Elogio dell’evasore fiscale

leonardo facco - elogio dell'evasore fiscaleBisogna ringraziare Leonardo Facco perché con Elogio dell’evasore fiscale è riuscito a fare una summa del perché, checché ne dica Tommaso Padoa Schioppa, le tasse siano bruttissime e, come ogni cosa imposta, siano un’aggressione.

È un libro che consiglio in primis a quelli che pensano che gli evasori siano dei mostri, che le tasse siano necessarie, che “pagare tutti per pagare meno“. In realtà le tasse sono necessarie soprattutto per mantenere in piedi la statocrazia e il sistema di potere dei politici e se tutti pagasssero, lo Stato avrebbe solo più soldi da sprecare e basta; e di sicuro non si metterebbe a dieta volontariamente. Io non penso che allo stato attuale delle cose, si possa fare a meno dello Stato (gioco di parole, ah ah), c’è una stratificazione secolare che secondo me non si può eliminare in quattro e quattr’otto; ma questi sono pensieri che meriterebbero molti post a parte. Il fatto che io sia minarchico, non implica l’accettazione che uno Stato cadaverico mi rubi, tra le varie tasse, molto più della metà del frutto del mio lavoro. Semplicemente, è una rapina alla quale ogni persona con un minimo di giudizio e di buon senso dovrebbe ribellarsi. Non c’è niente di democratico o di giusto o di necessario in un sistema che ti toglie, oltre ai soldi, anche la voglia di creare qualcosa.

Quello di Facco è un bel libro anche perché, con tutti i suoi rimandi, può essere un punto di partenza per iniziare ad approfondire il pensiero libertario. Insomma, un bel libro che non è né pesante né noioso. Qualcosa di diverso da leggere sotto l’ombrellone!

Dalla seconda di copertina:

“Le tasse sono un furto e non pagarle è legittima difesa”. Non si tratta di uno slogan da qualunquisti o dell’affermazione di qualche evasore. Le imposte, come spiega l’etimologia stessa della parola, sono un atto di coercizione bella e buona, un esproprio ai danni di chi onestamente lavora e produce, una rapina legalizzata. Lo Stato adopera come scusa i beni e i servizi che fornisce, anche se nella realtà essi sono pessimi e costosissimi. Servendosi delle parole dei grandi pensatori e di fatti concreti, Leonardo Pacco confuta le tesi dei gabellatori, cominciando la sua opera di smascheramento proprio dal re dei tassatori, quel Tommaso Padoa Schioppa che, nel 2007, durante un programma televisivo ebbe l’ardire di sostenere che “le tasse sono bellissime”. “Elogio dell’evasore fiscale” non è una mera provocazione culturale né un’operazione populistica, bensì l’espressione di una coscienza di classe che va maturando in Italia. Che non si limita alla semplice reazione “antipolitica” alla corruzione e alle inefficienze della classe governante, ma va in profondità, arrivando a interrogarsi sull’intera organizzazione dello Stato e degli enti pubblici con dati, numeri, rapporti istituzionali, dalle clamorose truffe nascoste nelle accise al prelievo occulto da parte dello Stato nelle nostre tasche, passando per tutta una serie di trucchi, tra i quali la clamorosa “tassa sulla tassa”.

Update: martedì 14 luglio Leonardo Facco parteciperà a Nove in punto, la versione di Oscar, ossia il programma radiofonico in onda dalle 9.00 alle 10.00 su Radio 24 condotto da Oscar Giannino, per parlare di tasse.