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	<title>Comments on: Non permettere il discrimine è sinonimo di non libertà</title>
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	<description>Yoshi likes what you don&#039;t like</description>
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		<title>By: Yoshi</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/01/30/non-permettere-il-discrimine-e-sinonimo-di-non-liberta/#comment-7433</link>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 15:54:03 +0000</pubDate>
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		<description>è SEMPRE questione di diritti di proprietà :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è SEMPRE questione di diritti di proprietà <img src='http://www.buraku.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>By: laceci</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/01/30/non-permettere-il-discrimine-e-sinonimo-di-non-liberta/#comment-7431</link>
		<dc:creator>laceci</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 13:09:38 +0000</pubDate>
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		<description>@yoshi: ma in questo modo si riduce la questione della discriminazione alla solita diatriba privato-pubblico, mi pare un pò riduttivo :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@yoshi: ma in questo modo si riduce la questione della discriminazione alla solita diatriba privato-pubblico, mi pare un pò riduttivo <img src='http://www.buraku.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>By: Yoshi</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/01/30/non-permettere-il-discrimine-e-sinonimo-di-non-liberta/#comment-7429</link>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 12:00:18 +0000</pubDate>
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		<description>@ceci: io sto parlando della facoltà di una persona proprietaria di un esercizio di far entrare le persone che vuole lui; così come esiste la libertà mia di non far entrare in casa mia la vicina del piano di sopra.
se una discoteca vuole solo parlanti tedesco, gay, o donne single, perché devi costringere il proprietario a far entrare tutti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ceci: io sto parlando della facoltà di una persona proprietaria di un esercizio di far entrare le persone che vuole lui; così come esiste la libertà mia di non far entrare in casa mia la vicina del piano di sopra.<br />
se una discoteca vuole solo parlanti tedesco, gay, o donne single, perché devi costringere il proprietario a far entrare tutti?</p>
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		<title>By: laceci</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/01/30/non-permettere-il-discrimine-e-sinonimo-di-non-liberta/#comment-7428</link>
		<dc:creator>laceci</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 10:46:53 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Quello che le leggi contro questo tipo di discrimine vorrebbero è un mondo fatato nel quale tutti vanno d’accordo con tutti e tutti sono uguali. Un mondo dove non esistono differenze e individualità e nel quale si è costretti a sorridere anche a chi ci sta sommamente sulle palle&quot;.
questo mi pare un pò pisciato fuori dal vaso: non è nè questione di andare tutti d&#039;accordo, nè di essere tutti uguali, nè di sorrisi a chi ci sta le palle. mi pare invece un gioco di parole: viene limitato chi non può discriminare perchè gli viene vietato o viene limitato chi, subendo la discriminazione, non può agire liberamente? come la mettiamo?

p.s. io non sorrido a chi mi sta sulle palle nè ritengo che siamo tutti uguali, ma rispetto la libertà di ognuno di poter fare cose (con i limiti del caso ovviamente). tradotto: entra pure in discoteca, al massimo non ti cagherà nessuno perchè sei italiana. oppure: sei leghista e sei il mio coinquilino, bene, non cercherò confronti con te ma in casa mia ci puoi stare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Quello che le leggi contro questo tipo di discrimine vorrebbero è un mondo fatato nel quale tutti vanno d’accordo con tutti e tutti sono uguali. Un mondo dove non esistono differenze e individualità e nel quale si è costretti a sorridere anche a chi ci sta sommamente sulle palle&#8221;.<br />
questo mi pare un pò pisciato fuori dal vaso: non è nè questione di andare tutti d&#8217;accordo, nè di essere tutti uguali, nè di sorrisi a chi ci sta le palle. mi pare invece un gioco di parole: viene limitato chi non può discriminare perchè gli viene vietato o viene limitato chi, subendo la discriminazione, non può agire liberamente? come la mettiamo?</p>
<p>p.s. io non sorrido a chi mi sta sulle palle nè ritengo che siamo tutti uguali, ma rispetto la libertà di ognuno di poter fare cose (con i limiti del caso ovviamente). tradotto: entra pure in discoteca, al massimo non ti cagherà nessuno perchè sei italiana. oppure: sei leghista e sei il mio coinquilino, bene, non cercherò confronti con te ma in casa mia ci puoi stare.</p>
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		<title>By: il più Cattivo</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/01/30/non-permettere-il-discrimine-e-sinonimo-di-non-liberta/#comment-7427</link>
		<dc:creator>il più Cattivo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 21:01:50 +0000</pubDate>
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		<description>@fabristol: si vede che non mi conosci e che non conosci la storia della mia vita. Antifascista e &quot;panterino&quot; (proprio in questi giorni fanno vent&#039;anni) mi sono trovato a condividere nel 1993 per circa dieci mesi un appartamento con un collega &quot;nostalgico&quot;. Certo non passavamo il tempo a discutere di politica, ma la tolleranza ed il rispetto reciproco può trovare sponde incredibili.
Un Sorriso
P.S. Il concetto di pubblico esercizio è di certo strano, ma forse occorrerebbe distinguere tra &quot;servizi essenziali&quot; e &quot;voluttuari&quot;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@fabristol: si vede che non mi conosci e che non conosci la storia della mia vita. Antifascista e &#8220;panterino&#8221; (proprio in questi giorni fanno vent&#8217;anni) mi sono trovato a condividere nel 1993 per circa dieci mesi un appartamento con un collega &#8220;nostalgico&#8221;. Certo non passavamo il tempo a discutere di politica, ma la tolleranza ed il rispetto reciproco può trovare sponde incredibili.<br />
Un Sorriso<br />
P.S. Il concetto di pubblico esercizio è di certo strano, ma forse occorrerebbe distinguere tra &#8220;servizi essenziali&#8221; e &#8220;voluttuari&#8221;&#8230;</p>
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	<item>
		<title>By: Nihil</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/01/30/non-permettere-il-discrimine-e-sinonimo-di-non-liberta/#comment-7425</link>
		<dc:creator>Nihil</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 20:17:20 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;“Metti che si tratti dell’unico supermercato o farmacia in una valle sperduta e rifiutarsi di servire un abitante equivalga ad impedirgli di vivere lì (o, se preferite, ad azzerare il valore del suo immobile)”
Questa esempio sembra affermare un diritto positivo: l’obbligo di non discriminare, e si sa che i diritti positivi non esistono in quanto artificiali. Esiste il diritto negativo, di non essere aggrediti, ma quale aggressione si verifica nell’esempio citato?&quot;

Per come la vedo io il discorso è più semplice: se si vive in un posto sufficientemente piccolo e isolato, come certi villaggi di alta montagna, o Mont Saint-Michel, o Sealand, vengono a mancare per ragioni naturali certe condizioni necessarie per poter applicare certi aspetti del libero mercato - vale a dire, la libertà di iniziativa e quindi di scelta.

Se c&#039;è appena lo spazio per una sola via di accesso, un solo ospedale, un solo negozio di generi di prima necessità, allora la proprietà delle abitazioni è in parte legata a quella di questi beni essenziali, e pertanto deve porre condizioni sulla loro gestione (per tramite di un ente che riunisca democraticamente le volontà dei residenti, ad esempio il Comune). Il paesino isolato è simile ad un condominio dove ciascuno possiede il suo appartamento mentre un terzo possiede il portone d&#039;ingresso, o la caldaia: se questo terzo vuole acquisire il potere di concedere l&#039;uso del bene a suo totale capriccio (come in regime la libera concorrenza), allora dovrà pagarlo ad un prezzo vicino a quello dell&#039;intero condominio - visto che ai fini pratici ne sta comprando il controllo.

Ok, chiedo scusa per il pippone che ho scritto su qualcosa che c&#039;entra poco con il post (una discoteca non è un ospedale!), ma non vorrei mai che Claudio avesse una crisi di fede :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;“Metti che si tratti dell’unico supermercato o farmacia in una valle sperduta e rifiutarsi di servire un abitante equivalga ad impedirgli di vivere lì (o, se preferite, ad azzerare il valore del suo immobile)”<br />
Questa esempio sembra affermare un diritto positivo: l’obbligo di non discriminare, e si sa che i diritti positivi non esistono in quanto artificiali. Esiste il diritto negativo, di non essere aggrediti, ma quale aggressione si verifica nell’esempio citato?&#8221;</p>
<p>Per come la vedo io il discorso è più semplice: se si vive in un posto sufficientemente piccolo e isolato, come certi villaggi di alta montagna, o Mont Saint-Michel, o Sealand, vengono a mancare per ragioni naturali certe condizioni necessarie per poter applicare certi aspetti del libero mercato &#8211; vale a dire, la libertà di iniziativa e quindi di scelta.</p>
<p>Se c&#8217;è appena lo spazio per una sola via di accesso, un solo ospedale, un solo negozio di generi di prima necessità, allora la proprietà delle abitazioni è in parte legata a quella di questi beni essenziali, e pertanto deve porre condizioni sulla loro gestione (per tramite di un ente che riunisca democraticamente le volontà dei residenti, ad esempio il Comune). Il paesino isolato è simile ad un condominio dove ciascuno possiede il suo appartamento mentre un terzo possiede il portone d&#8217;ingresso, o la caldaia: se questo terzo vuole acquisire il potere di concedere l&#8217;uso del bene a suo totale capriccio (come in regime la libera concorrenza), allora dovrà pagarlo ad un prezzo vicino a quello dell&#8217;intero condominio &#8211; visto che ai fini pratici ne sta comprando il controllo.</p>
<p>Ok, chiedo scusa per il pippone che ho scritto su qualcosa che c&#8217;entra poco con il post (una discoteca non è un ospedale!), ma non vorrei mai che Claudio avesse una crisi di fede <img src='http://www.buraku.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>By: fabristol</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/01/30/non-permettere-il-discrimine-e-sinonimo-di-non-liberta/#comment-7424</link>
		<dc:creator>fabristol</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 18:39:41 +0000</pubDate>
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		<description>Quello che volevo dirti Claudio nel commento precedente è che il leghista è solo un tipo di cittadino del Nord. Non è che ci sono solo leghisti al nord. Quindi è inutile che si dica (certo la tua era ironia) che il pugliese se l&#039;è andata a cercare. Allo stesso modo l&#039;Italia non è fatta solo di cattolici quindi il musulmano non se l&#039;è andata a cercare. Se il pugliese avesse discrminato dicendo: &quot;Vietato ai cittadini del nord&quot; allora la tua battuta avrebbe avuto senso. Solo un fesso potrebbe scrivere un cartello così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che volevo dirti Claudio nel commento precedente è che il leghista è solo un tipo di cittadino del Nord. Non è che ci sono solo leghisti al nord. Quindi è inutile che si dica (certo la tua era ironia) che il pugliese se l&#8217;è andata a cercare. Allo stesso modo l&#8217;Italia non è fatta solo di cattolici quindi il musulmano non se l&#8217;è andata a cercare. Se il pugliese avesse discrminato dicendo: &#8220;Vietato ai cittadini del nord&#8221; allora la tua battuta avrebbe avuto senso. Solo un fesso potrebbe scrivere un cartello così.</p>
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	<item>
		<title>By: claudio</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/01/30/non-permettere-il-discrimine-e-sinonimo-di-non-liberta/#comment-7423</link>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 18:13:25 +0000</pubDate>
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		<description>@Fabristol: il mio commento era un po&#039; ironico, per dire, certo che se un Pugliese arriva nel cuore del Veneto e si aspetta di non avere a che fare con leghisti è come un musulmano che arriva nella terra pagana dei cristiani e si isola nel timore di esserne contaminato.
Anche perché uno può essere leghista, ma non è che vada in giro con il braccialetto &quot;verde con la ruota della bici&quot; (mi scuso ma la traduzione italiana non rende).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Fabristol: il mio commento era un po&#8217; ironico, per dire, certo che se un Pugliese arriva nel cuore del Veneto e si aspetta di non avere a che fare con leghisti è come un musulmano che arriva nella terra pagana dei cristiani e si isola nel timore di esserne contaminato.<br />
Anche perché uno può essere leghista, ma non è che vada in giro con il braccialetto &#8220;verde con la ruota della bici&#8221; (mi scuso ma la traduzione italiana non rende).</p>
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	<item>
		<title>By: claudio</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/01/30/non-permettere-il-discrimine-e-sinonimo-di-non-liberta/#comment-7422</link>
		<dc:creator>claudio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 18:07:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.buraku.org/?p=4651#comment-7422</guid>
		<description>Mi stavo chiedendo quale tipo di aggressione procura la discriminazione. Una mezza risposta me la do con l&#039;umiliazione, che è una sorta di aggressione morale alla persona in quanto tale.
Però non sono sicuro sulla posizione da prendere in merito ad esempio la frase citata da Nihil: &quot;Metti che si tratti dell’unico supermercato o farmacia in una valle sperduta e rifiutarsi di servire un abitante equivalga ad impedirgli di vivere lì (o, se preferite, ad azzerare il valore del suo immobile)&quot;
Questa esempio sembra affermare un diritto positivo: l&#039;obbligo di non discriminare, e si sa che i diritti positivi non esistono in quanto artificiali. Esiste il diritto negativo, di non essere aggrediti, ma quale aggressione si verifica nell&#039;esempio citato? Se la persona discriminata rischia di morire di fame perché nessuno gli vende gli alimenti, è una aggressione? Nessuno è obbligato a cedere ciò che possiede. Lo stesso per il valore dell&#039;immobile: se nessuno te lo compra questo scende di valore, ovviamente, anche se magari in un altro mercato potrebbe riacquistare valore. Ma è questa una ragione sufficente per dire che quella persona ha subito una aggressione?
Francamente faccio fatica a vederlo.

Allora l&#039;unica vera forma di aggressione può essere quella di offendere moralmente una persona, ma mi sembra di finire in una palude.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi stavo chiedendo quale tipo di aggressione procura la discriminazione. Una mezza risposta me la do con l&#8217;umiliazione, che è una sorta di aggressione morale alla persona in quanto tale.<br />
Però non sono sicuro sulla posizione da prendere in merito ad esempio la frase citata da Nihil: &#8220;Metti che si tratti dell’unico supermercato o farmacia in una valle sperduta e rifiutarsi di servire un abitante equivalga ad impedirgli di vivere lì (o, se preferite, ad azzerare il valore del suo immobile)&#8221;<br />
Questa esempio sembra affermare un diritto positivo: l&#8217;obbligo di non discriminare, e si sa che i diritti positivi non esistono in quanto artificiali. Esiste il diritto negativo, di non essere aggrediti, ma quale aggressione si verifica nell&#8217;esempio citato? Se la persona discriminata rischia di morire di fame perché nessuno gli vende gli alimenti, è una aggressione? Nessuno è obbligato a cedere ciò che possiede. Lo stesso per il valore dell&#8217;immobile: se nessuno te lo compra questo scende di valore, ovviamente, anche se magari in un altro mercato potrebbe riacquistare valore. Ma è questa una ragione sufficente per dire che quella persona ha subito una aggressione?<br />
Francamente faccio fatica a vederlo.</p>
<p>Allora l&#8217;unica vera forma di aggressione può essere quella di offendere moralmente una persona, ma mi sembra di finire in una palude.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>By: fabristol</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/01/30/non-permettere-il-discrimine-e-sinonimo-di-non-liberta/#comment-7421</link>
		<dc:creator>fabristol</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 17:50:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.buraku.org/?p=4651#comment-7421</guid>
		<description>Non vedo quale sia il problema Claudio. Il tipo leghista è un tipo particolare di personaggio politico e antropologico (che poi non si dovrebbe neppure generalizzare ma giusto per arrivare al punto), non geografico. OK, il leghista è legata ad una realtà locale del nord ecc, però se facciamo l&#039;esempio di altri gruppi politici organizzati tipo: anarchici, comunisti, libertari, socialisti, cattolici ecc. non vedo quale sia il problema. Io potrei avere problemi a stare con una categoria di persone per questioni di principio, etiche o religiose. Ed è giusto che a casa mia possa discriminare chi fare entrare e chi no. E poi è ridicolo che i leghisti si lamentino di essere discrimanti quando fanno campagne contro quelli del sud o gli immigrati ecc. Cioè è ridicolo all&#039;inverosimile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non vedo quale sia il problema Claudio. Il tipo leghista è un tipo particolare di personaggio politico e antropologico (che poi non si dovrebbe neppure generalizzare ma giusto per arrivare al punto), non geografico. OK, il leghista è legata ad una realtà locale del nord ecc, però se facciamo l&#8217;esempio di altri gruppi politici organizzati tipo: anarchici, comunisti, libertari, socialisti, cattolici ecc. non vedo quale sia il problema. Io potrei avere problemi a stare con una categoria di persone per questioni di principio, etiche o religiose. Ed è giusto che a casa mia possa discriminare chi fare entrare e chi no. E poi è ridicolo che i leghisti si lamentino di essere discrimanti quando fanno campagne contro quelli del sud o gli immigrati ecc. Cioè è ridicolo all&#8217;inverosimile.</p>
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