Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: “Questa è la carezza di Yoshi”

Facendo tra i 50 e i 60 mila chilometri all’anno in automobile, ne ho viste parecchie di robe. Ho visto kamikaze al volante, ho visto gente senza rispetto, ho visto gradassi inenarrabili, ho visto imbranati allucinanti, ho visto devastanti vecchi con il cappello, ho visto giovani suicidi, ho visto tutto il peggio dell’umanità. Gente che per guadagnare trenta secondi compie delle manovre da codice penale, gente assolutamente incosciente che non ha il minimo senso del pericolo e che probabilmente si ritiene immortale, oppure avvolta dallo scudo spaziale di Star Trek.

Ovviamente, anch’io ogni tanto faccio le mie cazzate, anch’io ogni tanto sono nervoso e incazzoso. Tuttavia negli anni ho imparato alcune cose e le tengo sempre in mente: in realtà, incazzarsi al volante non serve a niente e fare le corse ti fa risparmiare pochissimo tempo effettivo. Ho imparato anche un’altra cosa, alla quale credo fortemente: la gentilezza e l’educazione mentre si guida sono contagiose. Ossia, per esempio, se io la mattina salgo sulla macchina parcheggiata e la machina che arriva mi agevola l’entrata in carreggiata, io sarò più ben disposto verso il genere umano e mi fermerò per far passare la gente sulle strisce pedonali. Il tutto sarà concatenato in un meraviglioso circolo virtuoso e più persone gentili ci sono, più ce ne saranno. Io sono convinto di questa cosa e cerco di praticarla ogni giorno. C’è un così alto livello di maleducazione e inciviltà per la strada che il lavoro da fare è ancora lunghissimo, ma se più persone si impegnassero per non fare quotidianamente gli Attila della strada, il nostro circolo dell’ammmore potrebbe ottenere risultati tangibili.

Dare il buon esempio per disporre gli altri a essere virtuosi e per farli sentire delle merde se si comportano da buzzurri. Provateci, vi farà sentire degli esseri superiori.