Archive: January, 2010

C’è dell’amore in me

Finalmente è arrivato tra noi. Il 25 gennaio è uscito il nuovo album del divino Kieran Hebden in arte Four Tet. Alleluja! Allora, mettiamo subito le cose in chiaro: non posso assicurarvi che questa recensione abbia tutti i crismi dell’obiettività in quanto il recensore è palesemente innamorato da una vita del recensito.

La cosa che salta di più alle orecchie di There Is Love In You, la nuova Opera di Four Tet, è il suono decisamente basic che il Maestro ha deciso di dare al tutto. Che sia stata la sbronza di improvvisazionismo insieme al socio batterista jazz Steve Reid che ha fatto venir voglia di struttura? Un album molto lineare e con pochi blip, glitch, sbriz e friz. Un album sanamente techno, di un’elettronica che va dritta al cuore e allo spirito.

Pattern solidi e meravigliosi in tutte le canzoni per far ballare le persone: una cosa che sembra semplice ma che in realtà richiede una bravura non indifferente. Questo There Is Love In You è un lavoro che rappresenta uno standard di quello che dovrebbe essere un album di musica elettronica. Four Tet non mi ha deluso; d’altronde, potrebbe mai?

 
 Four Tet - Angel Echoes [4:01m]: Play Now | Play in Popup

 
 Four Tet - This Unfould: Play Now | Play in Popup

Non permettere il discrimine è sinonimo di non libertà

BOLZANO (9 gennaio) – Non è stato permesso loro di entrare in discoteca «perché italiane». Lo hanno denunciato un gruppo di ragazze tra i 16 e 18 anni che, con una e-mail inviata al giornale Alto Adige, affermano di essere state discriminate per motivi etnici. Il titolare della discoteca, che sorge ad Appiano vicino vicino a Bolzano, ha però respinto le accuse.
«Per entrare hanno scritto le ragazze – abbiamo dovuto rispondere in tedesco ad alcune domande cercando di ingannare gli addetti alla sicurezza. E questa non è la prima volta che capita. A noi dispiace molto, perché si tratta di una delle poche discoteche dove troviamo giovani della nostra età, dai 16 ai 18 anni». Per il titolare del locale, invece, «la discoteca ha soltanto 800 posti ed é inevitabile che qualcuno non riesca ad entrare. Ma certo non abbiamo deciso sulla base della lingua parlata dalle ragazze».
Confermano all’Ansa questa versione, davanti ad una scuola, anche alcuni ragazzi che spesso al sabato frequentano il locale: «La discoteca – dicono – è una dello poche che vi sono nell’area di Bolzano e spesso c’è il pienone. Ma tra i presenti i ragazzi di lingua italiana, talvolta sono quasi la maggioranza».
(qui)

BOLZANO (28 gennaio) – La titolare di alcune discoteche altoatesine – tra cui il locale finito di recente sotto i riflettori dopo che alcune ragazze avevano denunciato di non essere state fatte entrare «perché italiane» – è stata picchiata la notte scorsa da sconosciuti.
Il fatto è accaduto ad Appiano, nei pressi di Bolzano. La donna, Maria Neiderwofsgruber, di 58 anni, è stata aggredita da due sconosciuti che l’hanno picchiata sulla soglia di casa, dopo essersi fatti aprire la porta dicendo che dovevano consegnare un plico. La donna è stata ricoverata all’ospedale di Bolzano. Le sue condizioni non appaiono gravi. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri.
(qui)

Il Sud Tirolo è quella regione che per schifosissima ipocrisia italica viene chiamata “Alto Adige”. Quella regione che è stata presa dal Regno sabaudo d’Italia (come sempre, perdente sul campo ma con alleati vincitori) come bottino di guerra  nel 1920, alla fine della Prima Guerra Mondiale, all’Austria per avere dei confini più facilmente difendibili. Il quale Sud Tirolo ha subito uno schifosissimo processo di italianizzazione forzata, a partire dall’infame e (pre) fascistissimo programma di Tolomei. In Sud Tirolo c’è da sempre una situazione tesa e non è un caso che ci siano fior fiori di fascistoni di lingua italiana in quelle terre, d’altronde è l’equivalente del fascistume di Littoria/Latina.

Non voglio tuttavia parlare di questo ma delle notizie sopra riportate. Mettiamo pure che sia vero il fatto che si è attuato una discriminazione all’entrata della discoteca, anche se sembra non sia vero. Io sinceramente non vedo dove sia lo scandalo. Quello che le leggi contro questo tipo di discrimine vorrebbero è un mondo fatato nel quale tutti vanno d’accordo con tutti e tutti sono uguali. Un mondo dove non esistono differenze e individualità e nel quale si è costretti a sorridere anche a chi ci sta sommamente sulle palle.

La libertà di discriminare negli hotel, nei bar, nei ristoranti etc etc è la naturale continuazione della libertà che tutti noi esercitiamo di lasciare fuori dalla porta le persone che non vogliamo, per le più diverse ragioni, far entrare in casa; siano essi testimoni di Geova, preti, vicini antipatici, amici noiosi, etc etc. Si tratta di uno spazio privato nel quale il proprietario fa affari vendendo servizi e/o beni e sinceramente non vedo perché debba essere costretto a far entrare e commerciare con chi non vuole. Lo scambio di beni e servizi se non è volontario da ambedue le parti, diventa sopraffazione e violenza. Libero io di non andare in un locale, libero il gestore di non farmi entrare in un locale; mi sembra solo buon senso. Ovviamente certi discrimini possono apparire odiosi e repellenti ai nostri occhi. Io non andrei mai a mangiare la pizza in una pizzeria che espone in entrata un cartello del tipo “vietato entrare agli ebrei, ai neri, agli omosessuali e ai cinesi”. Ovviamente riterrei i proprietari di quella pizzeria un chiaro esempio di mentecatti e gli avventori di quella pizzeria gente o razzista o superficiale. Sì, però non vedo perché i proprietari di quella pizzeria non dovrebbero esporre quel cartello. Forse è possibile obbligare per legge a essere intelligenti? Non si può eliminare per legge l’idiozia. Ora, ai miei amici progressisti che magari stanno storcendo il naso chiedo, non siete d’accordo con il discrimine effettuato dai ragazzi della notizia qui sotto? Non pensate che abbiano tutto il diritto di non volere coinquilini di un certo tipo?

PADOVA (22 gennaio) – «Si affitta a chiunque tranne che ai leghisti». Dopo meridionali e immigrati stranieri, ora anche il popolo del Carroccio si trova a fare i conti con le “discriminazioni immobiliari”. [...]

Da qualche giorno infatti sul muro della sede del Consiglio di quartiere 1 (tra piazza Capitaniato e il volto dell’Orologio), a pochi metri dalle aule della facoltà di Lettere e filosofia, si può leggere un annuncio che recita così: “Affittasi subito stanza singola in appartamento misto vicino al centro (via Vergerio). Internet, telefono, tv, lavatrice, lavastoviglie, parchetto sotto casa, cucina abitabile, lungo balcone, 4 stanze singole, 2 bagni, posto bici. Contratto singolo per studenti, benissimo anche Erasmus. Euro 282 tutto compreso”. Firmato Chiara, Mattia, Alice, con i rispettivi numeri di cellulare a fianco. Fin qui tutto regolare, uguale a migliaia di altri “foglietti” che tappezzano un po’ tutto il centro storico. Tutto regolare se l’annuncio non si chiudesse con un perentorio “No Lega” seguito da tre punti esclamativi. Il che vuol dire: si affitta a chiunque tranne che a studenti simpattizzanti del Carroccio.

Incuriositi dall’annuncio, abbiamo chiamato uno dei numeri scritti sull’annuncio, ottenendo un appuntamento. «Ma perchè “no Lega”?» – chiediamo alla studentessa dall’altra parte dell’apparecchio. «Diciamo che è un po’ una provocazione – risponde la ragazza -, ma nel nostro appartamento abitano due ragazzi pugliesi, quindi, puoi ben capire…». (qui)

Basta carta

Nonostante ci siano vari modelli di ebook reader che affaticano la vista esattamente come quando si legge un libro di carta, ho aspettato a comprarmene uno perché attendevo fiducioso il coso ora ufficialmente noto come iPad. Perché, va bene ebook reader, ma se è Apple e ha altre funzioni collaterali interessanti, è meglio :) Ora che è uscito, constato che la funzione collaterale dell’iPad è proprio quella di essere un ebook reader. Ossia, alla Apple hanno puntato su altro e, facendo uno schermo lcd (quindi non E Ink), hanno segato le gambe a chi come me sperava in una specie di Kindle della Apple. Quindi, attendo ancora un po’ per conoscere esperienze di lettura sull’iPad ma temo che dovrò ripiegare su altro perché non sono interessato a un bel giocattolone ma a un ebook reader. Se quell’ebook reader avesse avuto anche altre applicazione stile Apple sarebbe stato il massimo; però non è così, peccato.

Comunque, è indubbio che la strada sia quella.

Non avendo una forma mentis e un atteggiamento conservatore riguardo a nulla, non mi interessano minimamente le paturnie dei romanticoni che devono sentire la carta, annusarla, palpeggiarla, seviziarla. A me interessa quello che c’è scritto nel libro, non il libro. Mi interessa la musica, non il supporto del vinile o del cd. Certo, rispetto i feticisti del supporto fisico (sia esso cartaceo o policarbonatico o vinilico etc etc) perché come tutte le perversioni umane, se non ledono la mia libertà, non ho nulla da obiettare e, anzi, alcune perversioni umane hanno tutta la mia personale stima. Solo che, detto in simpatia tra noi, mi sono stancato di sentire questi ultraconservatori della cellulosa; do cojoni, eh!

Ringrazio ogni giorno la tecnologia per aver liberato la musica dai supporti scomodi facendola diventare puro spirito facilmente immagazzinabile. In futuro il formato mp3 potrà benissimo scomparire, di sicuro però ci sarà un programmino facile che trasformerà gli mp3 nel nuovo formato. Ossia, una volta che ci siamo liberati della materia, tutto è molto semplice e i traumi dei passaggi vinile-musicassetta-cd d’ora in poi saranno solo un ricordo. Il prossimo passo, mi ripeto da qualche anno, deve essere l’annichilimento dei libri cartacei. Una rivoluzione, come con la musica, deve avvenire anche con i libri perché, secondo il mio infimo parere, i libri di carta e il metodo di distribuzione di questi libri non hanno più senso. Comprare o “procurarsi in altre maniere” un ebook via rete e leggerlo su un ebook reader che può immagazzinare una biblioteca mi sembra il naturale parallelo di quello che faccio già con la musica, ossia comprare o “procurarsi in altre maniere” gli mp3 e ascoltarli attraverso un lettore mp3 (che può essere attaccato al computer, allo stereo, all’impianto audio dell’auto, etc etc) che può contenere una discoteca. Questo è il futuro che io voglio. Un futuro nel quale se sono interessato a un libro, nel giro di due minuti ce l’ho pronto da leggere: non è il paradiso?

Nella ridente cittadina di

Se siete in zona e siete curiosi:

Nel frattempo devo conservare alti i miei ideali

Ecco che cos’è difficile in quest’epoca: gli ideali, i sogni e le belle aspettative non fanno neppure in tempo a nascere che già vengono colpiti e completamente devastati dalla realtà più crudele. È molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché credo tuttora all’intima bontà dell’uomo.

Mi è proprio impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria e della confusione. Vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre più forte il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto tornerà a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finirà, e che nel mondo torneranno tranquillità e pace. Nel frattempo devo conservare alti i miei ideali, che forse nei tempi a venire si potranno ancora realizzare!

Da Il diario di Anna Frank

Hayek vs Keynes

Mi piace la caratterizzazione dei personaggi: Keynes sborone che paga le conseguenze dei suoi eccessi e Hayek sfigatino che adesso nessuno conosce. Comunque, un video fantastico!

We’ve been going back and forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Hayek] Blame low interest rates.
[Keynes] No… it’s the animal spirits

Keynes:

John Maynard Keynes, wrote the book on modern macro
The man you need when the economy’s off track, [whoa]
Depression, recession now your question’s in session
Have a seat and I’ll school you in one simple lesson

BOOM, 1929 the big crash
We didn’t bounce back—economy’s in the trash
Persistent unemployment, the result of sticky wages
Waiting for recovery? Seriously? That’s outrageous!

I had a real plan any fool can understand
The advice, real simple—boost aggregate demand!
C, I, G, all together gets to Y
Make sure the total’s growing, watch the economy fly

We’ve been going back and forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Hayek] Blame low interest rates.
[Keynes] No… it’s the animal spirits

You see it’s all about spending, hear the register cha-ching
Circular flow, the dough is everything
So if that flow is getting low, doesn’t matter the reason
We need more government spending, now it’s stimulus season

So forget about saving, get it straight out of your head
Like I said, in the long run—we’re all dead
Savings is destruction, that’s the paradox of thrift
Don’t keep money in your pocket, or that growth will never lift…

because…

Business is driven by the animal spirits
The bull and the bear, and there’s reason to fear its
Effects on capital investment, income and growth
That’s why the state should fill the gap with stimulus both…

The monetary and the fiscal, they’re equally correct
Public works, digging ditches, war has the same effect
Even a broken window helps the glass man have some wealth
The multiplier driving higher the economy’s health

And if the Central Bank’s interest rate policy tanks
A liquidity trap, that new money’s stuck in the banks!
Deficits could be the cure, you been looking for
Let the spending soar, now that you know the score

My General Theory’s made quite an impression
[a revolution] I transformed the econ profession
You know me, modesty, still I’m taking a bow
Say it loud, say it proud, we’re all Keynesians now

We’ve been goin’ back n forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Keynes] I made my case, Freddie H
Listen up , Can you hear it?

Hayek:

I’ll begin in broad strokes, just like my friend Keynes
His theory conceals the mechanics of change,
That simple equation, too much aggregation
Ignores human action and motivation

And yet it continues as a justification
For bailouts and payoffs by pols with machinations
You provide them with cover to sell us a free lunch
Then all that we’re left with is debt, and a bunch

If you’re living high on that cheap credit hog
Don’t look for cure from the hair of the dog
Real savings come first if you want to invest
The market coordinates time with interest

Your focus on spending is pushing on thread
In the long run, my friend, it’s your theory that’s dead
So sorry there, buddy, if that sounds like invective
Prepared to get schooled in my Austrian perspective

We’ve been going back and forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Hayek] Blame low interest rates.
[Keynes] No… it’s the animal spirits

The place you should study isn’t the bust
It’s the boom that should make you feel leery, that’s the thrust
Of my theory, the capital structure is key.
Malinvestments wreck the economy

The boom gets started with an expansion of credit
The Fed sets rates low, are you starting to get it?
That new money is confused for real loanable funds
But it’s just inflation that’s driving the ones

Who invest in new projects like housing construction
The boom plants the seeds for its future destruction
The savings aren’t real, consumption’s up too
And the grasping for resources reveals there’s too few

So the boom turns to bust as the interest rates rise
With the costs of production, price signals were lies
The boom was a binge that’s a matter of fact
Now its devalued capital that makes up the slack.

Whether it’s the late twenties or two thousand and five
Booming bad investments, seems like they’d thrive
You must save to invest, don’t use the printing press
Or a bust will surely follow, an economy depressed

Your so-called “stimulus” will make things even worse
It’s just more of the same, more incentives perversed
And that credit crunch ain’t a liquidity trap
Just a broke banking system, I’m done, that’s a wrap.

We’ve been goin’ back n forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Hayek] Blame low interest rates.
[Keynes] No it’s the animal spirits

Meridionalismo veneto

Parlando con vari amici mi sono accorto che uno dei principali ostacoli affinché l’opzione indipendentista venga da loro accettata è il duplice concetto di fratellanza e solidarietà verso le popolazioni meridionali della penisola italiana. Ossia, detta in modo molto semplice: “non sono indipendentista perché mi sento legato ai meridionali e penso sia mio dovere continuare ad aiutarli nel loro difficile cammino verso l’uscita dal disagio economico e sociale nel quale si trovano”.

Qui per leggere tutto commentare.

Western decadence

Un’altra fantasia

Michael James Owen Pallett è un compositore e violinista canadase di trenta anni e precedentemente era conosciuto con il nome d’arte di Final Fantasy. Purtroppo, per paura di azioni legali da parte della Square Enix, ha deciso di abbondanare il suo meraviglioso moniker tributo a una delle più belle saghe di videogiochi; un altro danno del so-called IP.

Quindi, Owen Pallet ex Final Fantasy il 12 gennaio ha fatto uscire il suo nuovo album, Heartland. L’album è, dal mio modesto punto di vista, uno di quelli che rimarrà in questi appena iniziati anni ’10. Ovviamente non un pluri-disco di platino ma uno di quei album che magari riscopriremo nel 2024 (sotto forma di quale formato non ne ho idea) e, riascoltandolo pensando a quando eravamo ancora moderatamente giovani, diremo: “ohhh ma che bello che è ancora questo album! non me lo ricordavo più! che dolce! adesso lo faccio ascoltare a quel metallaro di mio figlio e vediamo cosa dice!” Sì, perché dovete sapere che i metallari esisteranno sempre nei secoli dei secoli.

Heartland è un disco moderatamente sperimentale, moderatamente pop, moderatamente elettronico e moderatamente classico. Sembrerà strano, ma tutta questa moderazione crea un album per niente moderatamente bello. Non parliamo poi di quelle percussioni moderatamente marziali che ti si appiccicano al cervello; micidiali.

Heartland, che disco!

 
 Owen Pallett - Midnight Directives: Play Now | Play in Popup

 
 Owen Pallett - Oh Heartland! Up Yours!: Play Now | Play in Popup

Luzern

La vocina nel mio cervello continua a ripetermi una cosa: devi imparare bene il tedesco!