Mon Brespà

Io ho un compito ben preciso: sono un infiltrato. È uno sporco lavoro ma, come si usa dire, qualcuno lo deve pur fare. È un lavoro pericoloso perché sei sempre lì lì per essere scoperto, ma sento che questa è la mia missione. Io sono un infiltrato tra i liberals fighètti, tra i giovini con la maglietta di Guevara, tra i radical-chic cittadini, tra gli amanti della collettivizzazione, tra gli adoratori della redistribuzione sociale. Il mio compito è andare là dove c’è un gruppo di supporters del socialismo statalista e, molto pacatamente e molto serenamente, inculcare qualche dubbio, provare a gettare qualche seme individualista, saggiare se esiste un potenziale libertario. Ripeto, è un lavoraccio ma ogni tanto qualche soddisfazione la si ottiene.

Per fare l’infiltrato, ovviamente, devo essere camuffato. Per questo, unicamente per questo (e non, come dicono i maligni, a causa della crisi dei trentanni) mi sono preso una Vespa GTS 250 i.e.; perché cosa c’è di più fighètto di andare in giro in Vespa? In onore alla gauche caviar e al mio sforzo per apprendere la lingua statalista per eccellenza, ho deciso di chiamarla in franco-veneto Mon Brespà.

Ovviamente, va bene il camuffamento, ma deve esserci sempre qualcosa, un segnale per iniziati, che serva a far capire ai consimili chi sono in realtà. Questo segnale può anche assumere le forme di una specie di santino, una figura, un simbolo che possa anche richiamare l’attenzione degli statalisti, per far nascere in loro una sorta di curiosità. Ebbene, ovviamente mi sono premunito di un bumper sticker e non l’ho posizionato sfacciatamente, ma in modo garbato.

Insomma, non è meravigliosa la mia nuova Vespa?? :D

 
 Helmut Fritz - Ca m'enerve: Play Now | Play in Popup