Sgt.

sgt. - capital of gravitySono un ascoltatore occasionale di post-rock e, ora che ci penso, non so come mai io non lo ascolti più di frequente perché…mi piace! Il post-rock, se non lo sapete, è quel genere musicale che si è tendenzialmente affrancato dalla schiavitù pop dei tre minuti per canzone per poter svolgere appieno la trama sonora tendenzialmente strumentale. Insomma, il post-rock è roba per gente tendenzialmente sfigata.

I Sgt. sono un gruppo giapponese che fa post-rock. Capite benissimo anche voi che la loro nipponicità me li mette in una posizione avvantaggiata rispetto ad altri gruppi; d’altronde sono pur sempre un wapanese. Mi sono quindi messo ad ascoltarli la prima volta con un orecchio indulgente già pronto a dire “sì forse un po’ scarsini…però bravi eh!

Niente, questa mia indulgenza non era necessaria perché Capital of gravity è un mini album che oggettivamente si può definire un grande album. Dopo l’abbastanza inutile canzone iniziale di due minuti e mezzo di introduzione, ci sono cinque belle canzoni corpose con i loro bei arrangiamenti corposi e la loro bella sonorità corposa. Che manchi la voce, sinceramente non me ne ero nemmeno accorto. FdC invece, che è la quintessenza dell’ascoltatrice pop, mi ha fatto notare che per lei questo è un album noioso. Questione di ignoranza musicale (sua), ovviamente; ma cosa volete, ci sono abituato. Par mi, i Sgt. i ghe pesta su, insoma, da fogo. Ora che li ho scoperti, approfondirò di certo la loro discografia.

 
 Sgt. - Apollo Program [6:58m]: Play Now | Play in Popup

P.S. se volete, ve lo dico sottovoce, potete ottenere for free l’intero album qui.