Strategia politica del seppuku

Dato che i miei lettori sono rinomati per essere così intelligenti, vorrei descrivervi una situazione (che per ovvi motivi di privacy manterrò sul vago) e vorrei che voi nei commenti proviate a scrivermi la vostra opinione. Anche contando sul vostro essere esterni alla situazione, vorrei che mi fosse dato un parere spassionato; ben sapendo che non potete essere a conoscenza di tutta la faccenda e di tutti i suoi restroscena.

Diciamo che c’è un tal partito X che ha per obiettivo V. La persona G che ha messo in piedi il partito X faceva parte di un tal movimento Y il cui scopo è lo stesso del partito X ma la cui strategia era diversa, ossia quella di essere trasversali ai partiti e di provare a mettere l’obiettivo V nell’animo di più persone possibili dentro vari partiti. A un certo punto quindi, G e altri hanno pensato che fosse più proficuo e meno limitante fondare il partito X e, riconoscendo comunque l’utilità del movimento Y (essendo X e Y due vie complementari per V), si sono giustamente dimessi dagli organi del movimento Y perché per statuto i dirigenti non potevano far parte di alcun partito (giustamente secondo la strategia perseguita).

Ultimamente (lasciando stare le scorse elezioni provinciali ché meriterebbero un post a parte) è successo che questo movimento Y ha stretto un accordo con alcuni partiti per creare un partito unico per l’obiettivo V. Il problema era che alcuni di questi nomi erano solo scatole vuote e altri invece non avevano come obiettivo V ma qualcosa di diverso, un V-1. Infine, erano presenti personaggi che definire vecchi politicanti è far loro un piacere. Giustamente il partito X ne è rimasto fuori perché andare a finire in un calderone nel quale c’è tutto e il contrario di tutto di certo non giovava al raggiungimento dell’obiettivo V. Il partito unico dopo qualche giorno dalla sua costituzione si è frantumato; prevedibile e inevitabile. Il movimento Y quindi ha imbastito nel giro di pochi giorni una nuova alleanza con alcune sigle rimaste (robe da due persone per sigla), un vero e proprio nuovo partito che in pratica è il partito del movimento Y: situazione che non sarebbe molto corretta dal punto di vista dello statuto dello stesso movimento. Comunque, il partito X si è detto soddisfatto perché ora la situazione era molto più chiara che in precedenza (V e V-1 nello stesso soggetto sono una castroneria) e si è detto aperto a considerare varie soluzioni di alleanza.

E qui arrivano le noti dolenti. Il partito del movimento Y ha messo giù una serie di punti che in pratica prevedevano lo scioglimento del partito X all’interno del neonato da pochi giorni partito del movimento Y. Insomma, un partito che si è strutturato, che ha raccolto le firme, che si sta dotando di una rete territoriale, che ha uno statuto meraviglioso che non prevede oligarchie e il possesso del partito nelle mani di pochi deve sciogliersi in una posizione subordinata in un partito nato da due giorni al cui vertice (come da statuto del movimento Y) c’è un’oligarchia chiusa. Il partito X dovrebbe fare seppuku.

Quindi, il movimento Y che doveva essere trasversale ai partiti e che doveva portare avanti l’obiettivo V si trova prima a creare un partito nel quale c’è V e V-1, poi, dopo il disastro immediato di questo progetto, a tirar su in poche ore un nuovo partito che in pratica è una sua emanazione e a dare diktat a un partito già esistente. Vi sembra un atteggiamento saggio? Certo, probabilmente alle elezioni regionali ci saranno due partiti che hanno come obiettivo V e l’elettore medio (cioè la stragrande maggioranza) penserà ai soliti partitini. Io però penso che si dovrebbe dare fiducia a chi ha un progetto con le gambe lunghe e non improvvisato, a un partito aperto e non oligarchico, a chi butta fuori ogni giorno idee nuove.

Io sono rimasto abbastanza allibito da queste mosse.