Fascisti crociati

Dei fascisti fanno irruzione nella sede dei Radicali Italiani, fanno esplodere una bomba carta, lanciano manifesti offensivi contro i radicali e inchiodano delle croci sul loro portone. E’ un atto gravissimo, di violenta intimidazione prima di tutto, poi di intolleranza che sa del peggio della cultura islamofascista e cattoclericale. Secondo Roberto Benignetti “si è trattata di un’azione pacifica finalizzata alla critica della visione di un’Europa priva di quei valori che l’hanno costruita nei secoli: cristianità, nazione, popolo.”

Neppure negli anni 70 o nei bui anni del ventennio fascista questi intimidazioni si facevano alla luce del sole e con un comunicato ufficiale del giorno stesso. Così come se fosse la cosa più normale del mondo compiere queste azioni squadriste.

Un atto che dovrebbe dare scandalo prima di tutto ai credenti, e invece c’è qualcuno che invece di denunciare il fatto in sè, cioè l’intimidazione, l’intolleranza ecc. si preoccupa della salute delle piccole croci invocando la legge su vilipendio di simboli religiosi. Capite? La violenza non sta nell’aver usato il simbolo religioso come arma di intimidazione contro altri, ma nell’aver abusato del simbolo religioso. Chissà se qualcuno un giorno deciderà di usare un crocifisso per uccidere gli infedeli. Tanto verrebbe processato per vilipendio alla religione, non per omicidio.

Fabristol

Il pacifismo dei fascisti è un concetto così sublime che non riesco a coglierlo. Sicuramente è un mio deficit.