Riporto una parte di un commento di Claudio che serve a spiegare il video:
Dunque Berlusconi & Co. (e per Co. includiamo la banda dei bolognesi) hanno creato un paese incivile, incapace di confrontarsi con la democrazia, quella vera, come gli stati sudamericani, sempre instabili che oscillano tra una dittatura fascista e la revolucciòn del pueblo, senza trovare un equilibrio.
Una autentica bananas republic.Ecco, l’Italia, alchimia impossibile, stà andando verso quella deriva, ed il messaggio politico del pnv non poteva essere più chiaro: pensiamo alla nostra indipendenza, liberiamoci di questo scafandro di piombo.
Non c’è nulla da dire né su Berlusconi, né sulla persona che lo ha aggredito, ed ancora meno sui commenti dei politici italiani, che ora tuonano per avere misure di sicurezza draconiane tra cui, ne sono certo, figurerà la censura di Internet.
Come si dice in politica “mai sprecare una buona crisi”.Nota: “banda dei bolognesi” si riferisce ad alcuni politici dell’area emilanoromagnola: Prodi, Bersani, Fini…. per indicare che la banda è ad ampio spettro.
Ieri in Catalogna in 170 comuni si è votato un referendum autogestito (15.000 volontari e osservatori dalla Corsica, dal Sud Tirolo, dalla Scozia, etc etc) sull’indipendenza catalana. Ha votato il 30% degli interessati, il che per un referendum che non aveva tutti i crismi dell’ ufficialità e che in pratica era d’opinione non è affatto male. Ha vinto il SI all’indipendenza con quasi il 97% dei voti. Aspetto con impazienza il giorno in cui anche qui all’interno dello Stato italiano noi tutti da tutte le parti di questo stato si capisca che questa è la via per uscire dalla squallida situazione attuale.




14 Responses to “Aggressione al premier di ITA: la posizione del PNV”
Un paio di domande sul PNV:
1) Avete pensato o avete intenzione di organizzare un sondaggio *vero* sulle opinioni dei veneti sull’indipendenza, con tutti i crismi del caso, campioni scelti professionalmente e via così? Ho cercato un po’ sul sito del PNV ma ho trovato solo qualche risultato non statisticamente valido: televoti, firme ai gazebo, ecc..
Credo che un risultato affidabile, sbandierabile e soprattutto difendibile (perché se dà riscontri positivi verrà attaccato a prescindere, non mi faccio illusioni) sarebbe più utile al PNV di, beh, di qualunque arma abbia a disposizione al momento. E se risulta che invece solo una ristretta minoranza dei veneti è interessata, sarebbe bene scoprirlo così da sapere di doversi concentrare sull’informazione prima che sulla politica.
2) Ma quel Gianluca Panto è il figlio di quel Panto?
1) ci avevo pensato anch’io. l’unica controindicazione però è che per farne uno veramente valido (campione ampio, domande mirate, etc etc) secondo me ci vuole una pacca di soldi. Cmq è un’azione interessante
2) no, cugino. La tempra è quella di famiglia e si vede dopo un minuto che ci parli
Hai fatto tu il video? Stile minimal Mac, mi piace.
Denghiu
era proprio l’effetto che cercavo. Ci sono riuscito
no scusa però. se parliamo della possibilità di fare il referendum ok, parliamone, anzi facciamolo. però i dati del referendum in catalogna mi sembrano piuttosto privi di significato, con tutto il rispetto. cioè dico, mi pare abbastanza scontato che il 97% abbia detto di sì. forse avrebbe più senso concentrarsi sul 70% che non è andato a votare.
Non pensi che se si fosse trattato di un referendum “vero” sarebbe andata più gente a votare? Questo è da raffrontare più alle primarie come spirito
non saprei, guarda il referendum sulla procreazione assistita..
poi chiaro che lo spirito è simile a quello delle primarie, solo che alle primarie non è che si voti, per esempio, pro o contro il PD, sarebbe un tantino autoreferenziale
“guarda il referendum sulla procreazione assistita..”
se si parla di qui, penso che un eventuale referendum l’indipendenza del Veneto attirerebbe na sciantina di più di interesse che un oscuro tema di bioetica che tocca personalmente poche persone.
Mi sono incuriosito un po’ e ho dato un colpo di Google; un servizio del genere certo non si compra su eBay, ma ho trovato qualche cifra sul sito di cercom.it, che a una rapida occhiata non sembrano del tutto incompetenti.
Per una ricerca di mercato le loro cifre si aggirano da “meno di 6000″ a “più di 15000″ euro, e nella pagina dei preventivi suggeriscono che “sotto i 3-4000 Euro non esiste niente di professionale”. Però cliccando su “sondaggio d’opinione” dicono che “è molto più agile e meno costoso di una ricerca di mercato classica” e “se desiderate un sondaggio di qualsiasi genere non esitate a contattarci per un preventivo ad hoc: tempi e costi vi stupiranno positivamente.” Vedi un po’ tu.
Un sondaggio sull’indipendenza e’ stato fatto:
http://www.gazzettino.it/ParteMobile/Main/14-10-2008.pdf
La domanda non era proprio indipendenza si/no. Ma vuoi tu indipendenza/federalismo/migliori-parlamentari/o partiti-regionali/?
l’11% dei veneti voleva l’indipendenza
Ehm, Lodovico, il link dà 404!
Credo che le osservazioni mosse da Nhil non siano affatto fuori luogo. In effetti, a pelle, la percezione non è quella di essere di fronte ad un consenso molto ampio.
Direi che il referendum fatto a Jesolo sia un modesto indicatore (in quel caso ha votato a favore il 18%*, e non si trattava di un referendum tanto per fare).
Questo mi fa venire in mente una cosa però. In un referendum per l’indipendenza non c’è quorum: se votano in 10, la maggioranza (+5% per stare alla recente consuetudine introdotta dalla EU e CSCE) di quei 10 vale per tutti.
Se è vero che chi ora non è interessato a votare potrebbe votare contro quando si vede spinto al voto (in fondo si gioca il suo futuro), è anche vero che chi non votava per pigrizia non necessariamente si traduca in un voto contrario.
*18% è un valore assoluto dei favorevoli corretto sulla totalità degli aventi diritto al voto, attrbuendo un valore negativo ai non votanti: I Si anche in quel caso erano circa il 90%, i votanti sono stati poco sopra il 22%.
Ad ogni modo, Nhil, se hai un partito che è pagato mediante sovvenzioni varie, da elargizioni da parte di gente che conta di ottenere un ritorno economico magari vedendosi favoriti in appalti pubblici (spero non ci siano qui ingenui che credono ancora alla favola degli appalti non truccati), di stipendi da parlamentare co-optati, e altre numerose possibili fonti di entrata; non hai problemi a fare sondaggi e ricerche di mercato che costano non qualche migliaio ma decine di migliaia di euro; se non sei QUEL genere di partito allora anche 100 euro sono una bella spesa, perché sono soldi dei soci e di qualche raro filantropo.
Lo so, ma io non ho idea delle dimensioni o del budget annuale del PNV, mentre Yoshi probabilmente sì. Se ha due-tremila iscritti allora la cosa dovrebbe essere fattibile, se ne ha un centinaio invece diventa parecchio problematica.
(Fra parentesi: se vedo un sondaggio affidabile che indica che l’indipendentismo ha serie chance di diventare maggioritario in Veneto, prometto che prendo la tessera.)
@nihil: eh ma ‘scolta, cosa fai? sali sul carro dei vincitori? eh no! devi prenderla ADESSSO (o il 1 gennaio, dai) la tessera!