Muro sonoro di bottoni

fuck buttons - tarot sportCi ho messo circa un mesetto a metabolizzare Tarot Sport, ossia il nuovo album dei bristoliani Fuck Buttons. Non sono abituato a un livello di rumorosità così elevato, bisogna farci l’abitudine.

I Fuck Buttons infatti sono la risposta elettronica al noise, o almeno, a me banalizzando sembra così. Io li ho presi a spicchi. Non riuscendo a sopportare più di due canzoni per volta, ho seguito il mio istinto (di sopravvivenza uditiva) e ho fatto proprio così: due canzoni per volta.

Qualcuno potrà chiedersi il perché di tanto masochismo, perché sforzarsi per ascoltare un album che al primo ascolto manda un messaggio così ostico. La risposta è semplicissima: perché sentivo (percepivo) che l’album aveva un potenziale. Il discorso è molto simile a quando da bambino non ti piace un determinato sapore ma poi crescendo impari ad apprezzarlo e alla fine ti piace (caffè, vino, etc etc). Tarot Sport, dopo l’istantaneo gusto amaro, ti lascia in bocca un sapore gradevole; così gradevole che ora non posso non ascoltarlo ogni giorno. Tarot Sport è fatto a strati sovrapponibili, a gusci che piano piano si sciolgono e che ti fanno apprezzare quello che all’inizio si può prendere come mattone.

Sette “canzoni”, ognuna delle quali è un piccolo concentrato sonoro a sé stante. Sette “canzoni” che per essere apprezzate in pieno, dovrebbero essere suonate da uno stereo: no computer, no macchina.

Ascoltate il primo singolo, cioè Surf Solar.