boku wa
compiled just for you
la mojere
likely lads
think tanki
lexì valà
sto blog mi a lo podarìa anca considerar on prodoto editorial. l'è axornà (deboto senpre) na olta par dì e par mi el xe anca piasè belo de on quotidian. prima de sbanpolar però gavì da capir ca mi no so mia talian e no scrivo mia da l'italia; infra on pochi de ani anca a livel formal, staxìne serti. xontèghe che el server ndo che xe ospità sto blog el xe inte i stati unii. par strenxar, el mesajo final el vol esar: caranba e polisioti postali taliani no staxì a ronpar i cojoni co putanade cofà "la legge n. 62 del 07.03.2001"







7 Responses to “L’economia di mercato non è un gioco a somma zero”
Chiaramente l’economia intrinsecamente non è un gioco a somma zero, ma forse sarebbe da chiedersi se il paragone regge. Io penso no. Il punto della questione è a che gioco si gioca, semmai. Infatti Jay a un certo punto parla di mercato a condizioni di libertà in ambo i lati. Il problema è che i mercati non sono mai realmente liberi, e neppure in ambito libertario ci sarebbe la vera libertà dei mercati, perché come è vero che esistono i criminali in qualunque condizione è anche vero che un’impresa tenderebbe a manifestare preferenze per operare in regimi di monopolio, e gli acquirenti in regimi di monospomio, che non sono mercati liberi (poiché il mercato è libero solo se vive in una condizione di perfetta concorrenza).
E poi intervengono altri fattori a complicare le cose, quali le questioni culturali e ambientali, e l’influenza e ingerenza di alcune entità. Spesso si indicano per queste entità i governi, e ciò in effetti è molto spesso vero, ma in alcuni casi queste entità sono rappresentate da altri tipi di organizzazioni.
Prendiamo il mercato della cocaina. Affinché si verifichi una condizione di monopolio la produzione è controllata dalle bande armate (ben nota dovrebbe essere la situazione in Colombia, dove per esempio si minano i dintorni dei villaggi intimando la popolazione per fare in modo che sia sottomessa e costretta a lavorare alla coca), e a dar loro una mano ci pensano i governi bacchettoni di USA, EU, Cina, Russia, ecc. che impongono divieti rendendo la merce rara e di difficile reperimento, esaltando la condizione di monopolio al punto da fare del mercato della cocaina uno dei più redditizi e rischiosi in assoluto.
Il mercato delle droghe è un mercato interessante da esaminare perché gli acquirenti si buttano (volontariamente) letteralmente in un ambiente monopolista (che cioè li priva della loro libertà di scelta): dal momento che inizi infatti, la riduzione nella produzione endogena da parte del corpo delle sostanze assunte induce ad un bisogno continuo, che vincola il compratore al monopolista.
Il gioco è analogo. Chi usa xbox viene vincolato all’acquisto dei servizi Microsoft e non può uscirne se non gettando la console.
Ho infatti ideato un gioco dal nome “morfine”, che renderà schiavi tutti i giocatori che non potranno farne a meno: anch’io sono attratto dalla comodità e dal diventare un monopolista.
In condizioni di non concorrenza perfetta il gioco economico non sarà a somma zero (perché l’economia non è quel genere di gioco) ma ci si avvicina abbastanza.
Errata: Ho scritto erroneamente “monospomio” invece di “monopsomio”, chiedo scusa.
Se te ghe na economia ca ciapa materie prime , le asenbla col laoro e crea on prodoto finito che vale de pì dela soma de coel ca te gavivi prima e podopo te lo vendi , te lo esporti , e te tiri i skei, elora te gà fato el to valor ajiunto sensa ciavar nisuni, e na scianta de sto kive te pol anca condividerlo co altri pagando na scianta de tase e pendolo drento el sircuito del to stato, fasendo investimenti, vacanse, case ,morose etc.
Inte na economia a cresita sero o in recesion perene ( sinonimi de stato Idaglia) se on gà ciapà skei xè sol on ladro ca ga ciavà mejio nantro cuco.
Te xelo piaxest sto disorseto da bar bevendo n’obra al banco ? Ovio ca go dito sol ca menade . Ciao
“(poiché il mercato è libero solo se vive in una condizione di perfetta concorrenza)”
questa è una cazzata.
“(poiché il mercato è libero solo se vive in una condizione di perfetta concorrenza)”
questa è una cazzata.
————————————————–
Dovrebbe essere in uso motivare le affermazioni.
Io contesto la tua, sostenendo che siccome in un regime di monopolio o di monopsonio vi sono degli svantaggi da una delle due parti, evidentemente uno non ci stà in queste condizioni se non vi è costretto.
Per completezza, nel commento che ho fatto ho asserito che le condizioni sono difficili da misurare e pure in condizioni di svantaggio avvengono casi in cui uno, diciamo, se la và a cercare.
beh, tu mica l’avevi motivata la tua.
quello che contesto è l’uso della parola libertà. In effetti libertà in senso stretto vuol dire essere sottoposti coercitivamente a fare ciò che non vorremmo fare, per coercitivamente si intende l’uso della forza.
non puoi dire che siccome c’è un restringimento di offerta allora “sei costretto”. Per esempio non ci sono ancora tour operator che facciano trasporti dalla terra a marte, quindi per questo sono “costretto” a fare le vacanze sulla terra per colpa del malvagio mercato?
Ammettiamo poi per ipotesi che un giorno arriva il primo tour operator che porta la gente a far le vacanze su marte, essendo il primo e unico a fare una cosa del genere impone prezzi da monopolista.
Devo lamentarmi col malvagio mercato e il malvagio tour operator perchè mi “costringono” a pagare tanto o mi “costringono” a rimanere sulla terra?
ovviamente no, dal momento che l’alternativa, se non ci fosse tale tour operator, sarebbe rimanere comunque sulla terra, quello che ti offre è comunque un di più, rispetto alla condizione naturale dell’uomo, cioè tentare di sopravvivere e patire gli stenti.
Allargare oltremodo il concetto di coercizione genera dei nonsense macroscopici, priverebbe di senso la parola libertà, visto che nulla sarebbe libero.
porti a cena una ragazza per conquistarla? ribaltando il concetto potremmo allora dire che la ragazza in questione ti ha obbligato a pagarle la cena per darti quello che vuoi (la gnocca) e visto che volevi proprio la sua perchè sei innamorato c’è anche un restringimento dell’offerta, quindi l’eventuale stupro sarebbe un atto di libertà contro i monopoli.
tutto ciò ovviamente è ridicolo.
Non era certo mia intenzione allargare senza ragione la definizione di libertà. Però le condizioni di monopolio e monopsonio sono usualmente condizioni che un mercato libero tende ad aggirare, quindi l’esistenza di monopoli e monopsoni è possibile tipicamente solo in condizioni di imposizione, e mi risulta che anche nei fatti sia così.