
Laws that forbid the carrying of arms disarm only those who are neither inclined nor determined to commit crimes
Thomas Jefferson
Di solito, chi è per una decisa restrizione al possesso delle armi pensa che questo possa essere utile per limitare la violenza. Non si pensa mai, invece, che in questo modo l’autodifesa della persona viene meno e si è esposti alla violenza dei malintenzionati. Sinceramente, non vedo un solo motivo che mi faccia ritenere sbagliato il difendermi se un aggressore si intromette senza il mio permesso in casa mia. In Italia no, questa è eresia: devi per forza aspettare il salvifico intervento delle forze panzone dell’ordine, il giorno dopo. Inoltre, se anche possiedi un’arma con un porto d’armi e la usi per difenderti, stai sicuro che verrai processato per eccesso di legittima difesa. Attenzione, il mio non vuole essere un discorso da macho o da amante delle armi. Io sono una persona così marziale che non uccido nemmeno le falene quando entrano in casa ma le prendo e le libero fuori. Mi piacerebbe solamente che provaste a fare il ragionamento contrario: perché il mio diritto all’autodifesa deve essere in pratica annullato dal controllo sul possesso delle armi da fuoco? Perché lo Stato mi toglie il diritto all’autodifesa? Semplicemente, lo Stato permaloso non vuole che il suo inefficiente monopolio sulla sicurezza venga intaccato e quindi ci vieta di badare a noi stessi. Di solito, si dice che se tutti avessero un’arma si vivrebbe nel Far West (anche se bisognerebbe indagare bene su cosa è stato in realtà il Far West e non fermarsi solo ai film) e cadremmo nella situazione da jungla che ci dovrebbe essere negli Usa. Nessuno però fa mai l’esempio del Canada o della vicina Svizzera, paesi nei quali la diffusione delle armi da fuoco e pari o superiore che negli Usa. Forse allora il problema non è tanto della pistola in sè?
Negli Usa ultimamente si è tornati molto a parlare di gun control. Un aspetto che non viene mai tirato fuori e al quale, probabilmente, molti favorevoli in buona fede al gun control nemmeno sono a conoscenza è che questa voglia di limitare il possesso di armi da fuoco negli Usa ha una storia razzista. D’altronde, è una cosa logica: quando vuoi schiavizzare una popolazione, la prima cosa che devi fare è impedirle di armarsi. Succedeva ieri e succede ancora oggi. Vi consiglio caldamente di guardare il filmato di venti minuti riportato qua sotto perché scardina molti luoghi comuni con i quali siamo bombardati da una vita. Vi invito a riflettere su questo tema e vi invito a non pensare in termini semplicistici. Una popolazione disarmata è una popolazione schiavizzata. Questo valeva secoli fa e, checché ne pensiate, vale ancora oggi. Con questo non voglio dire che auspico il libero acquisto e il libero possesso di armi da fuoco affinché scoppi una rivolta popolare, assolutamente. Dico solo che lasciare le persone alla totale mercé del potere statale non è mai una cosa totalmente raccomandabile; chiedetelo ai neri statunitensi. Mi verrebbe provocatoriamente da pensare che forse oggi siamo tutti un po’ negroes.
Io non sono un amante delle armi ma sono un amante del mio diritto sacrosanto a difendere me e la mia proprietà dalle aggressioni. Come si dice nella seconda parte del filmato: we’ve got to tell the other side of the story.
Bene, ora mi aspetto le accuse di pazzia e le prese in giro. Dato che non ne ho bisogno, vi pregherei di astenervi dallo scrivere nei commenti se il vostro scopo è quello.






29 Responses to “No Guns for Negroes”
Son più d’accordo che no, però, ammetto che quello delle armi è un discorso sul quale ho più fatica a far analisi razionali (rispetto a droghe, prostituzione etc.). C’è da dire che vivendo in una città di dimensioni medie, in una cosiddetta “zona abbastanza bène” (ma al contempo non da “ricchissimi”), in cui gli episodi di criminalità son veramente pochi, ai confini del centro storico (quindi con un certo transito), in un condominio, e manco al piano terra, ho un punto di vista distorto in maniera abbastanza “ottimista”, per così dire.
Stessi in una zona più “isolata” e tutto il resto, magari avrei percezioni e idee diverse.
Ad ogni modo mi chiedo: tu come lo regolamenteresti? Consentiresti di portarle ad es. anche nei centri abitati, o, sempre ad es., limitarle a poterle tenere per difesa in casa (in campagna, periferia isolata che sia)?
Faresti proprio “libero libero”?
Non so, i video lo guardo poi, ma alcune cose di come mi hanno descritto la legge USA (anche se prob. cambia da stato a stato) al riguardo non mi trovano d’accordo.
Non ho verificato la veridicità delle mie fonti, magari, sempre poi, mi informo, ma su alcune cose: es. il fatto che ne puoi comprare 1 al mese a testa, il fatto che tu possa comprare fuciloni da “rambo” o quasi (che non so quanto sian necessari alla minima autodifesa), e quelle “piccole” non sei manco obbligato a registrarle, non sono d’accordo.
ti dirò, nella mia cittadina privata ideale di qualche post fa, vieterei di circolare con le armi dato che sarebbe una zona protetta ma lascerei la possibilità di averne in casa perché non si sa mai che qualche notte a bob il guardiano ceda la palpebra.
nel contesto nel quale vivo ora (ossia quartiere posizionato nella zona medio/bassa di ricchezza in una città “pubblica”), non vedrei molti motivi per andare in giro con una pistola ma questo non significa che lo vieterei; per quanto riguarda il tenerla in casa, non vedrei proprio niente di male.
quello che voglio sottolineare però è che l’opzione ci viene preclusa. io non mi sentirei a mio agio con una pistola, ma vorrei almeno avere la possibilità reale (perché attualmente, poche balle, in pratica è difficilissimo) di comprarne una se cambiassi idea e/o mi trasferissi in un posto diverso, tipo una casa isolata.
Mmm teoricamente sono d’accordo con te ma sono una persona pragmatica e quindi evito di applicare del tutto un ideale utopico. Ssarei per un porto d’armi responsabile: test psichiatrici continui, nessuna storia di violenza alle spalle, niente armi in giro per le strade ma solo a casa per autodifesa. E soprattutto solo alcuni tipi di armi come pistola a basso calibro. Niente kalashnikov, uzi e quant’altro.
E’ vero che in Svizzera tutti hanno un fucile a casa, ma le pallottole vengono date dal governo solo in caso di necessità, cioè invasione straniera.
Mi chiedo però come ti spieghi la differenza tra canada e USA. Culturale? Antropologica?
Concordo pur essendo anch’io una persona totalmente non-violenta che non userebbe mai un’arma. Da me alle falene ci pensa la gatta che è un po’ meno non-violenta di me.
@fabri: anch’io sono una persona pragmatica e mi starebbe bene il compromesso, per adesso
sul tasso di violenza negli Usa (che a dir la verità, non so se sia così catastrofico o forse più che altro “sentito”) ho alcune teorie mie ma alla fin fine no so.
@enrico: i gatti sono dei mostri feroci che se potessero ci mangerebbero tutti
Adesso vedo il filmato, mi sembra interessante. Sono perfettamente conscia del fatto che, almeno in USA, la deregolamentazione del porto d’armi (o in generale il portare armi) non sia un problema di “destra” o “sinistra”, ma abbia una componente di difesa dei propri diritti non indifferente – oltre al caso dei neri, penso al gruppo delle “Pink pistols”, il cui motto è “armed gays don’t get bashed”. Io non ne farei mai parte, credo, ma penso sia un’opera di crescita della propria autostima (del proprio orgoglio, se vuoi) non da poco. http://en.wikipedia.org/wiki/Pink_Pistols e google per più info.
Però. Però dico “almeno in USA” perché credo che il tuo ragionamento non tenga conto di un fattore *fondamentale* in questo problema: la storia, la cultura del luogo. In Svizzera c’è un forte senso di responsabilità verso la comunità; negli Stati Uniti pure (meno per la comunità-Stato, ma molto per la comunità-paese, comunità-strada, comunità-scuola dei figli, comunità-luogo di lavoro… – persino per la comunità-possessori di armi, minoranza di nutjob a parte). In Italia abbiamo la mafia, gente che si appella all’amico in comune per non pagare una multa per eccesso di velocità, eccetera – per dire le prime due cose che mi viene in mente.
Insomma, mi pare un classico caso in cui la teoria può andare da una parte e la pratica nemmeno da una, ma da duecento altre.
sì, però stiamo attenti a non fare del razzismo involontario, cioè, non è che chi abita in italia sia un minorato per forza eh
a parte che anche in veneto c’è un forte senso di responsabilità verso la comunità
Yoshi: in Veneto, in Trentino, in Toscana e in Piemonte, nelle Marche e in Emilia-Romagna… insomma: in un bel po’ di regioni credo che un senso di comunità ci sia, o perlomeno si possa sviluppare. Soprattutto in provincia – e l’Italia è soprattutto provincia.
(Ah, tra parentesi: mentre scrivevo l’elenco di sopra pensavo che molti toscani e trentini hanno già un’arma in casa – c’è una cosa che si chiama “caccia”, non è che i salami di capriolo o cinghiale si fanno da soli.)
Per contro: in Sicilia (e non solo) tenere molto d’occhio dove sono le armi e limitarne il numero potrebbe essere utile. Anche se forse la mia è una reazione “di pancia” – dopotutto i mafiosi non hanno bisogno del porto d’armi, mentre i cittadini che rispettano la legge sì (e sono almeno in parte disprezzati dai mafiosi per questo, forse?). Però, di nuovo: una legge che restringe il porto d’armi può essere un’arma di più contro la mafia (al modo in cui le leggi contro la frode al fisco furono un’arma – e che arma – contro Al Capone).
Pazzia?
No, invece concordo pienamente — data la situazione in cui abitiamo.
“dopotutto i mafiosi non hanno bisogno del porto d’armi, mentre i cittadini che rispettano la legge sì”
e qui si torna alla frase di jefferson a inizio post: Laws that forbid the carrying of arms disarm only those who are neither inclined nor determined to commit crimes
“le leggi contro la frode al fisco furono un’arma – e che arma – contro Al Capone”
al capone è un figlio del proibizionismo sugli alcolici. i mafiosi di oggi sono figli, per la maggior parte, del proibizionismo sulle droghe. no?
io sarei MOLTO contrario alla diffuzione di armi da fuoco sopratutto se portate in luoghi pubblici. sono strumenti troppo pericolosi e nella maggior parte dei casi verrebbero usate in condizioni critiche, in cui non possiamo essere completamente lucidi (es: ci difendiamo da un’aggressione). io mi immagino una ragazza spaventata di notte sulla metro che con la mano tremante cerca di sparare al suo aggressore, senza contare che una persona uin po’ disturbata ci metterebbe poco a impossessarsi della pistola del primo passante che capita e tenere sotto sequestro un pulman, una classe ecc…
nello stesso tempo trovo ridicolo il divieto di portare coltelli, perchè QUALUNQUE malintenzionato ne hai uno (se non di più) e non vedo che danno potrei fare difendendomi con un coltello. nel caso invece fossi un delinquente e non volessi usare il coltello a scopo di difesa non avrei alcun problema (nè economico, nè “morale” di contravvenire alla legge) a procurarmene uno.
io credo che nel caso di armi da fuoco la questione “costi/benefici” sia molto delicata, nel caso di coltelli i “costi” accettabili (ferire qualcuno per sbaglio) rispetto ai “benefici” (mettere in fuga / spaventare un aggressore ecc…)
se el armi sono fuorilegge solo i fuorilegge hanno le armi!
Si si, anche “per il libro di storia che conosco io”, il grosso “boost” di AL fu il proibizionismo sugli alcoolici.
Riguardo a “dopotutto i mafiosi non hanno bisogno del porto d’armi, mentre i cittadini che rispettano la legge sì”, mi viene in mente anche un altro aspetto un po’ nella medesima “cesta” : rendendolo illegale è, secondo molti, parecchio più difficile REGOLARLO (o meglio REGULATE), ad es. proibire la vendita di una certa sostanza ai minorenni o agli under 16 etc. ecc.
Sulle mafie è abbastanza noto quanto le droghe sian il loro “polmone”:
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Secondo recenti stime fornite dall’Eurispes sembra che il giro d’affari di Cosa nostra ammonti a quasi 13 miliardi di euro l’anno, così suddivisi:
* 8.005 milioni di euro l’anno dal traffico di droga
* 2.841 milioni da crimini legati ad imprese (appalti truccati, aziende lavorando per il riciclaggio di denaro sporco, ecc…)
* 1.549 milioni dal traffico di armi
* 351 milioni dall’estorsione e dall’usura
* 176 milioni dalla prostituzione.
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Secondo recenti dati forniti dall’Eurispes sembra che la Camorra guadagni
ben 7.230 milioni di euro l’anno dal traffico di droga,
2.582 milioni da crimini legati all’imprenditoria (appalti truccati, riciclaggio del denaro sporco ecc.),
258 milioni dalla prostituzione,
2.066 milioni dal traffico di armi (il primato in questo campo va alla camorra) e
362 milioni dall’estorsione e dall’usura.
Il giro d’affari complessivo è di circa 12 miliardi e mezzo di euro.
(da wikipedia, per ovvie ragioni in primis temporali, sto già cazzeggiando troppo così, non ho verificato ne guardato le altre organizzazioni mafiose, ma insomma credo che grossomodo tali dati sian veritieri )
Quella citazione di Jefferson è tarocca:
http://wiki.monticello.org/mediawiki/index.php/Laws_that_forbid_the_carrying_of_arms…%28Quotation%29
Così come i sostenitori della pena di morte non prendono i considerazione i casi in cui ad essere “giustiziate” sono persone innocenti, i sostenitori delle armi dimenticano che talvolta il “bravo cittadino” va fuori di testa. Meno armi ci sono in giro meglio è.
Nel 2007 successe questo simpatico episodio:
“Ha sparato all’impazzata dal terrazzo di casa uccidendo una persona e ferendone altre otto, una delle quali in modo gravissimo. Poi si è arreso alle forze dell’ordine. E’ successo nei pressi di Guidonia, alle porte di Roma. Protagonista un ex tiratore scelto dell’esercito, Angelo Spagnolo di 52 anni, che nella sera ha aperto il fuoco dalla sua abitazione.”
http://www.delittiimperfetti.com/show_vitt.php?id_vitt=1062
@mildareveno: non mi sembra una cosa molto utile riportare singoli episodi perché io ti potrei dire allora della ragazza che si è salvata dallo stupro tirando fuori una pistola.
hai una concezione “assistenzialista” del cittadino, cioè, non si sa mai cosa può succedere (io vieterei anche le automobili allora). ok, ne prendo atto.
@MW: lasciamo da parte la questione di portarsi in giro le armi (che è un’altra questione) e focalizziamoci su una cosa: perché non posso tenermi un’arma in casa (anche se non sono cacciatore) per l’autodifesa?
Non sono assistenzialista. Se le conseguenze della diffusione delle armi ricadessero solo sui delinquenti e sui “bravi cittadini” armati non avrei nulla da obiettare.
I sostenitori delle armi si dicono a favore di una maggiore sicurezza. A me sembra più probabile che il numero di morti e feriti (non solo tra i criminali ma tra i comuni cittadini) sia minore se le armi in giro sono poche. Penso che sia più probabile che il criminale, piuttosto che intimorirsi, diventi più sbrigativo e spari preventivamente.
Jefferson e la Costituzione americana hanno poco a che vedere con l’ideologia degli anarcocapitalisti pistoleri.
La differenza tra armi e automobili è che le automobili possono far male al prossimo (per questo esistono i limiti di velocità) ma non servono a far male al prossimo. Possibile che nel 2000 degli attrezzi idioti come le armi vengano ancora considerati come attuali?
va bene, hai detto la tua, hai espresso il tuo punto di vista assistenzialista, grazie.
“A me sembra più probabile che il numero di morti e feriti (non solo tra i criminali ma tra i comuni cittadini) sia minore se le armi in giro sono poche”
pensi male perché non è vero. se uno entra di notte in casa mia, non ci vedrei niente di male nello sparargli in una gamba. questo aumenta il numero dei feriti? ecchissenefrega!
“Possibile che nel 2000 degli attrezzi idioti come le armi vengano ancora considerati come attuali?”
eh, i figli dei fiori non hanno messo abbastanza fiori nei cannoni
MW: A Londra i coltelli ammazzano un paio di dozzine di ragazzi all’anno. Non li sottovaluterei.
@Yoshi io non dico che sia giusto, ma non mi sembra troppo sbagliato il ragionamento: “tu non puoi avere un’arma potenzialmente molto pericolosa perchè se ne facessi un cattivo uso metteresti in grave pericolo la collettività” (tipo il tizio che a milano s’è messo a sparare dalla finestra). facciamo che in un caso su dicimila chi ha un’arma da fuoco può uscire di matto e sparare; moltiplicando il numero di porto d’armi moltiplicherebbero i casi in cui uno usa armi a sproposito. capisco il discorso di libertà di fondo ma il mio è un pensiero più di ordine pratico.
se posso continuare a straparlare: io avrei il terrore se ogni piccolo staterello “fondamentalista/dittatoriale/governato in modo dispotico da qualcuno che potrebbe dare di matto” si dotasse di bomba atomica. perchè il giorno che gli gira storto e ha sottomano qualcosa di pericoloso non fa del male solo a se stesso, ma anche agli altri. io non voglio vivere nell’angoscia che ogni persona disponga di un’arma in grado di uccidere senza troppa fatica.
@restodelmondo i coltelli a londra sono legali? se non lo sono a maggior ragione è inutile perchè cmq hanno anche altre funzioni (da cucina, da sub, da campeggio, da caccia) è impossibile pensare di limitarne la vendita e cercando di vietare il libero porto si fa in modo che solo i cittadini onesti non ne siano dotati per scrupolo morale. cittadini onesti che non lo userebbero per accoltellare gente.
forse dovrei rileggere e scrivere con un po’ di criterio, sono un po’ di fretta scusate spero che si capisca.
MW: E’ illegale venderli a minorenni (o ragazzini sotto i 16 anni, non ricordo) – e gli accoltellamenti sono quasi tutti in età liceale. Ma non ci vuole nulla a prendere il coltello da cucina di mamma, ovviamente.
Concordo con il ragionamento “n pazzi in giro, 1/100 della popolazione ha accesso a armi*, n/100 pazzi armati; n pazzi in giro, 1/10 della popolazione ha accesso a armi, n/10>>n/100 pazzi armati”
[*non è necessario avere un'arma, basta che l'abbia qualcuno alla cui casa hai accesso. Quindi: i controlli per la salute mentale servono, non sono tutto.]
ma quindi se dei ragazzini, nonostante il divieto, vanno in giro con il coltello, perchè io, che da bravo cittadino temo il divieto, devo andare in giro disarmato? perchè se incontro un malintenzionato lui ha il coltello e io no?
il divieto è ridicolo perchè i coltelli sono talmente di facile accesso che solo chi è onesto e rispettoso non se lo porta appresso. e chi è onesto e rispettoso sarebbe così tanto pericoloso per la collettività se girasse con un coltello in tasca?
No infatti il problema non è mai LA pistola.
Il problema è Il pistola che la impugna.
Che poi se uno vuole ti apre il cranio anche con una chiave inglese.
Le possibilità di un uso improrpio di uno strumento non dovrebbero essere mai un divieto alla libera circolazione dello stesso.
Altrimenti il numero di stupratori pro capite sarebbe sufficiente a portare alla castrazione il genere maschile.
Saluti.
MW: L’obiezione a questo punto sarebbe “il malintenzionato disarmato può prendere l’arma alla persona perbene e fare più danni”.
Che cadrebbe se per girare con un’arma si dovesse essere istruiti ad usarla.
Onestamente: io non ho una posizione precisa riguardo a questo problema. Sono sicura che il porto d’armi sia necessario – ma quanto esteso, poi, è un’altra faccenda.
il discorso di fondo è:
1) le armi da fuoco sono abbastanza controllabili (vendita, registro di persone che le possiedono) vi immaginate un registro in questura con su scritti tutti i possessori di coltello? ecco….
2) le armi da fuoco sono MOLTO più pericolose, se vado in piazza con una beretta e 4 caricatori posso fare una strage. se mi affaccio al balcone sempre sulla suddetta piazza (magari di domenica mentre tutti escono dalla messa) faccio un’altra strage.
se vado un un coltello magari ammazzo qualcuno, ma magari qualcuno osa anche avvicinarsi, e molto probabilmente dopo i primi 3-4 morti la gente comincia a capire che è il caso di scappare.
in caso di aggressione se sei spaventato tiri fuori il coltello e tiri un po’ di fendenti a casaccio la cosa più tragica che può accadere cos’è? ferisci qualche persona che magari non c’entra nulla, è difficile uccidere involontariamente. pensa alla stessa scena con una pistola carica con 16 colpi.
Sì, ma dopotutto gli “esperimenti” sono stati fatti.
E laddove le armi da fuoco sono di più libera diffusione, le vittime sono un’ordine di grandezza in più che da noi. E quasi tutte “innocenti”.
Mi dispiace, ma qui il mio utilitarismo sovrasta il mio libertarismo.
Non è che “spero nello stato”: è che con più armi in giro è oggettivamente peggio.
Sono dispostissimo a riparlarne il giorno che vedremo passare bande di predoni dappertutto; ma non siamo ancora a Mad Max, checché ne dica Studio Aperto.
(E poi danno del catastrofista a me…)
“laddove le armi da fuoco sono di più libera diffusione, le vittime sono un’ordine di grandezza in più che da noi.”
non è vero.
Va bene, direi che è ora di chiudere i commenti per questo post ché non voglio diventi un forum
Tutti i motivi contro il libero possesso delle armi sono ridicoli. Le armi esistono, come esiste la droga. Questo è un fatto. Se esiste qualcuno che mi può sparare e se ne fotte delle leggi contro il possesso di armi, allora per forza devo potermi difendere. Si potrebbe anche andare oltre, visto che ad esempio, una pistola può salvare da un aggressore (anche disarmato) che sia fisicamente più forte dell’aggredito. Questo per chi parlava della donna che potrebbe avere il grilletto facile. Oltre al fatto che potremmo anche star qui a cavillare su cosa sia un’arma, visto che anche nel nostro paese ci si accoppa a con coltelli da cucina, martelli, bastoni o pietre. La storia del meno armi girano, meglio è, funziona fino a che non capita al sostenitore di questa tesi di esser lo sfigato che si trova davanti ad una delle poche persone armate in circolazione. Senza contare che non ci vuole niente a procurarsi una pistola al mercato nero anche nel nostro paese. I casi tanto citati delle stragi nelle scuole avvengono in luoghi in cui per legge è vietato portare armi. Questo dovrebbe già dirla tutta.
Una perla del Beccaria:
“Falsa idea di utilità è quella che sacrifica mille vantaggi reali per un inconveniente o immaginario o di poca conseguenza, che toglierebbe agli uomini il fuoco perché incendia e l’acqua perché annega, che non ripara ai mali che col distruggere. Le leggi che proibiscono di portare armi sono leggi di tal natura: esse non disarmano che i non inclinati né determinati ai delitti, mentre coloro che hanno il coraggio di poter violare le leggi più sacre dell’umanità e le più importanti del codice, come rispetteranno le minori e le puramente arbitrarie, e delle quali tanto facili ed impuri debbon essere le contravvenzioni, e l’esecuzione esatta delle quali toglie la libertà personale, carissima all’uomo, carissima all’illuminato legislatore, e sottopone gl’innocenti a tutte le vessazioni dovute ai re? Queste peggiorano la condizione degli assaliti, migliorando quella degli assalitori, non scemano gli omicidi, ma li accrescono, perché è maggiore la confidenza nell’assalire i disarmati che gli armati. Queste si chiamano leggi non prevenitrici ma paurose dei delitti, che nascono dalla tumultuosa impressione di alcuni fatti particolari, non dalla ragionata meditazione degl’incovenienti ed avantaggi di un decreto universale.”
Dimenticavo, per un po’ di statistiche reali sul rapporto armi circolanti/morti leggetevi “Io sparo che me la cavo”, è un libretto di poche pagine dal costo irrisorio di 2,50 €
Magari lo copio a puntate sul tumblr.
on July 6th, 2009 at 8:44 pm #
[...] mi sono messo a fare lo scriba. L’ho fatto soprattutto spinto da alcuni commenti giunti su Buraku, nel post che Yoshi ha scritto come presentazione del documentario No guns for Negroes (anche [...]
Le statistiche sugli omicidi negli stati americani in cui le armi sono libere e in quelli in cui sono soggette a controlli parlano chiaro: non c’è nessun incremento degli omicidi negli stati violenti, anzi a volte è il contrario. L’analisi venne fatta inzialmente da Rothbard negli anni ’70. Ad oggi non è cambiato molto.
Inoltre, per la cronaca, fintanto che nel mio quartiere esisteva il ghetto criminale che è stato poi smantellato dopo 25 anni di follia cittadina, chiunque, me compreso, poteva procurarsi illegalmente un’arma in meno di 5 ore. Bastava pagare.
Questo per dire che le armi per i criminali sono libere in questo paese.