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	<title>Comments on: &#8220;Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli&#8221;</title>
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	<description>Yoshi likes what you don&#039;t like</description>
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		<title>By: Yoshi</title>
		<link>http://www.buraku.org/2009/10/04/non-sono-i-popoli-a-dover-aver-paura-dei-propri-governi-ma-i-governi-che-devono-aver-paura-dei-propri-popoli/#comment-6489</link>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 17:18:43 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Resta il fatto che con la perdita della lingua si perde un tratto identitario, e con esso la capacità di comprendere una cultura ed una mentalità.
Non c’è dunque da stupirsi del degrado tipicamente italico assunto nelle grandi città venete negli ultimi dieci anni, per esempio la sporcizia per le strade, inesistente nel 1985.&quot;

Mnnhh, questo passaggio logico forse è azzardato :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Resta il fatto che con la perdita della lingua si perde un tratto identitario, e con esso la capacità di comprendere una cultura ed una mentalità.<br />
Non c’è dunque da stupirsi del degrado tipicamente italico assunto nelle grandi città venete negli ultimi dieci anni, per esempio la sporcizia per le strade, inesistente nel 1985.&#8221;</p>
<p>Mnnhh, questo passaggio logico forse è azzardato <img src='http://www.buraku.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>By: claudio</title>
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		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 14:27:24 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Il bilinguismo ha senso fino a che c’è una lingua parlata, plasmabile, e una lingua ufficiale; se le due si fanno concorrenza è inevitabile la vittoria dell’italiano per evidenti questioni di comodità.&quot;

Questo è tutto da dimostrare. A me sembra che invece la lingua aborigena vada a disperdersi proprio perché non è formalizzata e resa ufficiale.
Questo si vede nelle grandi città venete, dove i bambini non sanno più parlare veneto (ma lo capiscono, a volte a fatica).

Possiamo anche dire che una lingua che non ha applicazione ufficiale da un punto di vista meramente pratico è inutile. Lo si può sicuramente dire, perché è vero!
Infatti questa è la razionale reazione dei genitori che si rifiutano di parlare veneto con i loro figli (a costo di dire strafalcioni).

Resta il fatto che con la perdita della lingua si perde un tratto identitario, e con esso la capacità di comprendere una cultura ed una mentalità.
Non c&#039;è dunque da stupirsi del degrado tipicamente italico assunto nelle grandi città venete negli ultimi dieci anni, per esempio la sporcizia per le strade, inesistente nel 1985.
Avranno anche contribuito gli immigrati, ma una larga parte è dovuta ai veneti, anzi agli italo-veneti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il bilinguismo ha senso fino a che c’è una lingua parlata, plasmabile, e una lingua ufficiale; se le due si fanno concorrenza è inevitabile la vittoria dell’italiano per evidenti questioni di comodità.&#8221;</p>
<p>Questo è tutto da dimostrare. A me sembra che invece la lingua aborigena vada a disperdersi proprio perché non è formalizzata e resa ufficiale.<br />
Questo si vede nelle grandi città venete, dove i bambini non sanno più parlare veneto (ma lo capiscono, a volte a fatica).</p>
<p>Possiamo anche dire che una lingua che non ha applicazione ufficiale da un punto di vista meramente pratico è inutile. Lo si può sicuramente dire, perché è vero!<br />
Infatti questa è la razionale reazione dei genitori che si rifiutano di parlare veneto con i loro figli (a costo di dire strafalcioni).</p>
<p>Resta il fatto che con la perdita della lingua si perde un tratto identitario, e con esso la capacità di comprendere una cultura ed una mentalità.<br />
Non c&#8217;è dunque da stupirsi del degrado tipicamente italico assunto nelle grandi città venete negli ultimi dieci anni, per esempio la sporcizia per le strade, inesistente nel 1985.<br />
Avranno anche contribuito gli immigrati, ma una larga parte è dovuta ai veneti, anzi agli italo-veneti.</p>
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		<title>By: Cachorro Quente</title>
		<link>http://www.buraku.org/2009/10/04/non-sono-i-popoli-a-dover-aver-paura-dei-propri-governi-ma-i-governi-che-devono-aver-paura-dei-propri-popoli/#comment-6485</link>
		<dc:creator>Cachorro Quente</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 12:58:20 +0000</pubDate>
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		<description>Io non sto negando che il veneto sia una lingua. Difatti non si parla di dialetti dell&#039;italiano, ma di dialetti italiani, cioè innumerevoli lingue che si sono evolute indipendentemente dal latino nel territorio italiano.

Lo scozzese e l&#039;irlandese (non nel senso del gaelico) invece sono dei dialetti dell&#039;inglese (possiamo chiamarli anche accenti, o parlate, anche se ci sono anche delle strutture sintattiche diverse).

Sta di fatto che oggi come oggi l&#039;italiano (ex volgare toscano) ha subito una standardizzazione che gli altri dialetti non hanno, e ciò è bene per loro. Ovvio che neanche l&#039;italiano è un monolite, ma c&#039;è una bella differenza.

Faccio un esempio: in triestino l&#039;utilizzo di condizionale e congiuntivo è lasciato alla fantasia di chi parla. &quot;Mi piacerebbe&quot; si può tradurre con &quot;me piaseria&quot; o &quot;Me piasessi&quot;, e viceversa. Il bilinguismo ha senso fino a che c&#039;è una lingua parlata, plasmabile, e una lingua ufficiale; se le due si fanno concorrenza è inevitabile la vittoria dell&#039;italiano per evidenti questioni di comodità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non sto negando che il veneto sia una lingua. Difatti non si parla di dialetti dell&#8217;italiano, ma di dialetti italiani, cioè innumerevoli lingue che si sono evolute indipendentemente dal latino nel territorio italiano.</p>
<p>Lo scozzese e l&#8217;irlandese (non nel senso del gaelico) invece sono dei dialetti dell&#8217;inglese (possiamo chiamarli anche accenti, o parlate, anche se ci sono anche delle strutture sintattiche diverse).</p>
<p>Sta di fatto che oggi come oggi l&#8217;italiano (ex volgare toscano) ha subito una standardizzazione che gli altri dialetti non hanno, e ciò è bene per loro. Ovvio che neanche l&#8217;italiano è un monolite, ma c&#8217;è una bella differenza.</p>
<p>Faccio un esempio: in triestino l&#8217;utilizzo di condizionale e congiuntivo è lasciato alla fantasia di chi parla. &#8220;Mi piacerebbe&#8221; si può tradurre con &#8220;me piaseria&#8221; o &#8220;Me piasessi&#8221;, e viceversa. Il bilinguismo ha senso fino a che c&#8217;è una lingua parlata, plasmabile, e una lingua ufficiale; se le due si fanno concorrenza è inevitabile la vittoria dell&#8217;italiano per evidenti questioni di comodità.</p>
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		<title>By: claudio</title>
		<link>http://www.buraku.org/2009/10/04/non-sono-i-popoli-a-dover-aver-paura-dei-propri-governi-ma-i-governi-che-devono-aver-paura-dei-propri-popoli/#comment-6483</link>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 11:47:31 +0000</pubDate>
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		<description>Io conosco un po&#039; alcune lingue, la mia linguamadre è il veneto, capisco abbastanza bene l&#039;inglese, discretamente il francese, bene lo spagnolo castilliano (ma lo parlo male), abbastanza bene l&#039;italiano, capisco a fatica qualche cosa di tedesco.

Secondo me è sbagliato soffermarsi sulle differenze tra alcune parole o addirittura sulle sfumature, perché tutte le lingue del mondo sono così. 
Il tedesco, altamente formalizzato, ha differenze drammatiche tra le varie zone in cui si parla. C&#039;è differenza tra quello che si parla a Koeln e quello che si parla ad Hagen (appena 50km di distanza), in quel caso io non so distinguere la differenza, ma mia moglie si; ho un amico di Stuettgart che rispetto ad un&#039;altro di Wuertzburg, parla con parole che equivalgono in differenza tra uno che parla *italiano* di Napoli e uno che parla *italiano* di Torino (non dico delle rispettive lingue, o come impropriamente tanti dicono &quot;dialetti&quot;).

Se ascolti Obama senti un inglese molto diverso da quello parlato dal Governatore del Texas, li si che vien da dire: altro che sfumature!
Sabato sera ad una cena ho parlato con uno nato in Australia, dove ufficialmente si parla inglese (quello vero, loro dicono), dove i ragazzi dopo scuola portano a casa lo &quot;houmeuo&#039;k&quot; (da leggersi all&#039;italiana, non so scrivere la fonetica) per quello che in buon inglese si direbbe &quot;hom&#039;uo&#039;c&quot; (sempre da leggersi all&#039;italiana). In inglese un lago si chiama Lake, ma se vai in Scozia loro lo chiamano &quot;Loch&quot;. Neanche gli inglesi capiscono bene quello che gorgogliano gli scozzesi.

Insomma neppure la lingua più standardizzata e diffusa del mondo si sottrae alla regola delle variazioni di pronuncia, modifiche di parole, figuriamoci le sfumature.

Cercare motivi di discrepanza linguistica rispetto un ceppo comune, determinato in larga misura da una comune grammatica (si badi bene molto diversa da quella dell&#039;italiano), mi sembra il classico cercare  pelo nell&#039;uovo.

Se si discutesse sulla opportunità o meno di conoscere una lingua, si potrebbe anche ragionare, ma per dire che esisa o meno una lingua, come lo è quella veneta o friulana o sarda, credo sia solo esercizio ginnico e non mentale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io conosco un po&#8217; alcune lingue, la mia linguamadre è il veneto, capisco abbastanza bene l&#8217;inglese, discretamente il francese, bene lo spagnolo castilliano (ma lo parlo male), abbastanza bene l&#8217;italiano, capisco a fatica qualche cosa di tedesco.</p>
<p>Secondo me è sbagliato soffermarsi sulle differenze tra alcune parole o addirittura sulle sfumature, perché tutte le lingue del mondo sono così.<br />
Il tedesco, altamente formalizzato, ha differenze drammatiche tra le varie zone in cui si parla. C&#8217;è differenza tra quello che si parla a Koeln e quello che si parla ad Hagen (appena 50km di distanza), in quel caso io non so distinguere la differenza, ma mia moglie si; ho un amico di Stuettgart che rispetto ad un&#8217;altro di Wuertzburg, parla con parole che equivalgono in differenza tra uno che parla *italiano* di Napoli e uno che parla *italiano* di Torino (non dico delle rispettive lingue, o come impropriamente tanti dicono &#8220;dialetti&#8221;).</p>
<p>Se ascolti Obama senti un inglese molto diverso da quello parlato dal Governatore del Texas, li si che vien da dire: altro che sfumature!<br />
Sabato sera ad una cena ho parlato con uno nato in Australia, dove ufficialmente si parla inglese (quello vero, loro dicono), dove i ragazzi dopo scuola portano a casa lo &#8220;houmeuo&#8217;k&#8221; (da leggersi all&#8217;italiana, non so scrivere la fonetica) per quello che in buon inglese si direbbe &#8220;hom&#8217;uo&#8217;c&#8221; (sempre da leggersi all&#8217;italiana). In inglese un lago si chiama Lake, ma se vai in Scozia loro lo chiamano &#8220;Loch&#8221;. Neanche gli inglesi capiscono bene quello che gorgogliano gli scozzesi.</p>
<p>Insomma neppure la lingua più standardizzata e diffusa del mondo si sottrae alla regola delle variazioni di pronuncia, modifiche di parole, figuriamoci le sfumature.</p>
<p>Cercare motivi di discrepanza linguistica rispetto un ceppo comune, determinato in larga misura da una comune grammatica (si badi bene molto diversa da quella dell&#8217;italiano), mi sembra il classico cercare  pelo nell&#8217;uovo.</p>
<p>Se si discutesse sulla opportunità o meno di conoscere una lingua, si potrebbe anche ragionare, ma per dire che esisa o meno una lingua, come lo è quella veneta o friulana o sarda, credo sia solo esercizio ginnico e non mentale.</p>
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		<title>By: Veneto</title>
		<link>http://www.buraku.org/2009/10/04/non-sono-i-popoli-a-dover-aver-paura-dei-propri-governi-ma-i-governi-che-devono-aver-paura-dei-propri-popoli/#comment-6482</link>
		<dc:creator>Veneto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 11:42:09 +0000</pubDate>
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		<description>Che tra l&#039;altro secondo me se cominciassimo a sentir parlare Veneto in tv e sulla carta stampata, il cosidetto &quot;Veneto standard&quot; verrebbe fuori da solo con una evoluzione spontanea delle varie sfumature del Veneto attuale.

BILINGUISMO!!!!!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che tra l&#8217;altro secondo me se cominciassimo a sentir parlare Veneto in tv e sulla carta stampata, il cosidetto &#8220;Veneto standard&#8221; verrebbe fuori da solo con una evoluzione spontanea delle varie sfumature del Veneto attuale.</p>
<p>BILINGUISMO!!!!!!!!!</p>
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	<item>
		<title>By: Yoshi</title>
		<link>http://www.buraku.org/2009/10/04/non-sono-i-popoli-a-dover-aver-paura-dei-propri-governi-ma-i-governi-che-devono-aver-paura-dei-propri-popoli/#comment-6479</link>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 07:33:59 +0000</pubDate>
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		<description>È Thomas Jefferson, quello che ha detto la frase che è il titolo del post :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>È Thomas Jefferson, quello che ha detto la frase che è il titolo del post <img src='http://www.buraku.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>By: neurobi</title>
		<link>http://www.buraku.org/2009/10/04/non-sono-i-popoli-a-dover-aver-paura-dei-propri-governi-ma-i-governi-che-devono-aver-paura-dei-propri-popoli/#comment-6478</link>
		<dc:creator>neurobi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 07:28:28 +0000</pubDate>
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		<description>Posso avere informazioni sul dipinto? :)</description>
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	<item>
		<title>By: Fra</title>
		<link>http://www.buraku.org/2009/10/04/non-sono-i-popoli-a-dover-aver-paura-dei-propri-governi-ma-i-governi-che-devono-aver-paura-dei-propri-popoli/#comment-6474</link>
		<dc:creator>Fra</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 18:04:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.buraku.org/?p=3624#comment-6474</guid>
		<description>C&#039;è una gran confusione sull&#039;uso delle lingue, a chi dice che i dialetti sono mutevoli nel tempo, spazio e nei contesti sociali molto probabilmente parla senza conoscere. Tutte le lingue cambiano e sono mutevoli. Nel tempo, nello spazio e (udite udite!) anche nei contesti sociali! A chi cerca in maniera un po&#039; esilarante di erigere la lingua inglese a &quot;lingua monolitica per eccellenza&quot; ricordo che ci sono decine di varianti della lingua di Shakespeare.
In breve: bisognerebbe avere un po&#039; più di amor proprio, per la propria Léngoa Vèneta e per la propria storia (veneta) millenaria. Invece che passare il tempo ad auto convincerci sulla littoria italica e romana italicità delle nostre &quot;raixe&quot;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una gran confusione sull&#8217;uso delle lingue, a chi dice che i dialetti sono mutevoli nel tempo, spazio e nei contesti sociali molto probabilmente parla senza conoscere. Tutte le lingue cambiano e sono mutevoli. Nel tempo, nello spazio e (udite udite!) anche nei contesti sociali! A chi cerca in maniera un po&#8217; esilarante di erigere la lingua inglese a &#8220;lingua monolitica per eccellenza&#8221; ricordo che ci sono decine di varianti della lingua di Shakespeare.<br />
In breve: bisognerebbe avere un po&#8217; più di amor proprio, per la propria Léngoa Vèneta e per la propria storia (veneta) millenaria. Invece che passare il tempo ad auto convincerci sulla littoria italica e romana italicità delle nostre &#8220;raixe&#8221;&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Lodovico</title>
		<link>http://www.buraku.org/2009/10/04/non-sono-i-popoli-a-dover-aver-paura-dei-propri-governi-ma-i-governi-che-devono-aver-paura-dei-propri-popoli/#comment-6473</link>
		<dc:creator>Lodovico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 17:01:57 +0000</pubDate>
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		<description>Chi ha fatto la squolla in Italia e&#039; convinto che una lingua insegnata deve per forza essere precisa identica per tutti. Questo e&#039; sicuramente vero per l&#039;italiano, ma non deve essere lo stesso per il veneto (come non lo ho per altre lingue).

Tutte le sfumature grammaticali e di lessico possono essere preservate localmente senza voler imporre un veneto ufficiale.

Se verra&#039; insegnato, sicuramente non dovra&#039; prendere ore dall&#039;inglese (o chissa&#039; dal cinese), pero&#039; se ne prende dall&#039;orario di italiano credo che sarebbe cosa buona e giusta.

Faccio un po&#039; di esempi. Si studia Dante, ma non si studia che ha vissuto per vent&#039;anni a Verona e che ha scopiazzato per il suo Inferno(e&#039; stato appurato) da Giacomin da Verona, un frate che scriveva in un veneto veronese comprensibilissimo (leggetevi Babilonia civitate infernalis) Ecco, un&#039;oretta per leggersi un po&#039; di poesie di Giacomin da Verona non credo che faccia perdere cellule cerebrali, anzi.

Dopo leggersi un po&#039; di Goldoni e Ruzante invece del solito curriculum ammuffito imposto dal centralismo. Cosa ne dite? E per finire, eliminiamo completamente Manzoni e leggiamoci il Pittarini, un grande scrittore vicentino dell&#039;ottocento. Per il novecento, perche&#039; non Zanzotto? Scrive in veneto anche lui.

Lo stesso per la storia, dato che quella veneta non e&#039; assolutamente insegnata.

Mi fermo qua. Ciao a tutti.

Lodovico</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ha fatto la squolla in Italia e&#8217; convinto che una lingua insegnata deve per forza essere precisa identica per tutti. Questo e&#8217; sicuramente vero per l&#8217;italiano, ma non deve essere lo stesso per il veneto (come non lo ho per altre lingue).</p>
<p>Tutte le sfumature grammaticali e di lessico possono essere preservate localmente senza voler imporre un veneto ufficiale.</p>
<p>Se verra&#8217; insegnato, sicuramente non dovra&#8217; prendere ore dall&#8217;inglese (o chissa&#8217; dal cinese), pero&#8217; se ne prende dall&#8217;orario di italiano credo che sarebbe cosa buona e giusta.</p>
<p>Faccio un po&#8217; di esempi. Si studia Dante, ma non si studia che ha vissuto per vent&#8217;anni a Verona e che ha scopiazzato per il suo Inferno(e&#8217; stato appurato) da Giacomin da Verona, un frate che scriveva in un veneto veronese comprensibilissimo (leggetevi Babilonia civitate infernalis) Ecco, un&#8217;oretta per leggersi un po&#8217; di poesie di Giacomin da Verona non credo che faccia perdere cellule cerebrali, anzi.</p>
<p>Dopo leggersi un po&#8217; di Goldoni e Ruzante invece del solito curriculum ammuffito imposto dal centralismo. Cosa ne dite? E per finire, eliminiamo completamente Manzoni e leggiamoci il Pittarini, un grande scrittore vicentino dell&#8217;ottocento. Per il novecento, perche&#8217; non Zanzotto? Scrive in veneto anche lui.</p>
<p>Lo stesso per la storia, dato che quella veneta non e&#8217; assolutamente insegnata.</p>
<p>Mi fermo qua. Ciao a tutti.</p>
<p>Lodovico</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Veneto</title>
		<link>http://www.buraku.org/2009/10/04/non-sono-i-popoli-a-dover-aver-paura-dei-propri-governi-ma-i-governi-che-devono-aver-paura-dei-propri-popoli/#comment-6472</link>
		<dc:creator>Veneto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 16:55:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.buraku.org/?p=3624#comment-6472</guid>
		<description>Io mi sono imbatuto per caso in questa discussione, e devo dire che yoshi ha sicuramente ragione: qui in Veneto si parla il Veneto, a scuola, sul lavoro, a casa, con gli sconosciuti, in bottega, ecc.
E&#039; proprio una lignua, l&#039;Italiano lo parliamo, ma serve più che altro per parlare con coloro che non parlano il Veneto.

Guardate che stiamo parlando di una lingua parlata da 4 milioni di persone solo nelle tre venezie... quale dialetto e dialetto?

E po mi francamente el italian no&#039;l me piaxe...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io mi sono imbatuto per caso in questa discussione, e devo dire che yoshi ha sicuramente ragione: qui in Veneto si parla il Veneto, a scuola, sul lavoro, a casa, con gli sconosciuti, in bottega, ecc.<br />
E&#8217; proprio una lignua, l&#8217;Italiano lo parliamo, ma serve più che altro per parlare con coloro che non parlano il Veneto.</p>
<p>Guardate che stiamo parlando di una lingua parlata da 4 milioni di persone solo nelle tre venezie&#8230; quale dialetto e dialetto?</p>
<p>E po mi francamente el italian no&#8217;l me piaxe&#8230;</p>
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