penso che voterò SI a tutti e tre. Detto tra noi, sinceramente mi interessa veramente poco del sistema elettorale di Banana Republic. L’unica mia preoccupazione politica riguardo la suddetta Banania è quella di farmi trovare preparato quando questo Stato putrescente andrà in default e inizieranno i riots per strada. Decenni di pratiche parassitarie salteranno all’improvviso e a molti non resterà altro che darsi al banditismo. Sono catastrofista? Speriamo.
Spero solo che se quel giorno dovesse arrivare, io non abbia più niente a che fare con questo Stato morto che cammina.




One Response to “Al voto. Così, tanto peffà”
“Dei tre quesiti, sono quello che vieta la candidatura multipla mi trova convintamente d’accordo”
Concordo.
“per gli altri due ho molti dubbi che servano realmente a qualcosa”.
A qualcosa servono, ma è un qualcosa di molto negativo. Se passassero, produrrebbero un bipartitismo di regime. Una persona popolare e stimata negli Stati Uniti si può candidare da indipendente ed entrare in Congresso senza chiedere il permesso a Repubblicani e Democratici. Questi due quesiti invece renderebbe le oligarchie di due partiti padrone di quasi tutto il Parlamento (al Senato ci sarebbe uno sbarramento dell’8%).