
FdC, dopo aver visto il suo ultimo stipendio particolarmente mangiato dalle tasse e la contemporanea cascata di schei a Siculi & Artisti, è tornata a casa stasera tuonando contro lo Stato Ladro e pretendendo di avere indietro i suoi soldi in bustapaga rubati alla fonte; ché casomai ci penserà lei di suo pugno a pagare le tasse senza quel meccanismo odioso che è il sostituto d’imposta. Insomma, una supporter di Fidenato senza saperlo.
Ora lo sa. Tu invece, non lo sai ancora?




12 Responses to “Piccole libertarian crescono”
l’ho pensato dopo aver visto la prima busta paga (e ormai non ne vedo da un po’). Sta di fatto che se in italia non trattenessero le tasse dallo stipendio dei dipendenti, nessuno pagherebbe le tasse. L’italia ormai è andata. Inutile stare qui a discutere. Non esisterà mai libertà, libertarietà, né uno stato light che si basa su un esproprio decente sul proprio lavoro.
Ora sta a decidere solo se fare come i berluscones e non pagare nulla di tasse se si è professionisti, o fare gli operai in nero, o pagare e tacere quello che c’è da pagare.
O fare come l’italiano medio che evade quello che può.
Purtroppo in questo ambiente ci sarà sempre qualcuno che paga tutto e qualcuno che non paga niente (quelli col porsche) per intendersi.
E la cosa più ingiusta è questa. O le si paga tutti o non le si paga nessuno. È ingiusto devolvere a terroni, parassiti, statali, parastali, artisti, teatri, cineasti, giornali il proprio lavoro. È estremamente ingiusto che il mio lavoro che funziona debba andare a rinfondere gente che lavora male.
Ma è ancora più ingiusto che io pago e il mio vicino dentista no.
“Sta di fatto che se in italia non trattenessero le tasse dallo stipendio dei dipendenti, nessuno pagherebbe le tasse.”
quindi ti sta bene la schiavitù? allora non facciamo andare nessuno in macchina così non ci sono più incidenti automobilistici.
se i dipendenti ricevessero in bustapaga il lordo si accorgerebbero finalmente tutti di quanto lo stato ci ruba per fare lo splendido con i nostri soldi e magari la finirebbero di chiedere ogni tre per due aiuto a mamma stato, incuranti che stanno chiedendo aiuto al loro schiavista
“fare come i berluscones”
il nome tecnico è “agoristi” un movimento libertario di sinistra fondato da edward konkin 3 autore di “a new libertarian manifesto” che invita, visto che lo stato è irriformabile, a ribellarsi e a far finta che non esiste, il che vuol dire evadere, o fare altre cose illegali ma non immorali, in modo che l’espansione dei black markets faccia collassare il tutto, se tutta la popolazione di botto si mettesse ad evadere le tasse i politici sarebbero disoccupati, non avrebbero i soldi per fare la guerra alla droga, i voli di stato eccetera eccetera.
sia chiaro. anche a me tira parecchio il culo quando vedo le trattenute dalla mia busta paga. cioè dal mio sudore. penso che in italia a chiunque scocci vedersi togliere dei soldi dallo stato. vedendo come li spendono. o meglio. buttano via.
però mi tira un po’ meno il culo quando vado a trovare mia nonna all’ospedale. e vedo camere di vecchi assistiti. curati. o almeno sopportati dalle infermiere. perchè ormai a quasi 100 anni non è che ci sia molto da fare a parte aspettare. i miei soldi spesi in quel modo sono soldi che sono felice di sganciare. e sono soldi che sgancio anche per i nonni dei ristoratori che poverini guadagnano meno di me. ma che poi vanno all’ospedale esattamente come me. fare i belli coi soldi degli altri sono buoni tutti. ci fosse la possibilità per tutti di evadere le tasse. nessuno le pagherebbe e nessuno avrebbe servizi. almeno si partirebbe da una situazione di parità. comunque questo è un altro discorso.
nel nord europa pagano tante tasse. ma hanno anche tanti servizi. per gli anziani. i bambini. le donne lavoratrici che hanno figli. e i cittadini tutti. non credo che a loro tiri così il culo pagare le tasse come a noi. secondo me. il problema non è lo stato in quanto sistema o le tasse. il problema è come lo stato gestisce questi soldi. e in italia questo viene fatto malissimo.
Dato che sono al ristorante messicano e sto boccheggiando per il troppo mangiare
ti dico solo che la beneficienza è una cosa favolosa, quando è volontaria. Altrimenti si chiama estorsione ed è una cosa brutta. Burp
comunque, non divaghiamo ché il post verteva soprattutto sull’odioso sostituto d’imposta e la schiavitù dei dipendenti
mmm…sarà stato il chili con carne con sto caldo
ma non capisco perchè la chiami beneficienza. io la chiamo società civile. dove è ovvio e prevedibile che non tutti abbiano i mezzi per pagarsi la scuola. le cure. e certi servizi parecchio costosi.
ma pensare a una società in cui tutti lavorino e si possano quindi permettere assicurazioni per pagarsi i servizi è un po’ utopistico. so che in italia è uno schifo perchè i soldi pubblici cioè di tutti noi vengono per la maggior parte sciupati e non spesi per chi ne ha veramente bisogno. ma non credo comunque che l’idea di fondo sia sbagliata. è vero che sarebbe bello poter scegliere se pagare lo stato o privati per avere servizi. ma una quota per chi non ha le possibilità ci vuole. altrimenti ognuno per sè e dio per tutti. il che vuol dire ognuno per sè e basta.
nella tua società ideale i 90enni che non si sono fatti un’assicurazione dove andrebbero sistemati? nel fiume? la butto sul ridere ma davvero vorrei un tuo post in cui parli di questo. cioè di come gestiresti i poveri. i delinquenti. cioè i punti critici di una società e del vivere comune. ci fossero solo i lavoratori onesti che si pagano i propri servizi. sarei d’accordo con te. ma in società ci sono anche individui che non producono un piffero e anzi costano. tipo i carcerati.
molto probabilmente sono io ignorante e non capisco. magari rientro anche tra i fessi e mi cancelli il commento
ok billi, allora farò un post riassuntivo; non sarà facile; ma per te, questo ed altro
comunque, come spiegavo ieri a fdc che si era incazzata con me per la mia “cattiveria”, quello che ho prospettato io è il caso limite difficilmente realizzabile nel breve/medio periodo. ci sono molti gradienti intermedi che mi andrebbero più che bene, tenetelo sempre a mente eh
grazie!
allora aspetto il post! occhio a non essere troppo cattivo se no fai incazzare fdc!
“ma non capisco perchè la chiami beneficienza. io la chiamo società civile.”
chiamala come ti pare ma ricordati che società civile è diverso da stato. (non vedo comunque la negatività del termine beneficenza).
“la butto sul ridere ma davvero vorrei un tuo post in cui parli di questo. cioè di come gestiresti i poveri.”
hai presente la caritas?
“i delinquenti”
li prendi li porti davanti ad un tribunale, se li trova colpevoli li condanna e pagano per i loro crimini in modi più razionali del carcere.
“ma in società ci sono anche individui che non producono un piffero e anzi costano. tipo i carcerati.”
costano per come funziona il sistema penale.
“ma una quota per chi non ha le possibilità ci vuole.”
depredare le persone per assicurare tale quota è malvagio, tale quota andrebbe assicurata da enti volontari, non dallo stato.
poi logicamente so più contento se lo stato comincia a scaricare alitalia, trenitalia e i sussidi alla fiat invece che la mutua o i sistemi di pronto soccorso.
comunque se il sistema di yoshi si realizzasse l’italia tornerebbe indietro di almeno trent’anni.
A proposito dei fantomatici miliardi alla Sicilia, la regione chiede denaro da svariati anni. Tra riduzioni dell’ICI nei comuni, e l’appropriazione dei fondi Fas non ancora restituiti dal governo, c’era una mancanza di liquidità considerevole, per gestire le cose più elementari.Il primo stanziamento di denaro è stato approvato, dopo un bel po’ di attese, se non sbaglio in primavera, ma ancora non è ancora arrivata una lira. Quindi molto probabilmente i soldi che promette Berlusconi non esistono, oppure fanno parte di cifre già stanziate, o ancora di risorse che cambiano costantemente destinazione. Magari fra un mese ci ripensa e prometterà la stessa cifra a qualche terremotato abruzzese, ma questo non significa che i soldi verranno dati. Sono soltanto fondi stanziati per progetti, e i progetti cambiano costantemente nome e obiettivi, a seconda di come tira il vento.
Ora, ormai è chiaro che di fronte a una situazione del genere io e il relatore del blog abbiamo due diverse linee di pensiero. Lui pensa che l’abolizione delle tasse significhi anche l’eliminazione di certe incompetenze, io penso soltanto che il problema non sia nelle tasse, ma nella mancanza di esse e nella cattiva gestione in quelle che ci sono.
Benedico un sistema che si prende cura dei suoi anziani, fornendo medicine e medicamenti, senza che debbano gravare sul bilancio dei figli.
Al di là di tutte le chiacchere, sostituirlo con un qualcosa a pagamento, oltre a non portare nessun tipo di vantaggio, crea soltanto disparità.
In uno stato che si rispetti, certe cose devono essere gestite pubblicamente.
E sono ben felice di dare i miei soldi alla ricerca e all’istruzione.
Qualunque sia questo sistema.
Prima o poi qualunque tipo di governo, che lo si chiami stato, o circoletto degli amici, ha bisogno di mettere in comune certe risorse, per provvedere economicamente ai membri della comunità che non sono capaci di badare a sé, perché prima o poi una comunità produce sempre membri non attivi.
Bambini, così come anziani.
Gli enti di beneficienza hanno essi stessi bisogno dell’aiuto dello stato, e chiedono comunque forme di finanziamento indiretto.
Se decidi di lasciare l’assistenza agli anziani a strutture simili, quelle strutture, al di là delle donazioni libere, dovranno sempre campare con un minimo di sussidio dello stato.
Per la cronaca, succede anche alle organizzazioni umanitarie che vanno nei paesi in guerra. Non si sostengono solo con le donazioni, ma anche con finanziamenti dei singoli stati, approvati all’unanimità.
Se devo pagare comunque in senso collettivo una struttura di beneficienza, e il mio contributo dovrà comunque essere sottratto dallo stipendio, dove sta la differenza?
Alla fine si tratta sempre di pagare le tasse, sotto altro nome.
Magari elimini l’assistenza pubblica, la gente si ritrova sul groppone tutti gli anziani e gli indigenti che per ovvie ragioni sentimentali non può permettersi di buttare nel cassonetto.
Per cui comincerà di nuovo a protestare, e a chiedere (anche politicamente, col voto), che lo stato aiuti massicciamente le strutture di carità in crisi con contributi vari.
Quindi la forma di stato, o di comunità, in cui vivrai, farà comunque in modo, in base alle sue regole, di farti pagare una quota fissa per determinate esigenze.
Poi magari potrai non chiamarla tassa, ma sempre questo sarà.
Non parliamo poi dei bambini… già i genitori che conosco fanno salti mortali con pannolini e simili.
Se devono pure andarsi a pagare vaccinazioni, pediatri, asilo, eccetera, stiamo freschi.
Laddove certe strutture funzionano, sono una benedizione.
Io sto a Bologna, e ogni volta che esco da un’ospedale pubblico, o vedo un asilo, benedico le tasse e il fisco.
Anch’io tendo a immaginare certi progressi sociali in termini di anarchia e autogestionismo, ma per quel che mi riguarda il denaro è soltanto capace di creare schiavitù, non certo di darti la libertà.
Perché per darti vantaggi deve essere speso, e se si creano le condizioni per fartelo spendere MALE, stai fresco.
Ad esempio, in un sistema sanitario privato, un conclave di medici si riunisce, accorpa risorse all’avanguardia, e ti costringe ad andare da loro per certe malattie, stabilendo un listino prezzi ben superiore al tuo stipendio annuo… non è una forma di tassazione anche questa, gestita con una maggiore prepotenza, e senza limiti?
Grandiosa FdC. Si diventa libertarian per reazione. La tua ragazza non sfugge alla regola.