Archive: January, 2010

Lingue

Contrariamente a quanto si pensa, la vera mazzata ai “dialetti” è avvenuta non all’indomani dell’unità, ma durante il fascismo, la cui politica linguistica contraria al  bilinguismo o alla diglossia continua a influire sull’atteggiamento prescrittivo di quelli che sarebbero gli esperti linguistici (maestre, insegnanti, editor, curatori…).

Sappiate che, d’ora in poi, a ogni questione sollevata riguardante il veneto, vi rimanderò a questo post.

ありがとうございます to my друг Dan :)

Sabato a Treviso

Sabato mattina, cioè domani, a Treviso, il Partito Nasional Veneto presenterà il proprio candidato presidente del Veneto, ossia Gianluca Panto.

Gianluca Panto ha 45 anni, è imprenditore ed è coniugato con due figli. Dopo gli studi e la laurea in ingegneria civile ha acquisito ulteriori 3 specializzazioni: ambientale, industriale, dell’informazione. Subito si è occupato di information technology fondando una software house. Successivamente ha diretto per dieci anni con successo l’azienda industriale di famiglia. Ora è imprenditore presente nel c.d.a. di numerose società attive nel settore delle costruzioni, dell’immobiliare industriale, dell’ingegneria, dell’informatica e della green economy.

La conferenza stampa di presentazione si terrà alle ore 11.00 presso il BHR Treviso Hotel in Via Postumia Castellana, 2 a Quinto di Treviso (mappa).

L’obiettivo del PNV è l’indizione di un referendum per l’ìndipendenza del Veneto, da tenersi sotto monitoraggio internazionale. La campagna elettorale del PNV sarà incentrata proprio sulla comunicazione dei vantaggi legati alla creazione di un nuovo Veneto Stato indipendente.

Mi sembra gentile che veniate anche voi.

Dannato Funk!

Toeachizown di Dam-Funk è un’opera mastodonticamente giganteggiante. Ventiquattro canzoni per due ore e venti di musica, anzi, di funk. Dam-Funk è un tizio di Los Angeles e ascoltando il suo album non si può non pensare che abbia un chiodo fisso, il funk appunto.

Toeachizown non è decisamente un album da radio. Canzoni di cinque, sei o anche più di sette minuti con pochissimo cantato e sonorità che non sono decisamente “sulla cresta dell’onda”. Come si fa a non amare un tizio che sulla sua fanpage su Facebook scrive: It was NEVER ‘boom-bip’ on mines. It was ALWAYS ‘bump-clap’. It’s a difference. It’s called FUNK!! Now U get it?…Cool. | With respect. Come si fa?

Certo, Toeachizown non è nemmeno quel tipo di album che brilla per diversità sonore al suo interno, ossia, il marchio di Dam-Funk è riconoscibile dalla prima all’ultima canzone, per tutte le due e passa ore. A me con questo album piace far andare la riproduzione casuale. Mi piace ascoltarlo in macchina, mentre leggo, quando faccio le faccende domestiche. Toeachizown è un album che riempe la stanza di quella bella sonorità di una volta aggiornata al gusto moderno. Un album fuori dal tempo. Un album fuori.

Strategia politica del seppuku

Dato che i miei lettori sono rinomati per essere così intelligenti, vorrei descrivervi una situazione (che per ovvi motivi di privacy manterrò sul vago) e vorrei che voi nei commenti proviate a scrivermi la vostra opinione. Anche contando sul vostro essere esterni alla situazione, vorrei che mi fosse dato un parere spassionato; ben sapendo che non potete essere a conoscenza di tutta la faccenda e di tutti i suoi restroscena.

Diciamo che c’è un tal partito X che ha per obiettivo V. La persona G che ha messo in piedi il partito X faceva parte di un tal movimento Y il cui scopo è lo stesso del partito X ma la cui strategia era diversa, ossia quella di essere trasversali ai partiti e di provare a mettere l’obiettivo V nell’animo di più persone possibili dentro vari partiti. A un certo punto quindi, G e altri hanno pensato che fosse più proficuo e meno limitante fondare il partito X e, riconoscendo comunque l’utilità del movimento Y (essendo X e Y due vie complementari per V), si sono giustamente dimessi dagli organi del movimento Y perché per statuto i dirigenti non potevano far parte di alcun partito (giustamente secondo la strategia perseguita).

Ultimamente (lasciando stare le scorse elezioni provinciali ché meriterebbero un post a parte) è successo che questo movimento Y ha stretto un accordo con alcuni partiti per creare un partito unico per l’obiettivo V. Il problema era che alcuni di questi nomi erano solo scatole vuote e altri invece non avevano come obiettivo V ma qualcosa di diverso, un V-1. Infine, erano presenti personaggi che definire vecchi politicanti è far loro un piacere. Giustamente il partito X ne è rimasto fuori perché andare a finire in un calderone nel quale c’è tutto e il contrario di tutto di certo non giovava al raggiungimento dell’obiettivo V. Il partito unico dopo qualche giorno dalla sua costituzione si è frantumato; prevedibile e inevitabile. Il movimento Y quindi ha imbastito nel giro di pochi giorni una nuova alleanza con alcune sigle rimaste (robe da due persone per sigla), un vero e proprio nuovo partito che in pratica è il partito del movimento Y: situazione che non sarebbe molto corretta dal punto di vista dello statuto dello stesso movimento. Comunque, il partito X si è detto soddisfatto perché ora la situazione era molto più chiara che in precedenza (V e V-1 nello stesso soggetto sono una castroneria) e si è detto aperto a considerare varie soluzioni di alleanza.

E qui arrivano le noti dolenti. Il partito del movimento Y ha messo giù una serie di punti che in pratica prevedevano lo scioglimento del partito X all’interno del neonato da pochi giorni partito del movimento Y. Insomma, un partito che si è strutturato, che ha raccolto le firme, che si sta dotando di una rete territoriale, che ha uno statuto meraviglioso che non prevede oligarchie e il possesso del partito nelle mani di pochi deve sciogliersi in una posizione subordinata in un partito nato da due giorni al cui vertice (come da statuto del movimento Y) c’è un’oligarchia chiusa. Il partito X dovrebbe fare seppuku.

Quindi, il movimento Y che doveva essere trasversale ai partiti e che doveva portare avanti l’obiettivo V si trova prima a creare un partito nel quale c’è V e V-1, poi, dopo il disastro immediato di questo progetto, a tirar su in poche ore un nuovo partito che in pratica è una sua emanazione e a dare diktat a un partito già esistente. Vi sembra un atteggiamento saggio? Certo, probabilmente alle elezioni regionali ci saranno due partiti che hanno come obiettivo V e l’elettore medio (cioè la stragrande maggioranza) penserà ai soliti partitini. Io però penso che si dovrebbe dare fiducia a chi ha un progetto con le gambe lunghe e non improvvisato, a un partito aperto e non oligarchico, a chi butta fuori ogni giorno idee nuove.

Io sono rimasto abbastanza allibito da queste mosse.

Questo matrimonio s’ha da fare

Portugal’s parliament has passed a law to legalise same-sex marriage, but rejected proposals to allow homosexual couples to adopt.
The bill was approved with the support of the governing Socialist Party and other parties further to the left.
Prime Minister Jose Socrates opened the debate with an appeal to back the law, saying it would put right an injustice that had caused unnecessary pain.
[…]
The bill will now be reviewed in committee before coming back for a final vote in parliament.
[…]
The ratification would make Portugal the sixth country in Europe to allow same-sex marriages after Belgium, the Netherlands, Spain, Sweden and Norway.
Many other countries have introduced civil partnerships, which give lesbian and gay couples some of the rights of married heterosexuals.
(qui)

Iniziamo l’anno con una nota positiva, ossia l’arrivo di una legge in Portogallo che libera la possibilità anche per le persone omosessuali di sposarsi. Sì, purtroppo non possono ancora adottare ma, facendo i paragoni con il nostro recinto statale, direi che il bicchiere è mezzo pieno; anche a tre quarti.

Dopo la bella sorpresa della liberalizzazione del matrimonio anche a Città del Messico, continua l’avanzata contro quella che non può che essere definita una lesione della libertà dell’individuo. Io, come già scritto, da libartariàn la penso esattamente come Kinsella:

Sure, the libertarian goal is not only to get the state out of marriage to but to abolish it. But how does this address the concerns of people living now? Gays who live together reasonably want to have their choices given legal effect. The state monopolizes this, and for a variety of reasons insists on giving full effect only to relationships it deigns to label “marriage.” So be it. Then the state should permit anyone to get this protection if they want it. It has no right to deny this to them. It has no right to refuse to give legal effect to such choices, or to make it more difficult or expensive for some.

L’economia di mercato non è un gioco a somma zero

Jay Richards. Tratto dal Cato Daily Podcast del 23 dicembre 2009.

Il Movimento Libertario su Wikipedia? Meglio di no

Voce-manifesto di un gruppuscolo anarchico apparentemente di diffusione e attività molto limitate. IMO, allo stato, non enciclopedica.

Così si è espresso l’utente che ha proposto di cancellare la pagina wiki del Movimento Libertario. Dopo la cancellazione della pagina del PNV, non seguita da analoga cancellazione della pagina nella Wikipedia in lingua inglese (qualcosa vorrà pur dire…), mi si ripropone la sgradevole sensazione che la Wikipedia in lingua italiana sia animata da personaggi che non hanno ben presente cosa voglia dire il termine enciclopedia e che siano, come dire, animati da intenti non molto enciclopedici ma più che altro politici.

Oltretutto, dire che il Movimento Libertario ha diffusione e attività limitate è dire una sonora castroneria perché, tanto per dirne una, un Leonardo Facco che interviene su varie testate giornalistiche e radiotelevisive e un Giorgio Fidenato al centro di una battaglia politica estremamente rilevante che suscita attenzione da più parti…non mi sembrano così tanto limitati.

Qui l’unica cosa limitata che vedo è lo spirito di certi wikipediani che tarpano le ali a un progetto di enciclopedia che non è neppure vincolata al discrimine che si dovrebbe fare se fosse cartacea.

Genkan

Oggi dopo aver lavato la fogna, cioè la casa, ho deciso unilateralmente che un buon proposito per quest’anno sarà quello di far finta di avere un genkan (si legge “ghencan“). Ossia, nelle abitazioni giapponesi, quella zona appena entrati in casa, che è più bassa rispetto al resto, nella quale ci si toglie le scarpe. Se cliccate sul link qua sopra, vi spiegano bene.

Ho sempre sognato di avere un vero genkan e quando costruiremo dalle fondamenta la nostra casa singola dei nostri sogni, sarà mia premura includere nel progetto questo tocco di squisito senso della pulizia giapponese. D’altronde, continuo a essere un wapanese. Per il momento, mi accontento di un finto genkan, ossia, banalmente, togliersi le scarpe appena entrati in casa e riporle nella piccola scarpiera aperta di fianco alla porta che ora viene usata dalla consorte per appoggiare borse e altre cianfrusaglie.

Alla notizia della mia decisione unilaterale e vincolante anche per lei, la consorte di cui sopra ha esclamato un poco convinto “va bene” con quell’espressione che ormai ho imparato bene a conoscere e che interpretata significa più o meno: “oddio, un’altra delle sue strambe idee; ma non potevo scegliermi una persona normale?“. Incurante della nomea da baùco che mi ritrovo, vado comunque avanti per il mio buon proposito e resta solo da decidere come comportarsi in caso di ospiti. Ossia, strappo alla regola nipponica di civiltà e pulizia o gentile richiesta di consegna delle calzature? Potrei sempre comprare un po’ di ciabattine di spugna leggere, quelle che di solito si trovano negli hotel, da offrire ai miei ospiti per non farli accomodari scalzi. Ma capirebbero il mio essere superiore alla sporca e decadente civiltà occidentale o mi prenderebbero per semplice pirla?

Cosa dite voi? E cosa ne pensano quei due commentatori che hanno più volte varcato la nostra soglia di casa?