ROMA (30 novembre) – Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato ricevuto oggi al palazzo presidenziale di Minsk dal presidente dittatore Alexander Lukashenko. Si tratta della prima visita ufficiale di un leader occidentale in Bielorussia da una quindicina di anni.
Il leader bielorusso era stato infatti isolato dall’Unione europea e dalla comunità internazionale dopo l’accusa di brogli nelle elezioni che lo hanno confermato al potere negli anni novanta e per una serie di limitazioni alla democrazia ed ai diritti fondamentali.
Lukashenko ha quindi ringraziato Berlusconi per aver interrotto l’isolamento internazionale della Bielorussia. «Ringrazio il presidente Berlusconi – ha detto incontrando i giornalisti locali prima dei colloqui con il premier – per la sua puntualità: aveva promesso di venire ed è venuto. Noi – ha proseguito Lukashenko – comprendiamo bene il significato di ciò e ce lo ricorderemo». (qui)
Allora, le novità che ho saputo oggi di rimando dallo Stato nel quale attualmente risiedo sono che:
- Un leghista celtico vorrebbe inserire una croce nella bandiera dello Stato nel quale attualmente risiedo dando prova di aver capito tutto della Svizzera e della sua bandiera (ugh ugh, c’è una croce, argh argh mettiamola anche noi!). Fantastico!
- Il presidente del consiglio dello Stato nel quale attualmente risiedo è andato, unico leader (non ridete) occidentale, a fare merenda da quello che giornalisticamente viene chiamato da tutti “l’ultimo dittatore europeo”. Figata!
Non capisco come possa essere possibile che ci siano italiani che si considerano liberali che votano questa coalizione di centrodestra, considerando anche il valtellinese neomarxista al governo. A casa dovete stare il giorno delle elezioni, a casa! Per fortuna sono cose che non mi riguardano e che mi riguarderanno sempre di meno. Tuttavia, ammetto che è il mio gusto dell’orrido trae sazietà da queste brevi incursioni nella società politica italica.
ROMA (30 novembre) – Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato ricevuto oggi al palazzo presidenziale di Minsk dal presidente dittatore Alexander Lukashenko. Si tratta della prima visita ufficiale di un leader occidentale in Bielorussia da una quindicina di anni.






5 Responses to “Superato il tragico, si naviga nel comico”
Intanto la versione del corriere è diversa: http://www.corriere.it/politica/09_novembre_30/Lukashenko-riavvicinamento-europa_e56946c6-ddf4-11de-a61b-00144f02aabc.shtml
Inoltre credo che se decenni di isolamento forzato della Bielorussia da parte dei paesi occidentali non abbia portato alla caduta del regime allora evidentemente la cosa non funziona. Altrimenti dovremmo isolare diplomaticamente ed economicamente anche la Cina, probabilmente anche la Russia, e decine di altri regimi “autoritari”.
Meglio aprire che chiudere. Si sa mai che qualche virus del mercato non porti un po’ di libertà civili …
Statominimo
Guarda che a Berlusconi non gliene fotte una sega (scusa il francesismo) dei diritti civili. Lui è affascinato dai dittatori perché riescono ad avere consenso senza l’intralcio dell’opposizione. Quello che vorrebbe fare lui in Italia. Non è un caso che abbia espresso ammirazione per Lukashenko. Un’apertura diplomatica è diversa dal’ammirazione a casa mia.
«Tanti auguri a lei e al suo governo. E alla sua gente che so che la ama. E questo è dimostrato da tutti i risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti, che noi conosciamo e apprezziamo». Così Berlusconi nel corso di una conferenza stampa congiunta con Alexander Lukashenko
qui
I problemi sono due.
Uno quello evidenziato da Statominimo: serve isolare i dittatori? Non lo so, e in fondo in fondo non credo lo sappia nessuno (anche l’apertura dei mercati è tutt’altro che una garanzia di democratizzazione).
Il secondo è quello della politica estera di Berlusconi. In un sistema concorrenziale tra stati, ognuno trova le sue nicchie commerciali; in alcuni casi queste nicchie sono obbligate, ad esempio per un paese non energia-autosufficiente come l’Italia (vedi alla voce Libia). Non si può fare troppo i moralisti.
Berlusconi (rispetto alla precedente legislatura da neo-con de noartri, almeno in teoria) punta a una politica estera indipendente rispetto alla NATO e rispetto all’UE, un po’ da democriziano di altri tempi, un po’ da dittatore africano.
Il fatto è che lui vuole trattare personalmente (“Vedere donna, pagare cammello”: ricordate?) e chi gli dà più garanzia dei tiranni autocratici? In agguato c’è l’ambiguità tra rapporti commerciali e diplomatici, affari personali e amicizie private. E l’immagine non è tutto, ma non è neanche niente: una cosa è fare affari con Gheddafi o Lukashenko, un’altra è cospargere fiori al loro passaggio.
Nel breve termine la politica personalistica di Berlusconi ci può portare dei vantaggi, nel lungo termine rischiamo di scivolare lentamente al di fuori di un rapporto di fiducia tra potenze occidentali, per non dire della prospettiva di una politica estera comune europea (lontana anni luce per noi fino a che c’è quello in circolazione).
un conto è la libertà di commercio, ossia il non-intralcio da parte degli stati nei liberi scambi tra due individui e/o ditte. un altro conto è la politica statalista di berlusconi che punta a fare accordi di stato con le varie dittature energetiche