Per quelli che, purtroppo ancora, tendono a percepire il PNV come una sorta di wannabe Lega (cosa assurda perché non vuole né il c.d. federalismo né la c.d. Padania né è razzista, statalista e clientelarista), faccio sommessamente notare che se in una riunione del PNV uno prova solo a dire “teroni“, viene guardato come si guarda uno che mangia una merda fumante. La mia indipendenza non implica l’insultare altre persone dato che, semplicemente, anche gli abitanti della gloriosa Magna Grecia sono sotto il tacco di questo stato cadaverico.
Non c’è odio nel PNV per le popolazioni meridionali della penisola italica dato che, semplicemente, non c’è nessun motivo per odiarli; così come non c’è nessun motivo per odiare gli sloveni, gli austriaci o i croati. Scrivo questo perché voglio sia chiaro ancora una volta che le finalità della Lega e quelle del PNV non combaciano in nessun punto; anche perché, se così fosse, non vedo cosa avrei io da spartire con una Lega 2.




26 Responses to “Stile padanista”
Se mi toglieste i leghisti dai maroni, e se fossi io a comandare, ve la REGALEREI l’indipendenza.
Voglio dire, se alla gente del Nord interessa l’indipendenza, perché non votano voi invece che quei pazzoidi che incoraggiano robe assurde tipo la rimozione del divieto di denunce per gli irregolari che vanno a curarsi nei NOSTRI ospedali, o roba tipo le ronde?
on July 7th, 2009 at 6:55 pm #
[...] Luca Vnt Share and Enjoy: [...]
Penso perché i veneti devono ancora conoscere il pnv e capire che l’indipendenza è possibile in modo democratico e legale
E’ evidente che il target della lega sia la gente più stupida che si trova sovente nelle curve degli stadi calcistici.
Zanonato – Cacciari 1-0
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2009/8-luglio-2009/pride-village-raddoppia-spazi-date-padova-parte-kermesse-gay-1601546604890.shtml
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/8-luglio-2009/pornostar-politiche-contro-cacciari-vieta-erotica-cattocomunista-1601546507393.shtml
C’è gente che considera Cacciari un filofoso
Nel frattempo però Salvini se ne va in Europa.
A rappresentare l’Italia.
Il target della Lega, ora come ora, è rappresentato da una grossa fetta del popolo votante.
Un popolo che, a prescindere dalla conoscenza o meno del PNV, ha dimenticato (o forse già da prima non gliene fregava nulla?) il punto base della questione, ovvero l’indipendenza.
Ora, io penso che ostentare sentimenti razzisti sia più grave perfino del fatto di violare la legge di uno stato (Salvini si è giustificato dicendo che erano banali cori da stadio, e che tutti i cori da stadio contengono elementi razzisti… peccato che il governo abbia già approvato una legge che vieta quei cori, e che Salvini l’abbia violata), perché va a intaccare il concetto stesso di diritti dell’uomo.
Cioè di un concetto che sta PRIMA ancora della fondazione di qualsiasi stato.
Uno stato nasce quando individui di varia provenienza, ma disposti a riconoscere l’uno verso l’altro la pari dignità, sottoscrivono un patto comune.
Che presupposti possiamo avere per un patto del genere, se la più grossa fetta di votanti che “potrebbe” aderire a un partito indipendentista vota Lega soltanto perché è banalmente convinta che la fonte dei propri problemi sia lo straniero?
Come potrà accettare questa gente di costituire un nuovo stato comune, magari trovandosi a dover discutere col vicino di casa rompiballe, che pur non essendo né terrone né extracomunitario gli sta inspiegabilmente sulle scatole?
Voglio dire… i concetti che andate portando avanti non hanno in sé nulla che mi faccia paura, o che non ritenga parzialmente condivisibile. Sempre parlando di patto, se qualcuno decide che non vuol più aderire a un patto collettivo, è libero di prendere la sua strada, mancando l’elemento base, ovvero il consenso.
Ma siete davvero sicuri che il “materiale umano” al quale cercate di offrire questo cambiamento sia capace di ricostituirsi in un nuovo stato, se non riesce nemmeno a mostrare rispetto per gli abitanti del vecchio?
Se la base del sentimento di emancipazione è un banale sentimento “condominiale” (ovvero: il mio condominio me lo gestisco io, e finalmente posso dormire tranquillo) anziché l’esigenza di riconoscersi in ideali comuni( PRIMA ancora che in battaglie CONTRO qualcosa bisogna identificare le cose positive che uniscono, non si può fondare una nazione in base all’odio) io per voi onestamente la vedo molto dura.
Perché nel momento in cui andrete a spiegare il concetto di indipendenza possibile senza odiare nessuno, forse qualcuno potrebbe considerare il progetto poco invogliante, e meno rassicurante rispetto al banale “Tempi duri per negri e terroni” che costituisce la base dei leghisti che ingrassano a Roma foraggiando l’odio.
Uno slogan anti-qualcosa o qualcuno lo capiscono tutti.
I concetti che servono per creare uno stato cominciano già a essere più difficili. Quando si tira fuori il crediamoci insieme, lottiamo assieme, prendiamoci queste responsabilità, c’è chi ritiene più gratificante tornare ad odiare.
il tuo commento avrebbe bisogno di una risposta lunga un libro
ma cercherò di essere sintetico e chiaro.
io personalmente penso che il materiale umano veneto, ossia gli elettori con i quali dobbiamo interagire noi, sia, per esempio, abbruttito da venti e passa anni di politica del terrore da una parte e politica ultrabuonista dall’altra. il risultato di questo terrorismo mediatico basato sulla paura pura è che tanta gente ti prende per “comunista” o “alieno” se dici loro che l’immigrazione non è necessariamente invasione; mentre tanta altra gente ti guarda come xenofobo se fai notare che non vuoi vivere in italistan (c’è già il vaticano, siamo apposto grazie).
da come la vedo io, la nostra è prima di tutto una battaglia culturale che si trasforma per forza di cose in politica, ossia una battaglia di libertà, una guerra culturale di libertà. non serve l’odio contro il terrone o contro l’extracomunitario anche perché è ininfluente: io voglio l’indipendenza per iniziare a costruire il mio stato ideale (cioè, stato piuma) e per essere più libero di come sono ora, non per liberarmi dai terroni! chissenefrega dei terroni! la nostra battaglia, se sarà vincente, avvantaggerà sicuramente anche loro perché prenderanno coscienza che l’assistenzialismo li ha ridotti così come sono. i napoletani, così come i siciliani, i calabresi etc etc, sono miei fratelli così come gli sloveni, i croati, i francesi (oddio, i francesi forse
) ma non per questo auspico uno Stato Mondiale, anche solo per il fatto che in questo modo non c’è scampo se vuoi scappare. insomma, l’indipendenza deve per forza di cose nascere come ispirazione per se stessi, non per liberarsi di qualcuno
Tanto per la cronaca: il termine “terrone” è stato coniato da lombardi e non da veneti. Comunque credo che anche i napoletani sarebbero poco educati con i veneti se vedessero il 90% delle loro tasse finire al Nord e spese male.
Poi certi commenti sulla pulizia di Napoli e dei napoletani forse non sono del tutto campati in aria, chi è stato a Napoli lo sa. Però ciò non giustifica tale gesto rozzo stile maschio100%.
ecco bravo, dai il destro per le accuse di razzismo dei veneti!
a parte che a volte sento certe esalazioni entrando in uffici di ditte venete…vabbeh lavorare, ma prendetevi un po’ di tempo anche per lavarvi!
Ah, io ho sentito che sono stati i piemontesi a inventare la parola terrone. e ricordiamo che noi veneti per i lombardi e i piemontesi siamo i “terroni del nord”. quindi io sono fiero di essere terrone!
ma i terroni del nord non erano i milanesi?
Questo coro è vecchio come il cucco, di cattivo gusto o meno.
Ma se ne sono accorti solo ora? mi sa che ste leggi anti-coro sono un pò fuffa …
“ma i terroni del nord non erano i milanesi?
uhm…no!
“mi sa che ste leggi anti-coro sono un pò fuffa”
??
Scusami Yoshi, ma non capisco: da cosa volete l’indipendenza? In quale modo volete esercitare questa indipendenza? Sotto quali aspetti questa indipendenza vi renderà più liberi?
Te lo chiedo perché non so nulla del PNV e proprio non capisco di cosa si stia parlando.
“da cosa volete l’indipendenza?”
dall’italia
“In quale modo volete esercitare questa indipendenza?”
non penso di aver capito bene la domanda
“Sotto quali aspetti questa indipendenza vi renderà più liberi?”
sotto molti aspetti che si possono sinteticamente riassumere in: più soldi, un futuro meno problematico, più libertà individuale. io penso che più stati piccoli (anche se la Venetia indipendente non sarà uno stato piccolo ma, guardando la popolazione media degli stati, uno stato normale) ci sono, più libertà per l’individuo c’è. l’epoca degli imperi protezionisti è finita da un pezzo e non c’è motivo per avere i baracconi ottocenteschi. se vuoi, qui ci sono una serie di debunking in progress contro l’unità dello stato italiano e per l’indipendenza della Venetia.
“Te lo chiedo perché non so nulla del PNV e proprio non capisco di cosa si stia parlando.”
son qui apposta
comunque se vai qui e guardi la colonna a destra intitolata “programma” puoi sviscerare tutte le tue curiosità
pardon, mi riferivo a questo quando parlavo di legge-fuffa:
“peccato che il governo abbia già approvato una legge che vieta quei cori, e che Salvini l’abbia violata”
Ci sono varie interpretazioni sul “terrone del nord” a quanto vedo
>Comunque credo che anche i napoletani sarebbero poco >educati con i veneti se vedessero il 90% delle loro >tasse finire al Nord e spese male.
>Poi certi commenti sulla pulizia di Napoli e dei >napoletani forse non sono del tutto campati in aria, >chi è stato a Napoli lo sa. Però ciò non giustifica >tale gesto rozzo stile maschio100%.
Non è una questione di essere o meno educati.
Esistono dei valori e dei diritti universalmente riconosciuti, che stanno a priori di qualsiasi nazione. I discorsi su come vengono spesi i soldi non giustificano in alcun modo il razzismo, che è un crimine contro l’umanità.
Dire che i napoletani sono “sporchi” è un insulto a sfondo razziale, giustificarlo riferendosi alla complessa situazione illegale nella gestione dei rifiuti (con problemi che potrebbero riproporsi, uguali, perfino nella TUA regione) ha la stessa profondità di analisi di chi giustificava la schiavitù delle popolazioni di colore appellandosi alla Bibbia.
Alcuni problemi non riguardano soltanto alcune regioni, ma semmai hanno in esse il loro epicentro, mentre la catena di eventi che porta certi problemi ad esplodere attraversa l’intera Italia.
Per la cronaca, probabilmente a rendere sporca la Campania erano anche i rifiuti prodotti dalla tua regione.
Detto questo, a prescindere dal fatto che l’indipendenza possa rivelarsi una soluzione a determinati problemi (io penso che al di là delle proposte conti anche quel minimo di pratica) bisogna, come dice Yoshi, inizare l’ipotetico percorso di emancipazione proprio partendo da una base condivisa, che è quella dei VALORI.
Valori in cui dovrà riconoscersi non solo il veneto o il lombardo, ma anche il senegalese o il napoletano (visto che teoricamente uno stato indipendente ha bisogno di cittadini e consociati, a prescindere dalla provenienza, quel che conta è l’accettazione di regole comuni).
Se vi preparate all’idea di uno stato indipendente, che gestisce da sé le proprie risorse, dovrete anche abituarvi a collaborare con una pluralità di soggetti, e di piccole comunità che potrebbero rafforzare il vostro progetto.
E quindi il vostro principale nemico, oggi come oggi, è proprio chi si ingrassa a Roma coi voti dei “cittadini preoccupati”, promuovendo ridicole leggi sull’immigrazione (al 90% i provvedimenti di questo governo sono pura propaganda) e stimolando l’odio reciproco in un paese più che mai diviso.
E questa divisione non porta, come sperato da alcuni, all’indipendenza, ma danneggia in primis chi spera in un’ipotetica Venetia libera.
Il cittadino timoroso del diverso si appella ai provvedimenti di un governo fortemente centralizzato, e lascia perdere tutto lo sbattimento e il lavoro preliminare necessario a emanciparsi.
Emancipazione che, sottoscriviamolo ancora una volta, significa assunzione di PROPRIE responsabilità, non soltanto gestione del proprio denaro.
“Emancipazione che, sottoscriviamolo ancora una volta, significa assunzione di PROPRIE responsabilità, non soltanto gestione del proprio denaro.”
concordo al 100%
“Per la cronaca, probabilmente a rendere sporca la Campania erano anche i rifiuti prodotti dalla tua regione.”
sì però non vorrei che passasse (come ho avuto modo di sentire durante l’emergenza) l’idea che napoli era sotto la merda perché i veneti cattivi mandavano là le loro scoase perché questo non è assolutamente vero, ossia, ci sono stati casi di smaltimento industriale fraudolento dal veneto alla campania (portato là dai camorristi napoletani, mica veneti) ma i sacchetti per strada non arrivavano dal Veneto eh
“Esistono dei valori e dei diritti universalmente riconosciuti che stanno a priori di qualsiasi nazione”
Un po’ grave come affermazione non ti pare? Quando si parla di valori e diritti “assoluti” è meglio starci attenti.
“I discorsi su come vengono spesi i soldi non giustificano in alcun modo il razzismo, che è un crimine contro l’umanità.”
Ho solo affermato che c’è in atto una rapina a mano armata contro il popolo veneto (o lombado, o piemontese, …) che può provocare reazioni scomposte, anche pesanti, contro i destinatari parassitari di tali “contributi dovuti”
“Dire che i napoletani sono “sporchi” è un insulto a sfondo razziale”"
No, è una constatazione sullo stato dei luoghi pubblici (e privati) napoletani (anche pre-crisi dei rifiuti). Anche Padova mi capita di trovarla sporca, non per questo ritengo razzista chi lo afferma.
Per la precisione sono i veneziani i terroni del Nord. E in effetti, il carattere levantino dei miei ex concittadini è piuttosto evidente, inoltre, in una città paralizzata dalla burocrazia come Venezia, il parassitismo è una conseguenza naturale. Chioggia, poi, contribuisce a fornire il contorno a base di malavita più o meno organizzata, ed il quadretto è completo.
That said, Viva San marco!
Vorrei precisare che quanto scritto sopra, al di là del tono ironico (anche se sostanzialmente veritiero) non era una vigliaccata tanto per dire “eh, ma alla fine siamo tutti italiani”, no. Era per dire che l’indipendnza e l’autodeterminazione su base volontaria sono giuste a prescindere, come segue dall’ovvia constatazione che il potere più è decentralizzato e meno è oppressivo.
Ma non illudiamoci che basti questo a cancellare i problemi endogeni che per ragioni molto complesse ogni comunità porta con sé.
Oh, cmq, quando raggiungerete l’indipendenza io voterò coi piedi (se non va in porto la fuga a Singapore) e mi trasferisco da voi. Son cresciuto in mezzo ad un sacco di veneti, più che altro della zona di Rovigo. Ho anche giocato per diversi anni in una squadra di calcio fondata e amministrata da veneti, manco a dirlo il nome era “Serenissima”, colore sociale verde e leone di San Marco come simbolo. Ero anche il capitano, forse il primo con nemmeno un goccio di sangue veneto in corpo
. Ero lo straniero della squadra (^_^).
Ran ha ragione, ma visto che è meglio un dito nell’occhio che un dito nel culo (va beh, ci sarà anche chi preferisce il contrario…), direi che aspirare a microstati in competizione non sia una cosa malvagia.
“Per la cronaca, probabilmente a rendere sporca la Campania erano anche i rifiuti prodotti dalla tua regione.”
Questa frase è il frutto di un ragionamento collettivista, che per forza di cose accantona il fattore responsabilità, che sono per definizione INDIVIDUALI. Se c’è un traffico di rifiuti tossici da x a y, la colpa non è degli abitanti di x o di y, ma di chi dovrebbe controllare, sia in x che in y. I controllori non hanno fatto il loro dovere, e nel caso in cui si riesca a scoprire chi si è liberato dei rifiuti sarà lui a dover risarcire il danno.
“sì però non vorrei che passasse (come ho avuto modo di sentire durante l’emergenza) l’idea che napoli era sotto la merda perché i veneti cattivi mandavano là le loro scoase perché questo non è assolutamente vero, ossia, ci sono stati casi di smaltimento industriale fraudolento dal veneto alla campania (portato là dai camorristi napoletani, mica veneti)
ma i sacchetti per strada non arrivavano dal Veneto eh”
Parliamo un po’ di responsabilità cosiddette individuali.
Se dieci responsabilità concorrono a far deflagrare un unico problema, allora “individuale” significa che bisogna attribuire a ciascuna parte il suo ruolo.
E quindi lo strapotere dell’impresa parallela e illegale chiamata Camorra (che, come qualsiasi impresa, opera in tutto il mondo, mica solo a Napoli, e offre i suoi servizi, legali o meno che siano, a chiunque ne sia interessato), la cresta fatta sui soldi destinati alla spesa pubblica della Comunità Europea, e tutte le negligenze e gli interessi contrapposti che hanno fatto sì che la cultura della raccolta differenziata non prendesse piede in Campania (mica si può sempre ridurre tutto allo schema buoni-cattivi, oppure napoletani pigri che lasciano fuori i sacchetti versus gente ordinata) hanno contribuito, sicuramente assieme alle varie responsabilità di tutti i quei cittadini che trattavano il territorio di tutti come il loro personale cesso, hanno contribuito al danno collettivo.
Tutti, ognuno nella propria maniera.
Che esista una situazione localizzata in cui c’è scarsità di controlli e strapotere della criminalità organizzata che facilita un problema, è un’altra cosa su cui non ci piove.
Solo che si fa fatica a vedere questa situazione localizzata come un problema italiano, e non solo campano.
Attenzione: il fatto che esistano problemi frutto di una mentalita definita più sopra come “ragionamento collettivista” non implica che la responsabilità collettiva sia comunque un fatto concreto, ipotizzato dalla legge e punito dall’ordinamento.
Poi il discorso sull’indipendenza potrebbe anche essere una possibile soluzione, ma non è che siccome crediamo di avere la soluzione, la natura del problema magicamente scompare.
In una tipologia di stato in cui l’amministrazione dipende da una struttura collettiva, ci sono dei problemi collettivi (tra cui la criminalità organizzata e i comportamenti illegali in genere) che dovrebbe risolvere l’intera collettività.
Sennò diventa molto comodo dichiararsi indipendenti rispetto a tutto ciò che non andava nel sistema precedente, ossia quello collettivo.
Quindi qualsiasi ragionamento che ha per base l’assunto “Eh, vabbé, Napoli è colma di rifiuti perché i Napoletani sono tutti sporchi” mi sembrerà sempre semplicistico e sopratttutto di comodo. L’ennesimo modo per non vedere un problema di tutti separandolo e dandogli un diverso accento.
““Esistono dei valori e dei diritti universalmente riconosciuti che stanno a priori di qualsiasi nazione”
Un po’ grave come affermazione non ti pare? Quando si parla di valori e diritti “assoluti” è meglio starci attenti.”
Non sto parlando di valori assoluti, se per te assoluto è sinonimo di astratto, ma di diritti universalmente riconosciuti, ovvero riconosciuti da tutti.
Faccio un esempio: tu e Yoshi dichiarate la vostra osteria indipendente.
Cosa ti da il diritto di associarti con Yoshi, o di considerarti uguale a lui?
Entrambi siete esseri umani, membri della stessa specie.
La vostra uguaglianza (che significa: partire in condizioni di parità) non è un valore astratto, ma la pura realtà che avete davanti agli occhi, e che vi spinge a sostenervi l’uno con l’altro in quanto fratelli, simili, esseri che hanno voglia di comunicare e condividere.
Siccome esistono cose che Yoshi da solo non potrebbe fare, e questo vale anche per te, vi unirete in un’alleanza, o farete quel che cavolo vi pare.
Quello che viene considerato un prelievo forzato, una rapina a mano armata, fa parte del patto sottoscritto dal sistema in cui vivi.
Hai tutto il diritto di protestare contro questo prelievo, di non sentirti membro del patto, di chiamarti fuori.
Raccogli le tue cose, trova chi la pensa come te, e forma la tua idea di società.
Mentre invece quel razzista leghista che ha dato lo spunto per questo topic, e che è venuto fuori con i voti di chi era contro lo statalismo, e adesso non solo si ingrassa con lo statalismo (e quindi con le regole che tu consideri rapina a mano armata, mentre lui si ingrassa con i proventi di questa cosiddetta rapina), ma sfotte perfino, illudendo la gente di rappresentare le istanze di coloro che credono in un’ipotetica, futura, liberazione dal prelievo.
E quindi le reazioni scomposte sono prive di senso.
O una persona si pone dentro un sistema, accetti le regole, o se ne va.
Che senso ha rimanerci dentro, e borbottare contro un sistema accettato da tutti, chiamandolo rapina, e poi giustificare questo immotivato risentimento prendendotela coi napoletani?
Che bisogno c’è di reagire, o di prendertela con chi sarebbe, credimi, felicissimo di lasciarti fondare tutte le nazioni che ti pare e piace?
““Dire che i napoletani sono “sporchi” è un insulto a sfondo razziale””
No, è una constatazione sullo stato dei luoghi pubblici (e privati) napoletani (anche pre-crisi dei rifiuti). Anche Padova mi capita di trovarla sporca, non per questo ritengo razzista chi lo afferma.”
Ripeto, per quel che mi riguarda dire che i napoletani sono sporchi è un insulto a sfondo razziale.
Così come lo è dire che i padovani sono sporchi. Se Padova ha i suoi problemi questi dipenderanno da vari fattori.
Ogni individuo, visto che risponde principalmente delle responsabilità proprie, o come direbbe qualcuno qui individuali, ha il diritto di essere rispettato, così come rispetta te, e di non essere chiamato sporco in base alla sua provenienza. Sia esso napoletano, triestino, o di Lampedusa.
In Sicilia esistono svariati problemi legati alla mafia. Alcuni frutto di responsabilità assolutamente locali, altre di più ampio raggio.
Ciò contribuisce a rendere la Sicilia, certe sue amministrazioni, certi suoi modi di gestire la cosa pubblica, una regione governata dalla malavita organizzata.
Ma questo non significa che tutti i siciliani siano mafiosi, o che approvino tacitamente questo stato di cose.
Così come i napoletani che praticano la raccolta differenziata, che si battono da anni per la regione che amano, come tu ti batteresti per la tua, e che non hanno sicuramente voglia, tra gli altri problemi, di aggiungere anche gli insulti.
“Vorrei precisare che quanto scritto sopra, al di là del tono ironico (anche se sostanzialmente veritiero) non era una vigliaccata tanto per dire “eh, ma alla fine siamo tutti italiani”, no. Era per dire che l’indipendnza e l’autodeterminazione su base volontaria sono giuste a prescindere, come segue dall’ovvia constatazione che il potere più è decentralizzato e meno è oppressivo.
Ma non illudiamoci che basti questo a cancellare i problemi endogeni che per ragioni molto complesse ogni comunità porta con sé.”
Questa è una considerazione interessante.
Non sono a prescindere scettico sul fatto che il potere decentralizzato non aiuterebbe a risolvere alcuni problemi, ma di sicuro non lo vedo come la soluzione miracolosa o la parola magica da usare come risposta a tutto.
…Ma tu, scusa se te lo ricordo, non eri quello che in un commento su un post di Eugenio Mastroviti, usasti questa espressione nei confronti dei Rodigini (abitanti di Rovigo):
“Tamarri terroni del Veneto”.
Siamo tutti un po’ ipocriti, ma tu, amicizia a parte, lo sei parecchio.
Scusa, ma te lo dovevo dire.
Marta
era una battuta inerente al rovigoto razzista di londra del post. se sei così idiota da non capire…
comunque, so benissimo che non sei RdM. questa è la prima e unica volta che ti permetto di appropriarti della sua identità e lo faccio solo per far vedere che persona misera sei.
‘sti troll…
Rovigo non mi è mai piaciuta granché come città, ma Padova è carina (perlomeno, se non ci si sofferma sull’arredamento vagamente fascistoide del centro).
In ogni caso, mi hanno sempre lasciato dei bei ricordi. Ci abitano dei conoscenti, se non proprio amici, sempre molto simpatici e disponibili.
Verona sarà sempre indissolubilmente legata a due ricordi tragici: quella ragazza universitaria che frequentavo (e che poi scoprii avere dozzine di vite parallele e amanti nascosti che spuntavano da ogni dove), e quella dell’impiegato delle FS che una volta mi causò non pochi problemi.
Dovevo scendere giù in Sicilia per la morte di mio nonno, ero sotto shock, perché l’avevo appreso da pochissimo. Nella totale confusione mentale, avevo sbagliato a prenotare il treno (non ricordo di preciso l’errore, ma era una cosa che si poteva modificare facilmente), e cercavo di spiegargli la mia situazione.
Ma non ha voluto sentire ragioni, facendomi una sorta di pseudo-ramanzina sulle Ferrovie che sprecavano tempo a stare dietro alla mia sbadataggine e sul fatto che era meglio che mi fossi rapidamente levato dai coglioni, tornandomene in Africa.
Ora, riguardo a quel signore, la cui maleducazione e astio ho inevitabilmente associato a uno dei momenti peggiori della mia vita, non provo moltissimo.
In quel momento ero arrivato a considerare quasi normale, scontato, banale, il fatto che proprio a ME, siciliano, capitasse una cosa simile, a uno sportello delle FS, con un veronese.
Una cosa normale, che poteva benissimo succedermi, perché ero in un “ambiente ostile”, ed era ovvio che prima o poi mi avrebbero trattato male.
E’ questo che fa paura.
Considerare certe cose normali e scontate.
Perché il rispetto tra persone dovrebbe essere altrettanto normale e scontato.
Ora, ciononostante conservo dei miei viaggi in Veneto un ricordo molto bello.
Non mi sognerei mai di dire che i Veronesi sono puttanieri, fedifraghi, e razzisti-stronzi, in base unicamente alla mia singola esperienza, pur essendo quest’ultima dotata dello stesso impatto che può avere fotografare un sacchetto di rifiuti davanti a una casa, e considerarlo unico motore di una serie di problemi molto più complessi.
Immagino che se un turista capitasse a Napoli, con una percezione abbastanza negativa della gestione dei rifiuti (così come io avrei potuto avere una percezione negativa preventiva dell’ipotetico razzismo dei veneti), e gli succedesse un qualunque episodio negativo, tornerebbe dicendo peste e corna di questa città e dei suoi abitanti.
Io sono stato anche a Napoli, la ricordo come una delle città più INCASINATE in cui abbia mai messo piede, ma se dovessi scegliere quale ricordo conservare, tra i mille problemi logistici che mi toccò affrontare, e quelle meravigliose passeggiate serali che facevo nei dintorni della biblioteca universitaria, o in centro, non ho dubbi, scelgo la seconda cosa.