Archive: November, 2009

Fascisti crociati

Dei fascisti fanno irruzione nella sede dei Radicali Italiani, fanno esplodere una bomba carta, lanciano manifesti offensivi contro i radicali e inchiodano delle croci sul loro portone. E’ un atto gravissimo, di violenta intimidazione prima di tutto, poi di intolleranza che sa del peggio della cultura islamofascista e cattoclericale. Secondo Roberto Benignetti “si è trattata di un’azione pacifica finalizzata alla critica della visione di un’Europa priva di quei valori che l’hanno costruita nei secoli: cristianità, nazione, popolo.”

Neppure negli anni 70 o nei bui anni del ventennio fascista questi intimidazioni si facevano alla luce del sole e con un comunicato ufficiale del giorno stesso. Così come se fosse la cosa più normale del mondo compiere queste azioni squadriste.

Un atto che dovrebbe dare scandalo prima di tutto ai credenti, e invece c’è qualcuno che invece di denunciare il fatto in sè, cioè l’intimidazione, l’intolleranza ecc. si preoccupa della salute delle piccole croci invocando la legge su vilipendio di simboli religiosi. Capite? La violenza non sta nell’aver usato il simbolo religioso come arma di intimidazione contro altri, ma nell’aver abusato del simbolo religioso. Chissà se qualcuno un giorno deciderà di usare un crocifisso per uccidere gli infedeli. Tanto verrebbe processato per vilipendio alla religione, non per omicidio.

Fabristol

Il pacifismo dei fascisti è un concetto così sublime che non riesco a coglierlo. Sicuramente è un mio deficit.

El me candidà par le primarie del PNV :)

Se hai la residenza in Veneto, vota nelle primarie del PNV per Claudio Ghiotto; a te convién!

Muro sonoro di bottoni

fuck buttons - tarot sportCi ho messo circa un mesetto a metabolizzare Tarot Sport, ossia il nuovo album dei bristoliani Fuck Buttons. Non sono abituato a un livello di rumorosità così elevato, bisogna farci l’abitudine.

I Fuck Buttons infatti sono la risposta elettronica al noise, o almeno, a me banalizzando sembra così. Io li ho presi a spicchi. Non riuscendo a sopportare più di due canzoni per volta, ho seguito il mio istinto (di sopravvivenza uditiva) e ho fatto proprio così: due canzoni per volta.

Qualcuno potrà chiedersi il perché di tanto masochismo, perché sforzarsi per ascoltare un album che al primo ascolto manda un messaggio così ostico. La risposta è semplicissima: perché sentivo (percepivo) che l’album aveva un potenziale. Il discorso è molto simile a quando da bambino non ti piace un determinato sapore ma poi crescendo impari ad apprezzarlo e alla fine ti piace (caffè, vino, etc etc). Tarot Sport, dopo l’istantaneo gusto amaro, ti lascia in bocca un sapore gradevole; così gradevole che ora non posso non ascoltarlo ogni giorno. Tarot Sport è fatto a strati sovrapponibili, a gusci che piano piano si sciolgono e che ti fanno apprezzare quello che all’inizio si può prendere come mattone.

Sette “canzoni”, ognuna delle quali è un piccolo concentrato sonoro a sé stante. Sette “canzoni” che per essere apprezzate in pieno, dovrebbero essere suonate da uno stereo: no computer, no macchina.

Ascoltate il primo singolo, cioè Surf Solar.

In piazza con Giorgio Fidenato

Riporto:

Giorgio Fidenato è un imprenditore di Pordenone che dal Gennaio 2009 ha intrapreso una storica battaglia contro il Fisco e lo Stato Italiano. Di comune accordo con i suoi dipendenti ha deciso di smettere di fare da sostituto di imposta per conto dello stato. Giorgio cioè ogni mese consegna ai propri dipendenti l’intera somma lorda del loro stipendio rifiutandosi di pagare tasse e contributi per loro conto. Le tasse, se vorrà pagarle, dovrà pagarle direttamente il dipendente.
Questa non è solo una battaglia per la forma. E non è solo una battaglia per un principio: nessuno deve essere costretto a lavorare gratis per lo Stato (e pagare le imposte per conto di altri è un vero e proprio lavoro con forti oneri annuali). Questa è una grande battaglia. Se il dipendente si ritrova tutti i soldi che gli spettano in busta paga egli comprende che non è il suo datore di lavoro a pagarlo poco ma è lo Stato a defraudarlo di oltre la metà di ciò che gli spetta!

Giorgio Fidenato è un imprenditore di Pordenone che dal Gennaio 2009 ha intrapreso una storica battaglia contro il Fisco e lo Stato Italiano. Di comune accordo con i suoi dipendenti ha deciso di smettere di fare da sostituto di imposta per conto dello stato. Giorgio cioè ogni mese consegna ai propri dipendenti l’intera somma lorda del loro stipendio rifiutandosi di pagare tasse e contributi per loro conto. Le tasse, se vorrà pagarle, dovrà pagarle direttamente il dipendente.

Questa non è solo una battaglia per la forma. E non è solo una battaglia per un principio: nessuno deve essere costretto a lavorare gratis per lo Stato (e pagare le imposte per conto di altri è un vero e proprio lavoro con forti oneri annuali). Questa è una grande battaglia. Se il dipendente si ritrova tutti i soldi che gli spettano in busta paga egli comprende che non è il suo datore di lavoro a pagarlo poco ma è lo Stato a defraudarlo di oltre la metà di ciò che gli spetta!

Giorgio Fidenato è cofondatore del Movimento Libertario e io penso che questa sia una battaglia enormemente più grande di quello che si potrebbe pensare a prima vista. Il sostituto d’imposta è due volte intollerabile. Primo perché costringe l’imprenditore, suo malgrado, a fare da esattore delle imposte gratis. In secondo luogo, è lo strumento attraverso il quale lo Stato camuffa la sua razzia nei confronti dei lavoratori dipendenti. Se domani il sostituto d’imposta venisse eliminato, assisteremmo a un’inversione di tendenza da parte dello Stato nella sua gestione allegra dei nostri soldi. Se domani il sostituto d’imposta venisse eliminato, un bel po’ di gente inizierebbe ad aprire gli occhi.

Io la mattina di giovedì 19 novembre sarò a Pordenone in Piazza Giustiniani davanti al tribunale insieme agli amici del Movimento Libertario per stare al fianco di Giorgio Fidenato. In quel giorno infatti il tribunale del lavoro si esprimerà sulla competenza o meno in materia e l’auspicio è che venga deciso che la questione va riportata alla Corte Costituzionale. Bisogna esserci. Bisogna.

Tutto quello di cui ho bisogno

All I Need è una canzone degli Air ed è contenuta nell’album del 1998 Moon Safari. Gli Air sono un gruppo che non ho mai approfondito più di tanto perché sono usciti in un periodo sbagliato, per me. Li ho scoperti solo dopo e in modo parziale. Secondo me hanno creato alcuni capolavori fantastici ma anche tanta musica da tappezzeria.

Questo video è del 1998 e all’epoca io ascoltavo praticamente solo rap, meno melodia c’era e meglio era. Tuttavia, ogni volta che mi imbattevo in questo video non potevo non guardarlo meravigliato e sognante. La fotografia è bellissima, l’ambientazione è bellissima, la musica è bellissima e i due protagonisti sono meravigliosi. Guardavo rapito questa storia d’amore e, anche se non capivo tutto quello che dicevano, invidiavo molto quei due. Non so fossero degli attori o no, non so se, nel caso non fossero stati attori, siano ancora insieme o no. Non mi interessa: per me questo video rappresenta la dolcezza dell’amore giovanile.

Ho sentito la canzone in radio qualche giorno fa e mi è venuta subito la voglia di rivedere il video. Ecco, vorrei dedicarlo a FdC perché, anche se non andiamo in skate, siamo bellissimi anche noi.

Corar

La mia carriera di corridore del tardo pomeriggio va avanti tra dolori alla caviglia, fiatone, senso di vomito e sensazione di stare per svenire. Indomito vado avanti nel tentativo di diventare una persona che mentre corre non sembra che stia scappando, arrancando, da un mostro dietro di lui. È difficile eh! Soprattutto adesso che c’è buio, freddo e a volte capita che piova. È difficile, ma voglio fare la persona figa.

Per fortuna ho la musica che mi soccorre e quando sono lì lì per gettare la spugna, arriva il ritornello giusto che mi regala la forza per ripartire, in un estremo sforzo che coinvolge ogni singola fibra del mio flaccido corpo. Così mi son detto, perché non condividere con i miei amati lettori la mia playlist attuale pensata appositamente per correre?

Detto –> Fatto.

Scaricare pure Corar (78,3 MB per 46 minuti e 18 secondi). All’interno ci troverete:

  1. Stillness Is The Move - Dirty Projectors
  2. Ah Oh Aficionados – Trabant
  3. I Gotta Feeling – Black Eyed Peas
  4. Discoteque – Karkadan
  5. Spin Cycle – Eyedea & Abilities
  6. Walls – Beck
  7. 11th Dimension - Julian Casablancas
  8. Happy Up Here - Röyksopp
  9. North American Scum – LCD Soundsystem
  10. Satellite Of Love – Lou Reed
  11. Ambivalence Avenue – Bibio
  12. The Rise – Syntesizer Shaik

Non scandalizzatevi per certe tamarrate: sono perfette per la corsa.

La scuola italiana è una croce

Perché volete che i soldi che lo Stato mi ha estorto, a me ateo religiofobico, servano anche per i vostri simboli religiosi e per i vostri insegnanti di religione?

Poi basta, ché son stufo.

Il mio nuovo Pugno d’Acciaio

L’umanità, fin dalla notte dei tempi, si può dividere fondamentalmente in due categorie principali. Le altre categorie sono secondarie, quelle che realmente dividono il genere umano sono queste due: quelli che nei picchiaduro sono in grado di fare le super combo infinite che spappolano gli avversari e quelli invece che non ne sono capaci. Io appartengo alla seconda ma mi sforzo per entrare nella prima.

Non ho mai avuto un gioco della saga di Tekken prima di questo nuovo Tekken 6 ma ho giocato molto a Tekken 3 da un mio amico. In pratica, ci si trovava in quattro o cinque dal mio amico e si facevano appassionanti tornei nei quali la tensione alle volte quasi si trasferiva dalle botte virtuali alle botte reali. Uau, che giovinezza vissuta. Vedendolo sulla scaffale appena uscito ancora caldo di produzione, ho sentito la necessità di acquistare questo nuovo Tekken 6 perché, è risaputo, dopo i trenta inizia la regressione.

La novità più grande di questo Tekken 6 è che, oltre al classico torneo, c’è anche la modalità campagna nella quale si combatte andando avanti in un ambiente seguendo una storia intervallata da luuunghi filmati. Ho appena iniziato questa modalità quindi non posso dare giudizi, però sembra interessante e mi fa tornare in mente quei bei picchiaduro a scorrimento orizzontale con il quale mi trastullavo da giovine in sala giochi. Ari-uau, che giovinezza vissuta. Oltre a questo, ovviamente c’è il classico torneo nel quale si può scegliere tra una caterva di personaggi (io prediligo Lei Wulong). Personaggi che si possono customizzare moltissimo, anche con esiti alquanto ridicoli. Sì, ci sono i guerrieroni forti, gli eroi agili, le signorine scosciate e tettute, i mostri e gli animali buffi. Inoltre, si può giocare anche online contro altri giocatori umani (kind of). In questo modo non c’è neanche il pericolo che il ritrovo di amici possa degenerare in rissa vera. Se da una parte, trovarsi dal vivo è indubbiamente più divertente, ora posso menare online anche un francese.

Tekken 6 è un picchiaduro indubbiamente superlativo che può soddisfare sia i combo maniacs che i neofiti, ossia, all’inizio ci si diverte tantissimo anche smanettando a caso; successivamente si inizia a guardare (direttamente dal gioco) come effettuare le mosse speciali. Un gioco a più livelli quindi. Una nota stonata forse è la grafica che non è così superlativa (bellissima ma non superlativa) come ci si dovrebbe aspettare, almeno, io mi aspetto un cicinin di più. Inoltre, ma va a gusti personali, alcuni scenari sono un po’ troppo incasinati e pieni di distrazioni: io avrei preferito scenari più calmi senza aerei che ti sfrecciano a due centimetri.

Ma si sa che alle persone anziane non piace la confusione.