Tanto per tirarci un po’ su il morale, riporto un pezzo tratto da Politica economica. Riflessioni per oggi e per domani di Ludwig von Mises. È un libricino di un centinaio di pagine molto godevole nel quale sono trascritte le lezioni che Mises tenne nel 1959 a Buenos Aires. Certo, a leggerlo sembra che l’abbia scritto oggi e che a distanza di cinquantanni ci sia ancora un’eternità di strada da fare. A pensarci bene, forse non tira tanto su il morale… Più che altro, le parole dell’immortale Mises (un autore che, accidenti, più lo conosco più gli voglio bene) dovrebbero servire a spronarci.
Esistono enormi differenze tra le condizioni della nostra epoca e quelle della Roma imperiale; difatti le cause che portarono alla disintegrazione dell’Impero romano non erano state premeditate. Non sono state il risultato di riprovevoli dottrine formalizzate.
Al contrario, le teorie socialiste, interventiste e inflazioniste dei nostri tempi sono state costruite e formalizzate a tavolino da studiosi e professori, e vengono anche insegnate nelle università. Voi direte: Allora oggi la situazione è molto peggiore. Io vi rispondo: No, non è peggiore. Al contrario, ritengo sia migliore, perché le idee possono essere sconfitte da altre idee. Nell’era degli imperatori romani, nessuno metteva in discussione il diritto del governo di fissare i prezzi massimi delle merci né la validità di una politica simile. Nessuno mai mise in discussione tutto ciò.
Ma ora che vi sono scuole, professori e testi che consigliano di perseguire tale politica, sappiamo bene che rappresenta un problema tutto da discutere. Le cattive teorie che circolano oggi e che hanno reso le nostre politiche così nocive sono state sviluppate da studiosi accademici.
[...] Le idee, e solo le idee, possono illuminare il buio. Esse devono essere presentate agli individui in modo che possano convincere. Dobbiamo far capire che queste idee sono quelle giuste e non quelle sbagliate. La rigogliosa epoca del diciannovesimo secolo, le grandi imprese del capitalismo, sono state il risultato delle idee degli economisti classici, di Adam Smith e di David Ricardo, di Bastiat e di altri.
Dobbiamo solo sostituire idee migliori a quelle cattive. Io spero e sono convinto che ciò verrà fatto dalle nuove generazioni. La nostra civiltà non è destinata alla rovina, come ci hanno detto Splengler e Toynbee. La nostra civiltà non sarà sopraffatta dallo spirito di Mosca. La nostra civiltà può e deve sopravvivere. E sopravviverà grazie a idee nuove, migliori di quelle che guidano oggi l’operato dei governi di buona parte del mondo, e queste nuove e migliori idee verranno sviluppate dalla prossima generazione.





2 Responses to “Le idee”
peccato che se è sbajato, hanno vinto comunque i tassassini inflattivi
let the time say the last word