Oggi a pranzo ho fatto il pessimo errore di andarmi a sedere con il mio vassoio davanti alla tv. In tv c’era quel famoso ministro neo-marxista che stava parlando e io, che dopo venti secondi non ce la facevo più, mi sono ustionato per mangiare in fretta per potermi alzare a andare via il prima possibile. La sua voce e tutta la sua persona mi sono così irritanti che quasi non riuscivo a trattenere un ma vaffanculo.
Dopo quel pranzo, mentre stavo bevendo la mia adorata tazzulella ‘e café (ah che bello ‘o café, pure in Veneto ‘o sanno fa), ho pensato che la mia scelta di non seguire più né la politica italiana né le news italiane sia una delle decisioni più sagge che io abbia mai preso. Non solo ora mi sento più informato, ma mi sono anche disintossicato da tutte le puttanate che i politici italiani e la stampa italiana ci propinano impunemente. A cena guardiamo la BBC e nel mio browser tra i preferiti ho i seguenti siti: L’Arena, il Gazzettino e il Corriere del Veneto per le notizie del mio territorio (a volte fanno un po’ pena, ma mi accontento) e la CNN, la BBC e il Wall Street Journal per le notizie dal mondo (più altre varie ed eventuali). Con questa varietà di testate, non sento la minima necessità di guardare i tg italiani o di comprare i quotidiani italiani.
Il fatto è molto semplice: per ora risiedo ancora all’interno dello Stato italiano dato che, ahimè, il Veneto ne fa ancora parte e io, ahimè, non sono ancora andato via, quindi cerco almeno di estraniarmi agendo come se lo Stato italiano non esistesse. A me dello Stato italiano non interessa più niente e anzi, mi fa anche molto schifo. Non mi interessa niente di Berlusconi, di Bossi, di D’alema, di Bersani, non mi interessa niente perché non voglio avere niente a che fare con loro. Basta. Ho solo una vita a disposizione. Cosa stracazzo mi può interessare della politica italiana? Cosa? Non è roba mia e non mi interessa. Uno può continuare a indignarsi ma alla fine ci si stanca anche di indignarsi. Bisogna ignorarli e andare avanti. Quando qualcuno immancabilmente mi chiede se ho visto il tal tg o letto la tal cosa, io immancabilmente rispondo che, no, non seguo la politica italiana. Ripetiglielo oggi e ripetiglielo domani, alla fine qualcuno inizia a capire. Le cose posso venirle a conoscere per vie traverse leggendole nei blog, ma sinceramente ho iniziato anche a saltare quei post perché proprio non mi interessa più nulla.
Sono scelte che uno fa. Io ho capito che non mi aspetto e non voglio più niente da questo Stato perché lo reputo nocivo e mi sono attivato di conseguenza. Sono scelte, non dico che siano migliori delle vostre.




9 Responses to “I’m not here”
Capisco il disgusto, ogni tanto mi prendo anche io qualche pausa (a dirla tutta, di TG italiani ne guardo davvero pochi, qualche stralcio del TG5 se mangio a casa coi miei, perché il telecomando è cosa di mio padre, e SKYTG24 a volte). Però non riesco ad estraniarmi completamente. Ogni volta che ci provo mi viene in mente quel che diceva Ayn Rand: “Smetterò di occuparmi di politica quando la politica smetterà di occuparsi di me”.
ma io sono molto attivo politicamente, non nei confronti italiani però
Io son pronto a fare la valigia e trasferirmi in Veneto se ce la fate. Siete più vicini rispetto a Singapore e non c’è quel cazzo di caldo umido che ti accoppa
“non c’è quel cazzo di caldo umido che ti accoppa”
eh, guarda che nella Bassa Veronese in estate si nuota in aria
già, l’altra volta sono finito su ballaro dopo penso quasi un anno che non seguo più la politica e mentre stavano a lì a discutere io pensavo “ma quante cazzate dicono? è impossibile, come fanno a non rendersene conto?”
Siamo in tanti, e per i motivi più disparati, ad augurarci un Italia senza Veneto
bravo. io invece mi auguro che chi si sente così tanto italiano, almeno lo scriva correttamente; l’italiano intendo.
Oddio, mi sarà sfuggito un apotrofo, sono altri i drammi nella vita. Devo dire che in effeti la “base” liberale del PNV non è affatto male, ma mi chiedo anche a che scopo fare un partito del genere, dal momento che l’Italia (comunque la si giudichi) non si dividerà mai.
“l’Italia (comunque la si giudichi) non si dividerà mai”
questa è una tua opinione che potrà venire smentita. anche dell’urss nel 1988 avevano detto che era ancora bella solida
comunque, non è l’italia che “si divide”, ma il veneto che diventa indipendente.