Archive: September, 2009

Radioeh?

Ci sono cose che non sta bene dire e che sarebbe meglio rimanessero tra te e te. Per questo esiste il blog: per esternare senza paure quelle cose che sarebbe meglio rimanessero tra e te.

Per esempio una cosa scandalosa che un amante della musica come me non dovrebbe mai dire è che la plurifamosa Creep non se l’è mai inculata. Io i Radiohead ho iniziato ad ascoltarli con Kid A, che considero un capolavoro. Poi è arrivato Amnesiac, un altro capolavoro; d’altronde sono due abum fatti insieme. Poi è arrivato Hail to the Thief con il quale hanno ripreso sonorità più classiche; infatti quell’album mi ha abbastanza annoiato da subito. Poi è arrivato In Rainbow che essendo un album un po’ più sotto della mediocrità (da 5 e mezzo), hanno dovuto inventarsi qualcosa per spingerlo: ecco quindi la rivoluzione dell’offerta libera su internet. E ti credo! Come fai a pagare un prezzo normale per quella ciofechina? Un album solo fumo e niente arrosto. Prova ne è il fatto che già adesso nessuno se lo ricorda più ‘sto famoso In Rainbow.

Dicevo, io Creep non so nemmeno come faccia e se non me l’avessero detto che la nuova canzone di Vasco è una sua cover, non ci sarei mai arrivato. Insomma, per me i Radiohead sono Kid A e Amnesiac; al limite anche Ok Computer dato che ha alcune canzoni belle come Karma Police.

Creep? I don’t care. Vasco? Ma non era andato in Svizzera e non si faceva più vedere? Ah no, quella è Mina. Boh! Continuo ad ascoltarmi i Dirty Projectors valà…

 
 Radiohead - Idioteque [5:09m]: Play Now | Play in Popup

 
 Radiohead - Pyramid Song [4:49m]: Play Now | Play in Popup

A congresso

Domenica 4 ottobre, ossia la prossima domenica, presso l’agriturismo “Le Rondini” In Via Pierobon 123 a Limena (uscita casello PD Ovest) si svolgerà il congresso del PNV.

Come ci spiega il buon Giane, il congresso:

è l’organo sovrano del partito. Le sue riunioni sono aperte al pubblico, salvo indicazioni contrarie straordinarie. Vi possono partecipare con diritto di voto e di parola i soci del PNV in regola con i pagamenti. Per essere ammessi alla qualifica di socio in tempo utile per il Congresso, bisogna aver fatto regolare domanda di iscrizione almeno 7 giorni prima dell’inizio dei lavori ed essere in regola con i pagamenti (si può saldare la quota anche la mattina stessa).

Quindi, adesso che ci penso, se volete diventare soci e votare, dovete iscrivervi oggi: veloci! :) Sono solo quindici (15) miseri euri.

Tuttavia, anche se non siete soci (non volete proprio diventarlo o siete ancora dubbiosi), venite lo stesso ad assistere! Magari potreste scoprire che non siamo cattivi!

Piero

No niente, leggendo questo post di Fabristol ho pensato che non può esistere una persona come quella che ha scritto l’articolo in questione. È ovvio che è un fake. Come può esistere una persona che ce l’abbia con Piero? Come? Probabilmente l’unica cosa notevole nella storia della Rai.

Obamania

Ad essere sincero, pensavo che l’hype sul presidente Obama si sarebbe sgonfiato prima. Avevo sottovalutato la potenza della nuova icona pop mondiale. Guardo sempre con interesse ai fenomeni di culto perché trovo affascinante come caterve e caterve di persone possano azzerare (o minimizzare) il loro senso critico e lanciarsi in un abbraccio collettivo con il Salvatore.

In Giappone durante i periodi di crisi profonda nascono all’improvviso e si sviluppano velocemente le cosiddette nuove religioni. Sono basate su un messia (che può essere un uomo, una donna, un ragazzo, non fa differenza) che predica un semplice messaggio di salvezza. Negli Usa sembra che il cristianesimo non sia bastato e quindi ci si è buttati su questa figura che sembra incarnare tutte la hope e il change degli americani. L’aspetto clamoroso è che l’hope e il change hanno contagiato (altroché influenza A!) tutto il mondo, all’insegna di un rinnovato “siamo tutti americani“. Dal mio punto di vista, ho maturato la convinzione che gli Usa, con Bush prima e con Obama adesso, abbiano perso la loro anima e stiamo diventando l’ennesimo Staterello sciapo europeo nel quale il cittadino impaurito si rivolge speranzoso al Nanny State. È un cambio generale di mentalità che, sempre dal mio punto di vista, non può portare a niente di buono ma solo a un ulteriore aumento dell’onnipresenza statale nelle vite dei cittadini; e quindi a meno libertà di scelta.

Nonostante tutto, ora la luna di miele del presidente Obama con gli americani sembra stia finendo, almeno in parte, anche a causa della discussa riforma del sistema sanitario;  a riguardo, dalle mie parti si dice pexo el tacón del buxo (peggio la toppa del buco). Nonostante tutto, un numero considerevole di americani ha iniziato a dire che, beh, insomma, non per fare i disfattisti, ecco, ma cosa cazzo vuole Obama da noi? Tuttavia, il fenomeno pop viaggia ancora tre metri sopra la realtà, soprattutto nel resto del mondo. Questo aspetto è il più interessante. Sembra che dopo l’odiata era Bush, nella quale ogni europeo per bene non poteva non dire peste e corna del diavolo a stelle e strisce, ora invece, con quello che potremmo definire un diabolico incrocio all’ennesima potenza tra Veltroni (per il volemosebbenismo fighetto) e D’Alema (per l’astuzia infingarda), finalmente possiamo tutti tornare a mangiare da Mc Donald’s. Ho sentito con le mie orecchie discorsi contenenti slanci religiosi verso il nuovo presidente molto imbarazzanti. Mi veniva quasi da chiedere ai miei interlocutori se stessero parlando di Obama o di Gesù.

Di sicuro ci sono aspetti positivi nell’operato del presidente Obama come l’annunciata chiusura della scandalosa prigione di Guantanamo, una vera e grande macchia nera nel vestito degli Usa.  Tuttavia, come dice la scritta nella parte inferiore del manifesto comparso la scorsa estate a Los Angeles, ci troviamo di fronte a un joker socialista. Ossia un presidente che si sente in diritto di decidere per gli altri; sulla salute o sulla libertà di espressione, da buon socialista. Per socialismo io intendo esattamente quello che c’è scritto all’inizio della sua voce sulla Wikipedia in lingua italiana, né più né meno:

ampio complesso di ideologie, orientamenti politici, movimenti e dottrine che tendono a una trasformazione della società in direzione dell’uguaglianza di tutti i cittadini sul piano economico e sociale, oltre che giuridico.

Socialismo è quindi sinonimo di coercizione statale, non è che mi piaccia molto. Poi certo, Obama è indubbiamente uno che ci sa fare, pure troppo.

Nobody owns me
ya’ll haters don’t
I own me
so back the fuck off
Nobody owns me
ya’ll haters don’t
I own me
so back the fuck off
I make my own rules
take my own tools
you ain’t in my shoes
no you ain’t get to choose
I ain’t pay you dues.
I pay ‘em for my self
don’t expect shit from me
and I ain’t need your help

So who’s to say Barack Hussein
knows what’s best for me?
I knock the man and not the name
cause in my family tree
could be Husseins so I take aim
at tyranny times three
branches that act just
like geriatric babysitters
poonannies.
but really you’ll get beat-up
if you don’t follow their edicts
there’s a law against living
year its worse than shariah.
but where can I go if this
whole world is socialist
though we know that it failed for the soviets.
Its 1984 people please notice this.
Fuck a tax feeder time to overthrow them tics
its in the declaration Jefferson wrote the shit
So choose to be a free man
governments we’re over it
governments we’re over it!



Gita aziendale

Sono arrivato alla conclusione che le persone che lavorano possono essere divise in due grandi gruppi: quelli che pensano che i viaggi di lavoro siano gite e quelli che pensano che i viaggi di lavoro siano…viaggi di lavoro. Io, ovviamente, appartengo alla seconda categoria composta da noiosoni che sanno distinguere la vacanza dal lavoro.

La settimana prossima andrò a 90 km a nord-est di Reims per lavoro. Dato che atterreremo al Charleroi di Bruxelles e dato che l’aereo di ritorno è a mezzogiorno del giorno dopo, mi sembrava uno spreco e una fatica inutile alloggiare a Reims e non nel buco di culo di cittadina dove dobbiamo andare. Tuttavia, l’americano inbriagón che andiamo a trovare ci ha chiesto se preferivamo dormire attaccati alle caves nelle quali riposa lo champagne o vicino all’impianto nella cittadina buco di culo. Ora, a me sembrava palese che non avendo molto tempo a disposizione per sbrigare le faccende di lavoro e non essendo in vacanza, se scappava la gita alcolica a Reims, ok, ma altrimenti chissenefrega.

È scoppiato un mezzo psicodramma.

Mi sono dovuto scontrare con il partito della festa che mi ha additato come un disfattista e un pirla che non approfitta delle occasioni. Non so, forse è per il fatto che io sono un privilegiato che i suoi giretti in vacanza se li fa sempre, però tutta questa smania da gita a tutti costi mi lascia un po’ perplesso. Certo, avessimo un giorno libero, mi sarebbe piaciuto molto visitare Reims, ma dato che i tempi sono quelli che sono (d’altronde, ripeto, non siamo in vacanza), chi me lo fa fare di fare le corse per niente?

Comunque alla fine si fa come ho detto io, ovviamente.

Dalla gola

eyedea & abilities - by the throatBy the Throat è l’ultimo album di Eyedea & Abilities. Questi sono due visi pallidi del Minnesota e, per dirla molto francamente, sono incredibili. Eyedea è un campione di battaglie freestyle, ossia quando due rapper si sfidano live e rappano inventando sul momento, e si sente tutto. Abilities è un dj con i contrococomeri e non disdegna la cara e vecchia graffiata sul disco; se ne sentono sempre troppo pochi di dj che scratchano.

By the Throat è probabilmente la cosa hip hop più bella di questo 2009. Lo sto ascoltando da mesi e non c’è accenno di noia. Le basi sono quasi industrial e il rappato è compulsivo con occasionali inserti di ritornelli cantati. Si tratta di hip hop underground e alternativo con i fiocchi e, come spesso accade in questi casi, proviene da due persone diversamente nere. Sembra quasi che i neri, dopo aver fatto nascere la musica moderna e averla rivoluzionata più volte, abbiano deciso ora di vivere di rendita.

 
 Eyedea & Abilities - Spin Cycle [3:40m]: Play Now | Play in Popup

 
 Eyedea & Abilities - Burn Fetish [2:55m]: Play Now | Play in Popup

E le pensioni?

broken-piggy-bank-small

Bisogna dirlo: i post di Lodovico sono sempre belli da leggere.

Na siora, sensa gnanca tacar lexarlo, ła me ga subito dimandà: “E łe pensioni?

E mi: “Beh, łe pensioni łe radopiarà, come minimo.” Me pareva na dedusion pitosto ełementare ke no ocoreva anpliarla. Aritmetica fiscałe: ła difarensa fra tase e servisi (pensioni, sanità,…) prima e dopo l’indipendensa.

E eła: “Te credi ti”

E mi: “Ma scuxa, el novo stato veneto se ciaparà in responsabiłità i propi citadini, i propi pensionà.  Te fidito manco de na aministrasion veneta pitosto de una taliana?”

E eła: “No xe cueło. Ma se se stakemo, credito ke el stato italian el moła łe pensioni venete? No łe mołarà mai. No te ghè idea de me marìo cuanti skei ke ga versà in sincuant’ani de laoro. No te ghè idea.”

E mi: “Ma se rivemo a l’indipendensa parké vuto ke el stato talian el se tegna on debito enorme ke el ga verso i contribuenti veneti…”

Insoma, semo ndà vanti do minuti boni a no capirse. E finalmente a go capio. Ela ła credeva ke tuti i versamenti par ła pension ke eła e so mario i gavea fato in te na vita de sudore, in fose tuti rento in te na casaforte xo a Roma.

A so tenpo i ghe gavarà contà ke ghe detrae skei dała busta paga par tegnerghełi par ła pension. Par farghe on favor. Par fortuna ke ghe xe el stato talian ke sparagna par ti, se no ti, pora veneta, no te fè muxina par co ke te si vecia.

Se vede ke sto conceto el se gà cristałixà in te ła psike de tanti pensionà, e i crede (inconsiamente magari), ke ghe sipia on gran depoxito in kalke gran banca xo a Roma co rento tuto el fruto del so laoro.

Ałora soto sta otica, capiso parké ła se sente sciavixà da l’Italia. Ła crede ke a Roma i gapia i so skei in ostagio. No te poi mia scanpar via, cara mia, se no i to skeéti no te łi rivedi pì.

Ła realtà xe, e gavemo da spiegarlo ai nostri cari co tanta pasiensa, ke tuti i contributi versà in te na vita de laoro i se li gà xa magnà fora tanto tenpo fà. No xe na supoxision, ła xe ła verità ała luce del sołe.

El sistema pensionistego talian paga łe pensioni ai veci co i contributi dei xóvani paga-tase de ancó. Ai laoratori de deso i ghe promete ła pension contando so na nova generasion de oki ke pagarà futuri contributi.

El xe on sistema Ponzi intergenerasional.

Donca, l’unico patrimonio ke i ga da tegnerse caro i nostri pensionà veneti, a xe i propri fiói, i laoratori-contribuenti veneti. Xe sti ki ke i te pagarà łe to pensioni, no el Ministero dełe Trufe talian.

E ricordève, cari veci veneti, ke al momento ve riva na pension da poco parké i vostri fiói i xe drio contribuir par pagarghe ła pension a tuti i veci taliani. Co l’indipendensa i contribuirà soło par ła vostra pension.

Xe par cuesto ke łe pensioni de no stato veneto indipendente łe sarà come minimo el dopio de deso.


Traduzione:

Una signora, senza neanche aver iniziato a leggerlo, mi domanda subito: “E le pensioni?”.

E io: “Beh, le pensioni raddoppieranno, come minimo.” Mi sembrava una deduzione piuttosto elementare che non occorreva ampliare. Aritmetica fiscale: la differenza fra tasse e servizi (pensione, sanità…) prima e dopo l’indipendenza.

E lei: “Stai fresco”.

E io: “Ma scusa, il nuovo stato veneto si prenderà in responsabilità i propri cittadini, i propri pensionati. Ti fidi di meno di una amministrazione veneta piuttosto che di una italiana?”.

E lei: “Non è quello. Ma se ci stacchiano, credi che lo stato italiano renderà le pensioni venete? Non le mollerà mai. Non hai idea di quanti soldi ha versato mio marito in cinquant’anni di lavoro. Non hai idea.”

E io: “Ma se arriviamo all’indipendenza perché lo stato italiano dovrebbe tenersi un debito enorme che ha verso i contribuenti veneti…”

Insomma, siamo andati avanti due minuti buoni senza capirci. E finalmente ho capito. Lei credeva che tutti i versamenti per la pensione che lei e suo marito avevano fatto in una vita di sudore, fossero tutti dentro una cassaforte giù a Roma.

A suo tempo, avranno raccontato che detraggono loro soldi dalla busta paga per tenerglieli per la pensione. Per far loro un favore. Per fortuna che c’è lo stato italiano che risparmia per te, altrimenti tu, povera veneta, non accantoni per quando sarai vecchia.

Si vede che questo concetto si è cristallizzato nella psiche di tanti pensionati, e credono (inconsciamente magari), che ci sia un gran deposito in qualche banca giù a Roma con dentro tutto il frutto del loro lavoro.

Allora sotto questa ottica, capisco perché si sente schiavizzata dall’Italia. Crede che a Roma abbiano i suoi soldi in ostaggio. Non puoi scappare via, cara mia, altrimenti i tuoi soldini non li rivedi più.

La realtà è, e dobbiamo spiegarlo ai nostri cari con tanta pazienza, che tutti i contributi versati in una vita di lavoro se li sono già mangiati tanto tempo fa. Non è una supposizione, è la verità alla luce del sole.

Il sistema pensionistico italiano paga le pensioni ai vecchi con i contributi dei giovani paga-tasse di oggi. Ai lavoratori di adesso promettono le pensione contando sulla nuova generazione di ochi che pagaranno i futuri contributi.

È un sistema Ponzi intergenerazionale.

Dunque, l’unico patrimonio che devono custodire i nostri pensionati veneti, sono i loro figli, i lavoratori-contribuenti veneti. Sono questi che ti pagheranno la pensione, non il Ministero delle Truffe italiano.

E ricordatevi, cari vecchi veneti, che al momento vi arriva una pensione da poco perché i vostri figli stanno contribuendo per pagare la pensione a tutti i vecchi italiani. Con l’indipendenza contribuiranno solo per la vostra pensione.

È per questo che le pensioni di uno stato veneto indipendente saranno come minimo il doppio di adesso.

Arukō arukō, Watashi wa genki!

Un consiglio spassionato.

Oggi esce nei cinema Il mio vicino Totoro. Sì, c’è quel pelino di ritardo rispetto all’uscita in sala in altri Stati, vabbè, probabilmente hanno fatto arrivare il nastro dal Giappone in una mini-carrozza trainata da lumache zoppe, forse è per questo che ci ha messo 20 anni ad arrivare.

Andate a vederlo. Anche se l’avete già visto e anche se avete paura del doppiaggio. Andatelo a vederlo perché guardare un film al cinema è sempre più emozionante. Se poi non l’avete mai visto, non avete proprio scuse: dovete andare per forza.

L’importante è crederci

glycyrrhiza glabraCome forse alcuni miei lettori sapranno da periodiche lamentazioni via blog/twitter/facebook, io soffro periodicamente di mal di testa. Diciamo che è una fiera tradizione della mia famiglia da parte di mammà e, in fin dei conti, per adesso io sono il più fortunato del mazzo perché mia madre e mio fratello soffrono decisamente peggio di me: soffro come un cane ma non sono mai dovuto andare al pronto soccorso per farmi fare una flebo. Ultimamente però è successa una cosa strana, ossia sono circa tre settimane che non mi viene un attacco; un record. Non ho più mal di testa da quando ho iniziato a mangiare un quadruccio di liquirizia integrale al giorno. Ora, io non ci capisco niente, ma sulla scatola è scritto che contiene glicirrizina al 10%. Che sia questo un principio attivo miracoloso per prevenire il mal di testa che mi affligge periodicamente da una vita? La mia deduzione è empirica al 100%, ma non me ne frega niente: io voglio credere che sia così e sono convinto che finché mangerò un quadruccio (che è una dose piccina piccina) di liquirizia integrale, non mi verrà più mal di testa. Voglio convincermi che sia così. Perché, sapete, vivere senza mal di testa è bellissimo.

Incomincio a rivalutare l’omeopatia… I want to believe!

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