Bailout It Again Tony
EU national governments must approve the deal, which they will debate at a European Council meeting early in 2010. Then, the European Parliament must back it; South Korea’s parliament also must ratify the pact. The European Commission says it hopes the pact will come into force in the second half of 2010.
Ms. Ashton said Thursday that all EU countries supported concluding the talks. “I do have the support of the Italian government to do that,” she said.
But Italy’s Deputy Industry Minister Adolfo Urso — who said he hadn’t seen the final text — said his government expected the commission to have fixed problems with the agreement related to the auto industry. “Italy reserves the right to veto the accord if these aspects have not been dealt with,” he said.
Italian auto giant Fiat SpA has opposed the deal because its smaller vehicles would face more competition from South Korean rivals such as Hyundai Motor Co. and Kia Motors Corp. The main concerns over the pact center on “duty drawback,” which is a refund South Korea makes to its manufacturers on tariffs paid on imported parts if the manufacturer exports the finished product. (qui)
La Corea del Sud e l’Unione Europea hanno firmato un accordo che mette fine a una serie di dazi. E questa è una cosa che mi farebbe dire che non tutta l’Unione Europea vien per nuocere. Cerchiamo di essere propositivi e guardiamo il bicchiere mezzo pieno: si prova a eliminare gli assurdi steccati messi contro il libero commercio mondiale (ed io ne so qualcosa perché ho appena importato merce con un dazietto del 2,2%). Tuttavia non sono molto fiducioso a riguardo. Infatti la Corea del Sud e gli Usa due anni fa avevano siglato un accordo simile, ma né il parlamento sudcoreano né il parlamento statunitense lo hanno ancora ratificato. A sentire certe dichiarazioni, mi sembra che l’andazzo sia simile anche questa volta.
Parliamo adesso dello Stato italiano. Come si legge dall’articolo, il Ministro Urso ha già messo le mani avanti, anche perché, poarìn, non ha ancora letto il testo finale (weekend lungo?). Quello che traspare chiaramente è che la Fiat, ossia l’azienda che se fosse fallita (come doveva) anni fa, ci avrebbe fatto risparmiare un po’ di soldi, farà di tutto per bloccare la ratifica italiana perché, poarina, non le va molto a genio la concorrenza, ossia, non le va molto a genio che le persone acquistino a prezzi più bassi e che abbiano la possibilità di scegliere. So già cosa diranno: difendere l’italianità, difendere il produttore nazionale, il mercato non è in grado di badare a sé stesso e ha bisogno di aiuti, ecc ecc. La verità è che la Fiat è, al netto, una piaga per noi poveri paga-tasse. Io provo un odio viscerale per questa azienda statale mascherata da privata che non passa giorno che chieda allo Stato italiano di rubarmi altri soldi.
State bene attenti dal non farvi abbindolare dalla vuota retorica dell’interesse “nazionale”, o meglio, statale. L’unico interesse al quale dovete rendere conto è il vostro. Il quale interesse, unito a tutti gli altri interessi individuali, dirige le scelte del mercato in generale. Cercare di distorcere il mercato, immettendo false motivazioni o alzando barriere che danneggiano i consumatori, è un atavico vizietto dei politici favorito dagli imprenditori para-statali.






