Se hai la residenza in Veneto, vota nelle primarie del PNV per Claudio Ghiotto; a te convién!
boku wa
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la mojere
likely lads
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lexì valà
sto blog mi a lo podarìa anca considerar on prodoto editorial. l'è axornà (deboto senpre) na olta par dì e par mi el xe anca piasè belo de on quotidian. prima de sbanpolar però gavì da capir ca mi no so mia talian e no scrivo mia da l'italia; infra on pochi de ani anca a livel formal, staxìne serti. xontèghe che el server ndo che xe ospità sto blog el xe inte i stati unii. par strenxar, el mesajo final el vol esar: caranba e polisioti postali taliani no staxì a ronpar i cojoni co putanade cofà "la legge n. 62 del 07.03.2001"






14 Responses to “El me candidà par le primarie del PNV :)”
Non-nucleare? Bah.
sono ignorante in materia, quindi non mi esprimo.
alcuni, come claudio, dicono che è anti-economico, altri invece che conviene. io non ho ancora capito.
poi c’è la questione “logistica”, ossia, non so altrove dove siano posizionate le centrali nucleari, ma qui in Veneto la densità della popolazione è molto elevata e mi sembra che invece le centrali siano posizionate in luoghi scarsamente popolati.
comunque, ripeto, sono ignorante in materia e non ho un’opinione
In Svizzera ci sono, però non so che densità abitativa abbiano …
Comunque Ghiotto mi sembra una brava persona e almeno ha delle posizioni chiare.
Nutro ancora dei dubbi sul PNV, ma questo è probabilmente solo un mio problema. Diciamo che mi piacerebbe molto sentire anche il “programma” dei candidati in caso di vittoria alle regionali … a parte l’indipendenza che orami si è capita …
Salve a tutti: si parla del diavolo, ed eccolo quà!
La questione nucleare non è una posizione talebana contro il nucleare “perché è nucleare”, ma perché
1. non conviene economicamente (una centrale costa €14mld solo a farla, e circa il doppio a disfarla dopo venti/max trent’anni);
2. il Veneto, dai dati che ho letto qualche tempo fa, è esportatore di energia elettrica: poterne produrre di più và anche bene, ma allora che si faccia con tecnologie che le nostre aziende possono affrontare, quindi sviluppando opportunità di business e occupazione in cui l’ideale è un mercato libero della produzione e distribuzione di energia.
3. è fuori discussione che la tecnologia nucleare sia più rischiosa di altre tecnologie (soprattutto per gli effetti a lungo termine), a parità di costi e di rapporto potenziale di produzione/bisogno, non ha senso scegliere una tecnologia più rischiosa, poiché tale rischio costa di più gestirlo.
Saluti, Claudio G.
P.s. Il costo di smaltimento è ovviamente stimato senza considerare l’inflazione.
1. non sono sicuro da dove tu prenda questi dati, ma il costo di una centrale atomica è calato parecchio negli ultimi anni, e durano molto di più di trent’anni. Tenuti conto i (spesso maggiori) sussidi ad altri fonti di energia, il nucleare è decisamente attrattivo. Non per nulla è una delle industrie in maggiore espansione nei paesi emergenti.
Per i dati vedi qui e qui.
2. se lo è davvero perché specificarlo nel proprio manifesto? lasciate che sia il mercato e le scelte strategiche a lungo termine a decidere.
3. numeri alla mano è decisamente meno rischiosa di altri sorgenti di energia, e parecchio più ecologica. qui trovi un interessante articolo su morti/terawatt. Riassumendo il carbone e il petrolio generano parecchi più morti di qualsiasi altra cosa, ma anche l’idroelettrico fa più vittime del nucleare.
Io lascerei fare al libero mercato … cioè se qualcuno è disposto ad investire per fare una centrale e ritiene di ricavarci soldi (e di attirarsi la simpatia dei vicini) senza che lo stato gli dia una lira … beh allora perchè no …
@Nova, scusa se ti do una risposta breve ma stasera ho fatto il pieno. Ho dato una rapida lettura al blog che hai collegato, mi sembra che il succo di quello che dice sia in pratica che con il nucleare hai meno costi derivati da esternalità e meno sussidi statali.
Anche dando per buoni i dati presentati, le esternalità sono riferite meramente agli eventuali incidenti, o contro i combustibili fossili a cui viene opposto il mancato inquinamento da parte delle centrali nucleari. Manca mi pare però un punto fondamentale: dove butti le scorie? (mi riferisco ovviamente ai costi).
Per la durata ultratrentennale da te menzionata non ho alcun riscontro.
Il fatto che le centrali nucleari siano le preferite dai paesi emergenti francamente non mi dice nulla, se non farmi pensare che a tutti gli stati, specie se governati da combriccole di dirigisti, fa gola disporre di un possibile canale per lo sviluppo di armi nucleari.
Questo semmai mi introduce a fare rilevare una mancanza del blog citato: mentre gli stati hanno largamente sovvenzionato i programmi di energie “alternative”, il nucleare per decenni ha goduto di sovvenzioni occulte, che non troverai da nessuna parte se non nelle parti di bilancio relative alla difesa.
Mi fermo qui e passo al tuo punto 2. Si specifica nel manifesto perché non siamo noi a voler fare le politiche energetiche sulla testa dei cittadini e del mercato, e dobbiamo pur chiarire la nostra posizione.
Poi per esigenze di tempo, è stato tagliato all’osso quello che si doveva dire: quello è un richiamo, che richiede approfondimenti.
Sul tuo punto 3, scusa, ma tu mi dai un riferimento sugli incidenti dovuti all’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti delle case?? Strawman. Quell’articolo è un pieno di nulla. No vorrai paragonare gli incidenti sul lavoro di installazione con gli incidenti di esercizio, no? Ma sai quanta gente muore nell’edilizia solo perché non mette il casco?
Poi lì si fa una elencazione dei morti per terawatt (wow bella questa) facendo tutto un minestrone. Ma se non muore un po’ di gente su questo pianeta per incidenti, di cosa cavolo vuoi che muoia? >:}
Invece mi pare molto più grave il fatto che *nascano* bambini malforni, o vi siano persone che *vivono* con danni permanenti. In questo senso il petrolio fa una bella concorrenza al nucleare, niente da dire, io però non ho sostenuto l’uso del petrolio.
Poi intendiamoci, dicendo che piuttosto del nucleare meglio l’idroelettrico, non è che anche dico CHE DEVE ESSERE IL GOVERNO A FARLO!
Nella mia visione, la produzione, distribuzione, scambio, e tutti i trattamenti possibili di energia devono essere liberi e senza alcun controllo da parte dello stato, a parte l’esserne meramente a conoscenza per poter coordinare casi di emergenza.
@Nova.
Dimenticavo. Se per caso hai esperienza o conoscenze specifiche sul settore, fatti avanti e porta elementi più concreti.
Sono nel bel mezzo di un trasloco, per cui potrò rispondere solo tra un po’, sorry.
azz, mi interessava, vabbeh, buon trasloco!
Rieccomi!
Riguardo alle scorie vi sono già soluzioni esistenti per stoccarle in sicurezza. Lo so che nessuno non le vuole nel proprio giardino, ma questo è un argomento puramente politico (e politicizzato), non scientifico.
In più la tecnologia per ridurre la radioattività da decine di migliaia di anni a poche centinaia esiste già, e si sta lavorando per renderle più economiche. Steven Chu (nobel per la fisica, chief scientist nel cabinet di obama ne discute in questo video (a partire da 16:00) insieme ad altre molto interessanti.
Al momento la vita standard per una centrale atomica è 40 anni (vedi qui), ma ci sono piani realistici per estenderle ad 80 con relativamente poca manutenzione.
La proliferazione è effettivamente un problema, ma non tutti i reattori generano materiale che può essere usato per armi (ad esempio quelli al torio). E se davvero fosse questo il motivo principale per lo sviluppo dei reattori in quei paesi ne avrebbero due o tre (vedi Iran), non 20 o 30!
Riguardo alle sovvenzioni, qualsiasi fonte di energia ritenuta strategica da uno stato (ovvero tutte quelle utilizzabili in scala) sono state sovvenzionate in un modo o nell’altro dallo stato. Gli USA pagano ancora miliardi in sovvenzioni ai produttori di petrolio che sicuramente non ne hanno bisogno!
E poi cosa vorresti dire con questo? Che la tecnologia è ormai sporcata dalle mani dello stato e che quindi le conoscenze ottenute non possono più essere utilizzate? L’iniziativa privata, tra l’altro, investe anch’essa nel nucleare di punta. Vedi ad esempio hyperion.
L’articolo sugli incidenti serve proprio per mettere in prospettiva le morti legate all’uso dell’energia nucleare (pacifica). Chiaro che nessuno si preoccupa per le morti (direttamente) collegate all’istallazione dei pannelli solari, ma è proprio questo il punto.
Grave il fatto che nascano bambini malformati, meno chiaro è il collegamento con il nucleare, a parte in un _unico_ caso dovuto più alla incompetenza che alla tecnologia (nota che la radioattività nell’aria derivata dal carbone produce molti più danni di quella delle scorie).
Infine mi trovo in disaccordo anche sulla questione del governo (questo però ha poco a che fare con il discorso del nucleare). Il problema dell’energia è di natura strategica: a mio avviso se lasciassimo fare puramente al mercato ci sarebbero quasi solo centrali a carbone (abbondantissimo) e petrolio.
Ah, non sono un fisico ma mi piace avere fonti informate (possibilmente autorevoli) per tenermi aggiornato. Esempi? American Scientist (Le Scienze in italiano), Nature (i podcast sono fantastici), blog vari e alcuni fisici che a volte si prendono la briga di affrontare il problema e presentarlo in maniera chiara anche per chi fisico non è.
@Yoshi: Grazie per l’augurio! E’ quasi finita!