Archive: October, 2009

Oh mamma mia!

Sgt.

sgt. - capital of gravitySono un ascoltatore occasionale di post-rock e, ora che ci penso, non so come mai io non lo ascolti più di frequente perché…mi piace! Il post-rock, se non lo sapete, è quel genere musicale che si è tendenzialmente affrancato dalla schiavitù pop dei tre minuti per canzone per poter svolgere appieno la trama sonora tendenzialmente strumentale. Insomma, il post-rock è roba per gente tendenzialmente sfigata.

I Sgt. sono un gruppo giapponese che fa post-rock. Capite benissimo anche voi che la loro nipponicità me li mette in una posizione avvantaggiata rispetto ad altri gruppi; d’altronde sono pur sempre un wapanese. Mi sono quindi messo ad ascoltarli la prima volta con un orecchio indulgente già pronto a dire “sì forse un po’ scarsini…però bravi eh!

Niente, questa mia indulgenza non era necessaria perché Capital of gravity è un mini album che oggettivamente si può definire un grande album. Dopo l’abbastanza inutile canzone iniziale di due minuti e mezzo di introduzione, ci sono cinque belle canzoni corpose con i loro bei arrangiamenti corposi e la loro bella sonorità corposa. Che manchi la voce, sinceramente non me ne ero nemmeno accorto. FdC invece, che è la quintessenza dell’ascoltatrice pop, mi ha fatto notare che per lei questo è un album noioso. Questione di ignoranza musicale (sua), ovviamente; ma cosa volete, ci sono abituato. Par mi, i Sgt. i ghe pesta su, insoma, da fogo. Ora che li ho scoperti, approfondirò di certo la loro discografia.

P.S. se volete, ve lo dico sottovoce, potete ottenere for free l’intero album qui.

Fuck homophobia

Via Bino, vengo a conoscenza di una bella iniziativa che c’è stata qui a Verona domenica scorsa.

Bravi!

I’m not here

Oggi a pranzo ho fatto il pessimo errore di andarmi a sedere con il mio vassoio davanti alla tv. In tv c’era quel famoso ministro neo-marxista che stava parlando e io, che dopo venti secondi non ce la facevo più, mi sono ustionato per mangiare in fretta per potermi alzare a andare via il prima possibile. La sua voce e tutta la sua persona mi sono così irritanti che quasi non riuscivo a trattenere un ma vaffanculo.

Dopo quel pranzo, mentre stavo bevendo la mia adorata tazzulella ‘e café (ah che bello ‘o café, pure in Veneto ‘o sanno fa), ho pensato che la mia scelta di non seguire più né la politica italiana né le news italiane sia una delle decisioni più sagge che io abbia mai preso. Non solo ora mi sento più informato, ma mi sono anche disintossicato da tutte le puttanate che i politici italiani e la stampa italiana ci propinano impunemente. A cena guardiamo la BBC e nel mio browser tra i preferiti ho i seguenti siti: L’Arena, il Gazzettino e il Corriere del Veneto per le notizie del mio territorio (a volte fanno un po’ pena, ma mi accontento) e la CNN, la BBC e il Wall Street Journal per le notizie dal mondo (più altre varie ed eventuali). Con questa varietà di testate, non sento la minima necessità di guardare i tg italiani o di comprare i quotidiani italiani.

Il fatto è molto semplice: per ora risiedo ancora all’interno dello Stato italiano dato che, ahimè, il Veneto ne fa ancora parte e io, ahimè, non sono ancora andato via, quindi cerco almeno di estraniarmi agendo come se lo Stato italiano non esistesse. A me dello Stato italiano non interessa più niente e anzi, mi fa anche molto schifo. Non mi interessa niente di Berlusconi, di Bossi, di D’alema, di Bersani, non mi interessa niente perché non voglio avere niente a che fare con loro. Basta. Ho solo una vita a disposizione. Cosa stracazzo mi può interessare della politica italiana? Cosa? Non è roba mia e non mi interessa. Uno può continuare a indignarsi ma alla fine ci si stanca anche di indignarsi. Bisogna ignorarli e andare avanti. Quando qualcuno immancabilmente mi chiede se ho visto il tal tg o letto la tal cosa, io immancabilmente rispondo che, no, non seguo la politica italiana. Ripetiglielo oggi e ripetiglielo domani, alla fine qualcuno inizia a capire. Le cose posso venirle a conoscere per vie traverse leggendole nei blog, ma sinceramente ho iniziato anche a saltare quei post perché proprio non mi interessa più nulla.

Sono scelte che uno fa. Io ho capito che non mi aspetto e non voglio più niente da questo Stato perché lo reputo nocivo e mi sono attivato di conseguenza. Sono scelte, non dico che siano migliori delle vostre.

La strada che sembra la più breve

In the case leading up to Tuesday’s ruling, a woman said she was sold expensive life-improvement courses, vitamins and other products after taking a personality test. A second woman alleges she was fired by her Scientologist boss after refusing to undergo testing and sign up to courses. The organisation denied that any mental manipulation took place.

The court was unable to impose a ban because of a legal amendment that was passed just before the trial began, preventing the banning of an organisation convicted of fraud. However, that amendment has now been changed. “It is very regrettable that the law quietly changed before the trial,” Georges Fenech, the head of the Inter-ministerial Unit to Monitor and Fight Cults, told French TV. “The system has now been put in place by parliament and it is certain that in the future, if new offences are committed, a ban could eventually be pronounced,” he said.

A lawyer defending Scientology’s operations in France said there would be an appeal. Eric Roux, a spokesman for the Celebrity Centre, urged France to recognise Scientology’s “legality”. “Religious freedom is in danger in this country,” he said. (qui)

Io sono tra quelli che pensano che Vanna Marchi non avrebbe dovuto fare un secondo di carcere perché non ha rubato a nessuno ma solo convinto, grazie alla credulità, delle persone a darle molti soldi. Quello che Vanna Marchi spacciava erano tutte cazzate? Ovviamente sì, ma volete iniziare voi a stilare una lista di quello al quale è permesso credere e le cose che sono giuste e quelle che sono sbagliate? Siete proprio sicuri di volerla fare questa lista e siete proprio sicuri che dopo saremo tutti più liberi, più al sicuro e più intelligenti? Io ne dubito fortemente. Siete davvero convinti che la vostra way of thinking debba essere imposta alle altre persone? Fino a quando Vanna Marchi non mi punta una pistola contro e mi ordina di consegnarle tutti i miei soldi, può urlare quanto vuole che se il sale non si scioglie io sono nella merda, ma io, grazie alla mia razionalità, continuerò allegramente a mandarla a cagare. Molta gente non ha questa razionalità e casca nella sua trappola per creduloni. Mi dispiace molto ma se accetto il principio che lo Stato debba fare da balia  stilando una lista di credenze consentite e credenze non consentite, allora la porta è aperta, spalancata, allo Stato etico e allo Stato tutore; e io non accetto questo. Mi dispiace molto per quelle persone ma sinceramente non vedo differenze tra la vecchina che sputtana la sua pensione con Vanna Marchi e la vecchina che lascia la sua eredità al prete del paese (magari indotta sul letto di morte dalla promessa del paradiso…) perché si rifaccia la canonica. Per me sono entrambi degli sprechi immani di soldi, ma non mi sogno di limitare la possibilità delle persone di usare i propri soldi come meglio credono. Se dopo si pentono della scelta, mi spiace per loro ma avrebbero dovuto pensarci prima.

In Francia Scientology è stata condannata per frode e a me questo sembra un caso come quello di Vanna Marchi. La mia anima (ah ah) religiofobica potrà trarre venti secondi di godimento, ma mi rendo subito conto che questa è una strada che sembra la più breve e la più efficace contro la stupidità indotta dalla religione ma che in realtà non porta nulla di buono. Scientology mi è simpatica come una sveglia alle 6:00 di domenica mattina ma, mi ripugna dirlo, concordo con il rappresentante francese di Scientology quando dice che la libertà religiosa in Francia è in pericolo. Questi fenomeni si combattono limitando la libertà (anche libertà di sbagliare) delle persone? Io penso di no. Al contrario, penso che le nefandezze di queste religioni o pseudo-religioni si combattano con più libertà. Scientology (o la chiesa cattolica o i mussulmani o gli ortodossi o i zoroastriani etc etc) può provare a infinocchiare chi vuole con le sue baggianate sugli extraterrestri e con il sorrisone di Tom Cruise, noi però dobbiamo essere liberi di dire ai quattro venti che queste sono, appunto, baggianate e che Tom Cruise è finito come attore dopo Top Gun. Ossia, dare la possibilità alle persone di farsi un’idea, di conoscere per scegliere e, se scelgono di buttare via i soldi, affari loro.

Invece mi sembra che Scientology sia parecchio arrogante contro la satira e le critiche che le vengono rivolte e, nello stesso tempo, molti governi abbiano la voglia matta di bandirla. Quindi, da una parte viene negata la libertà di opinione (sia essa diffamazione o meno, io non faccio differenze), dall’altra viene negata la libertà di confessione (sia essa con intenti alti o bassi, io non faccio differenza). Due cose negative non fanno una cosa positiva. Io penso infatti che più libertà, e non meno, sia la strada giusta che sul lungo periodo porterà dei vantaggi. Purtroppo mi sembra però che tutti, keynesianamente, ragionino sul corto periodo e siano contenti di vedere la libertà ridotta.

Se solo sapessi il tedesco…

Ma che bella Berna!

Ero già pronto a redarguire FdC per la sua balzana idea di voler andare a passare un weekend in una città che di turistico mi sembrava avesse poco…e invece son dovuto restare zitto. Berna è piccolina, carina, accogliente e impazzita per i due nuovi orsi che sono arrivati domenica nella nuova bärengraben. Infatti il simbolo della città è da sempre l’orso e la tradizione vuole che ci debbano essere degli orsi nella apposita fossa degli orsi. Fossa che è stata rimordernata per l’arrivo dei due nuovi orsi finlandesi e ora conta anche un bel pezzo all’aperto lungo l’argine del fiume Aar (con tanto di piscinetta). Ieri c’era appunto l’inaugurazione e tutta Berna era attorno al BärenPark festante per i nuovi orsi.

Nel frattempo, la mia tristezza per non sapere il tedesco aumenta. Tuttavia, vuoi perché nella parte settentrionale del cantone si parla francese, vuoi perché è la capitale, vuoi perché è vicina alla zona romanda, mi sembra di aver capito che a Berna il francese lo conoscano un po’ tutti. Quindi con il mio fluente francese non ho avuto problemi…

Se volete vedere le foto della gita, cliccate sulla foto qua sopra.

Bärengraben

Stiamo partendo per la capitale federale di uno Stato tedescofono, schwyzertedescofono, francofono, arpitanofono, italofono, lumbardofono, romanciofono. Uno Stato nel quale vige la democrazia diretta; unica forma di democrazia sopportabile. Uno Stato che ultimamente è attaccato da più parti perché viene considerato un paradiso; sì, siamo nella neolingua più pura. Uno Stato nel quale, lo ammetto, mi piacerebbe molto vivere (e se me vien el mato…). Come da richiesta della consorte, un weekend lungo senza internet all’insegna della cultura, delle passeggiate (sotto la pioggia, a vedere le previsioni), del welness e del relax.

Quindi, dalle 12:43 circa di oggi fino alle 15:12 circa di lunedì non arrabbiatevi se non rispondo alle vostre email o ai vostri commenti; ché di spendere soldi per il roaming internazionale non ho voglia. Ci si risente lunedì sera o martedì, ciao!

P.S. Nel frattempo, potete sempre leggere il Capolavoro.

Le idee

Tanto per tirarci un po’ su il morale, riporto un pezzo tratto da Politica economica. Riflessioni per oggi e per domani di Ludwig von Mises. È un libricino di un centinaio di pagine molto godevole nel quale sono trascritte le lezioni che Mises tenne nel 1959 a Buenos Aires. Certo, a leggerlo sembra che l’abbia scritto oggi e che a distanza di cinquantanni ci sia ancora un’eternità di strada da fare. A pensarci bene, forse non tira tanto su il morale… Più che altro, le parole dell’immortale Mises (un autore che, accidenti, più lo conosco più gli voglio bene) dovrebbero servire a spronarci.

Esistono enormi differenze tra le condizioni della nostra epoca e quelle della Roma imperiale; difatti le cause che portarono alla disintegrazione dell’Impero romano non erano state premeditate. Non sono state il risultato di riprovevoli dottrine formalizzate.

Al contrario, le teorie socialiste, interventiste e inflazioniste dei nostri tempi sono state costruite e formalizzate a tavolino da studiosi e professori, e vengono anche insegnate nelle università. Voi direte: Allora oggi la situazione è molto peggiore. Io vi rispondo: No, non è peggiore. Al contrario, ritengo sia migliore, perché le idee possono essere sconfitte da altre idee. Nell’era degli imperatori romani, nessuno metteva in discussione il diritto del governo di fissare i prezzi massimi delle merci né la validità di una politica simile. Nessuno mai mise in discussione tutto ciò.

Ma ora che vi sono scuole, professori e testi che consigliano di perseguire tale politica, sappiamo bene che rappresenta un problema tutto da discutere. Le cattive teorie che circolano oggi e che hanno reso le nostre politiche così nocive sono state sviluppate da studiosi accademici.

[...] Le idee, e solo le idee, possono illuminare il buio. Esse devono essere presentate agli individui in modo che possano convincere. Dobbiamo far capire che queste idee sono quelle giuste e non quelle sbagliate. La rigogliosa epoca del diciannovesimo secolo, le grandi imprese del capitalismo, sono state il risultato delle idee degli economisti classici, di Adam Smith e di David Ricardo, di Bastiat e di altri.

Dobbiamo solo sostituire idee migliori a quelle cattive. Io spero e sono convinto che ciò verrà fatto dalle nuove generazioni. La nostra civiltà non è destinata alla rovina, come ci hanno detto Splengler e Toynbee. La nostra civiltà non sarà sopraffatta dallo spirito di Mosca. La nostra civiltà può e deve sopravvivere. E sopravviverà grazie a idee nuove, migliori di quelle che guidano oggi l’operato dei governi di buona parte del mondo, e queste nuove e migliori idee verranno sviluppate dalla prossima generazione.

Remember me

Girando molto in macchina, spesso mi capita di vedere ai bordi delle strade dei piccoli altarini. Si va dal mazzo di fiori con foto a veri e propri mini-tempietti in marmo ben curati. Io ho grandissimo rispetto per queste testimonianze lasciate da chi vuole ricordare un caro che ha perso la vita in un incidente. Molti potrebbero pensare che si tratti di roba kitsch, per me invece sono una testimonianza importante della transitorietà della vita. Ogni volta che in macchina vedo uno di questi ricordi di persone che non ci sono più, è come se ricevessi una tonificante e utile doccia fredda che mi ricorda che guidare un’automobile spesso è più pericoloso, per sé e soprattutto per gli altri (magari pedoni o ciclisti), che portarsi in giro una pistola. Questi tempietti sono, infatti, soprattutto un monito a noi che sfrecciamo beati. Per quanto mi riguarda, servono.

I lavori che nessuno vuole fare più

Tutti piangono, si disperano che non c’è lavoro. I precari, qualcuno pensi ai precari. La gioventù bruciata dal lavoro che non c’è. E come faccio a fare un mutuo? E come faccio a progettare un futuro? Quasi quasi salgo sopra una gru. Questa società mi uccide. Il lavoro, dov’è il lavoro? A ‘sto punto, sequestrare un manager non è reato.

Il lavoro, tutti cercano un lavoro.

Noi però abbiamo iniziato, informalmente, a cercare venditori e il risultato è stato…niente. Oh, a trovare un venditore libero, oh, neanche a pagarlo a peso d’oro. Forse è diventato uno di quei lavori che gli aborigeni non vogliono fare più? Forse è diventato un lavoro degradante? Certo, ogni tanto si sorride a delle emerite teste di cazzo, e vabbeh, si sopravvive, suvvia! Una pagnotta decorosa la si può portare a casa, eh!

Niente, gli agenti sembra che siano scomparsi.

Datemi una gru.