Buraku

il blog di Yoshi

Archive for February, 2010

In difesa dei contribuenti

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Dal sito della Confcontribuenti:

Gianluca Panto, 45enne ingegnere trevigiano, è il primo candidato alla Presidenza di una regione a firmare l’Impegno in Difesa dei Contribuenti. Il suo partito, il Partito Nasional Veneto, si presenta alle elezioni con un programma indipendentista e, in economia, libertario: propone infatti di eliminare tutte le tasse tranne l’imposta sui redditi, per la quale prevede un’aliquota unica del 20%.

Non si pensi però che si tratti di semplici boutade, di proposte populiste votate al “chi la spara più grossa”: il primo presidente del Partito Nasional Veneto è stato Paolo Bernardini, filosofo del liberalismo di fama internazionale, che negli ultimi 15 anni è stato docente in Italia, in Inghilterra, in Australia in Sud Africa, a Hong Kong e in diverse università degli Stati Uniti ed ha lavorato per diversi istituti di ricerca in Italia, in Germania, in Inghilterra e negli Stati Uniti. Da quando Bernardini è diventato Presidente Emerito del PNV gli è successo Lodovico Pizzati, consulente della World Bank e docente all’Università di Venezia.

Le proposte del PNV, anche la loro così radicale proposta di riduzione delle imposte, poggiano quindi su teorie economiche, filosofiche, sociali e politiche che vanno costantemente conquistando consensi nel panorama politico americano e non solo.

Non stupisce quindi che Gianluca Panto non abbia esitato un attimo a firmare un impegno che gli chiede “solo” di mettere, in caso di elezione alla Presidenza, un veto su qualsiasi proposta che preveda un aumento dell’imposizione fiscale.

Da parte sua la ConfContribuenti accoglie con piacere questa sottoscrizione dell’Impegno a Difesa dei Contribuenti, la prima di un Candidato alla Presidenza di una regione.

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February 28th, 2010 at 10:23 pm

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Il “pubblico”

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Impiegate che leggono il giornale e ti dicono semplicemente “non lo so”, confusione, impiegate che fumano in cortile, confusione, su e giù per le scale in cerca dell’ufficio giusto, confusione, segnaletica indecifrabile, confusione.

Ogni volta che metto piede in una struttura pubblica nella quale lavorano statali e penso che anche i miei soldi servono per comprare il giornale all’impiegata che fa salotto, ecco, riconsidero in una luce positiva la bottiglia di Vjačeslav.

Written by Yoshi

February 23rd, 2010 at 11:30 am

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Pajasi connection

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Non seguo molto i media italiani e quindi se non fosse stato per Fabristol mi sarei perso una notizia davvero memorabile; nel senso che bisognerebbe tenerla bene in mente per capire che Stato italiano is the new Third World.

Ho seguito la vicenda Libia-Svizzera nel suo complesso da tempo e devo dire che la reazione italiana mi pare appropriata come un concerto dei Cannibal Corpse in vaticano. In pratica e sinteticamente,  è successo che il figlio più giovane del dittatore della Libia venisse arrestato per due giorni nel 2008 a Ginevra, in Svizzera, per aver picchiato due donne del suo staff. Da quel momento il paparino promise vendetta contro i malefici elvetici. Vendetta che si è disvelata, per esempio, con chiusura di uffici di compagnie svizzere in Libia e arresto dei suoi impiegati svizzeri e condanna a 16 mesi per due uomini d’affari svizzeri. La Svizzera quindi ha agito come dovrebbero agire tutti quei Stati che hanno a cuore la libertà, ossia non permettere che il patetico dittatore e la sua cricca possano insozzare il suolo svizzero, suolo di terra libera, mettendoli in una blacklist. La Libia ha risposto negando i visti ai cittadini europei dell’area Schengen, ossia quel trattato che coinvolge Stati UE e non (come la Svizzera) e che prevede l’abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne dello spazio Schengen, l’integrazione delle banche dati delle forze di polizia e altre cose.

A differenza di tutti gli altri Stati UE (e qui risiede la bananosità italica) lo Stato italiano, per bocca del suo ministro degli Esteri ha praticamente dato la colpa alla Svizzera dicendo che la decisione di quest’ultima “prende in ostaggio tutti i Paesi dell’area Schengen“. Certo, ero a conoscenza della predilizione del governo italico per gli autocrati e i dittatori e per una politica estera basata sul rapporto personale tra capi (come ai cari vecchi tempi delle monarchie assolute) e sul “caro amico mio!“, però qui si sta arrivando a un livello successivo. Una volta avevamo il mullah D’Alema che andava a braccetto con esponenti di Hamas, oggi abbiamo il berluscocrate che avvicina ogni giorno che passa lo Stato italiano all’equatore.

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February 17th, 2010 at 9:33 am

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Lo Stato emozionale

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Qualcuno scherzando ha detto che l’unico motivo per mantere “l’Italia unita” è perché altrimenti come Veneti non potremmo più vincere la Coppa del Mondo di calcio. Pensandoci sopra però, mi sono reso conto che questo è il “livello di base” di un sentimento molto diffuso che si articola su vari livelli ma che, alla fin fine, si può riassumere proprio con l’espressione di Stato emozionale.

Qui per leggere tutto e commentare.

Written by Yoshi

February 17th, 2010 at 9:33 am

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Esprimiti!

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Cari lettori, avrei bisogno di un favore. Dovreste rispondere nei commenti alla seguente domanda:

Perché bisogna mantenere per forza la cosiddetta “unità d’Italia”?

Mi piacerebbe che tutti quelli chi pensano che si debba mantenere rispondessero. Lettori assidui o occasionali, commentatori frequenti o lurker, potreste tutti farmi il favore di rispondere? Datemi le vostre motivazioni razionali e irrazionali, scrivete quello che volete. Questo sondaggione mi servirà per capire un po’ meglio l’unionista e provare a ribattere; magari salta fuori qualcosa d’interessante per tutti, no?

Sarebbe utile se scriveste anche la regione dalla quale venite.

Esprimetevi!

Written by Yoshi

February 11th, 2010 at 6:47 pm

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I caldi

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Gli Hot Chip. Sono tornati gli Hot Chip. Come si fa a parlar male degli Hot Chip? Non si può. Infatti non ve n’è ragione. One Life Stand è il loro nuovo album ed è una squisizia superba. Che bello che è avere quei gruppi dei quali ti puoi fidare. Prima ancora di ascoltare questo album, sapevo che non sarei stato deluso perché…sono gli Hot Chip!

Gli Hot Chip sono dei brutti (fisicamente) londinesi che fanno musica dance-elettronica-pop. In questo ultimo album sfoderano la loro proverbiale maestria e, sarà l’età o sarà l’esperienza, sfoderano anche una piena e calda vena che ci si potrebbe azzardare a definire intima.

I ritmi sono mediamente più lenti, la voce è più, appunto, calda e le atmosfere sono più confidenziali. Il tutto detto di un album che dovrebbe essere dance è decisamente strano. Ma questo è il bello dei nostri brutti Hot Chip, di questi non-telegenici e non-hypster che tanto amiamo.

Ora, io vi metto le due proverbiali canzoni, voi però non potete giudicare il tutto da due canzoni perché due canzoni danno un quadro molto limitato di questo album. Ecco,  insomma, dovete procuravelo tutto.

 
 Hot Chip - One Life Stand [5:24m]: Play Now | Play in Popup | Download

 
 Hot Chip - Brothers [4:22m]: Play Now | Play in Popup | Download

Written by Yoshi

February 11th, 2010 at 3:56 pm

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Quello che i corridori non dicono

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Sentitissimi ringraziamenti al bel culo che ieri mi ha superato all’inizio della mia corsa. Aveva un’andatura decisamente più veloce della mia ma grazie al, appunto, culo motivazionale sono riuscito a star dietro lungo tutta la sua corsa.

La forza della “mente” è qualcosa di straordinario.

Peccato che quando a me  mancavano due chilometri, il bel culo abbia finito la sua corsa e io quindi abbia avuto momenti di panico essendomi reso conto della fatica fatta. Ho dato il massimo, infatti un’unghia del piede sinistro è diventata nera…

Comunque, miglior tempo personale; olè.

Written by Yoshi

February 10th, 2010 at 2:16 pm

Programma economico PNV

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Per presentarsi alle regionali 2010 il PNV deve presentare un programma per amministrare una regione italiana. È giusto dimostrarsi in grado di governare il periodo di transizione, ma, avendo l’obiettivo di fare uno Stato indipendente, abbiamo anche il dovere di spiegare cosa cambierà. Questo programma economico serve per delineare come gestire il surplus di risorse che avremo.

Il presente bilancio della Regione Veneto

Come già riportato, l’attuale pressione fiscale in Veneto è di €70 miliardi a confronto di un presunto totale di €50 miliardi in servizi pubblici che dovrebbero tornare indietro. A chi interessa, il Ministero del Tesoro riporta anche il dettaglio sia delle entrate che delle spese per il Veneto.

Ecco un sunto grafico per rendersi conto del divario fra tasse e servizi in Veneto, e delle proporzioni dei vari tipi di tasse e di spesa.

Per i contabili (ma che non vogliono andare a vedersi il link del Tesoro) ecco anche una tabella riassuntiva di questo grafico

*Altre Tasse: su immobili, lotterie, bolli auto…
**Altre Spese: difesa, energia, telecomunicazioni…

Il primo bilancio del prossimo Stato Veneto Indipendente

Teniamo per vero che al momento ci arrivino €50 miliardi di servizi pubblici (ci sono dei problemi metodologici che fanno pensare che siano tanti di meno). Ammettiamo anche che nei primi anni l’amministrazione pubblica veneta sarà altrettanto inefficiente di quella romana (e che non ci saranno subito risparmi dovuti alla riorganizzazione statale). Come minimo avremo €20 miliardi di surplus da gestire, o con meno tasse o con più servizi pubblici. €20 milardi sono il doppio dell’attuale budget della Regione Veneto, ed è probabile che il surplus del futuro Stato Veneto sarà ancora di più.

Avremo l’imbarazzo di non poter abbassare le tasse tutto d’un colpo per non creare una pressione inflazionistica nella nostra economia. Avremo anche troppe risorse per investire sul nostro sistema sanitario, sulle nostre scuole, e potremo anche permetterci finalmente di dare una pensione dignitosa ai nostri anziani.

Rispetto al grafico precedente, abbassando le entrate fiscali (meno tasse) e alzando la spesa (per gli amici libertarian: l’Italia ci lascerà in braghe di tela e dovremo pagare dottori e maestre) otterremo un bilancio dei conti pubblici.

*Altre Tasse: su immobili, lotterie, bolli auto…
**Altre Spese: difesa, energia, telecomunicazioni…

Riduzione della pressione fiscale

La pressione fiscale calerà all’incirca del 20% (dai €70 miliardi di tasse che ci prendevano gli italiani, a immediatamente €55 miliardi nei primi anni dell’indipendenza).

A. Le imposte indirette verranno ridotte del 25%. Vuol dire che l’IVA verrà abbassata dall’attuale 20% a un 15%. Di primo impatto è meglio non abbassare di più per aspettare che il mercato si adegui (e che ulteriori tagli non vengano compensati da margini più alti dei rivenditori). Dopo spetterà a ogni provincia decidere se abbassare o alzare la propria IVA secondo un vero sistema federale. Ma intanto, con uno Stato Veneto Indipendente tutti i prodotti costeranno da subito il 5% di meno.

B. I contributi sociali non verranno più prelevati direttamente dal datore di lavoro, ma verranno messi in busta paga (come fanno in Danimarca). Vuol dire che un operaio che in netto fa €1200 al mese, e che il lordo si vedeva €1900 al mese, con uno Stato Veneto Indipendente avrà in busta paga il vero lordo (ossia quanto lui vale per il datore di lavoro) di €2500. I contributi sociali verranno ridotti del 25% e, invece di pagare €600, il versamento per il nostro operaio sarà di €450. Nei primi anni verranno versati allo Stato Veneto, ma appena ci organizzeremo, ogni lavoratore potrà anche affidare i versamenti per la sua pensione a una assicurazione previdenziale privata.

C. Come imposte dirette avremo all’istante una tassa unica e fissa al 20% (in seguito è probabile che dovremo abbassarla ancora per via dell’inevitabile ciclo virtuoso dovuto a questo stimolo economico che ci regalerà ulteriori surplus). Portare le tasse sul reddito al 20% non vuol dire un tracollo delle entrate fiscali. A causa della misera distribuzione del reddito in Italia, tanti già pagano poco di più. Il nostro operaio del punto precedente al momento pagherà un 27% di tasse sul suo stipendio. L’impatto totale sarà un -15% sulle casse dello Stato.

In conclusione, il nostro operaio si troverà €2500 in busta paga e in netto, togliendo €450 di contributi e €400 di tasse (al 20%), avrà €1700. Rispetto ai €1000-1200 di adesso, è un bel 50% in più per andare a fare la spesa e pagare il 5% di meno (effetto IVA abbassata) su tutto.

Questa non è fantaeconomia. Si chiama aritemetica. Dobbiamo renderci conto di quanto ci costa rimanere in Italia, per capire perché in giro per l’Europa c’è più benessere.

Aumento servizi pubblici

Anche con tutte queste tasse di meno, ci restano €5 miliardi abbondanti di surplus che potremo impiegare con una crescita media dei servizi pubblici del 10%. È vero che ci sono tanti sprechi, ma è anche vero che l’Italia ci ha ridotti a servizi pubblici vergognosi.

A. Possiamo benissimo permetterci di aumentare immediatamente del 30% la spesa pubblica per la sanità (da €8.1 a €10.6 miliardi). Per  assicurarsi che non finiscano sui soliti appalti di dubbia necessità, questo incremento deve andare per la maggior parte sul personale: più dottori e infermieri, e pagati decisamente meglio. Non ci rendiamo conto ma confronto agli Stati industrializzati i nostri dottori e infermieri vengono pagati tanto di meno. Abbiamo il dovere di assicurare una paga dignitosa per il servizio che ci prestano.

B. Abbiamo il dovere di investire pesantemente sull’istruzione. Minimo un 30% in più per scuole e università (da €3.9 a €5.1 miliardi). Venendo fuori da un sistema retrogrado, investire immediatamente €1.2 miliardi in più sulle nostre scuole è obbligatorio. Non solo per lo stipendio delle nostre maestre e professori dei licei, ma anche per incentivare la ricerca nelle nostre università, che devono servire da supporto per le nostre industrie. Al momento siamo tanto indietro in investimenti su ricerca e sviluppo, ma tanto; ultimi in Europa.

C. 30% di fondi in più per la viabilità. €400 milioni in più per strade, treni e aereoporti non sono neanche tanti. Fondamentalmente questi soldi non devono essere gestiti a livello centrale, ma devono essere amministrati direttamente dai comuni. Questo per evitare appalti di opere faraoniche, quando abbiamo necessità di manutenzione (dare una mano di bianco alle strisce pedonali, tappare i buchi sull’asfalto…) su tutto il territorio.

D. Anche con tutti questi miliardi spesi in più, ci resta abbastanza anche per comodamente alzare la pensione ai nostri anziani di un 5% (da €21.1 a €22.2 miliardi per la previdenza). Nel complesso un pensionato avrà una pensione più alta del 5% e dei prezzi di mercato più bassi del 5% (effetto IVA). Un 10% di benessere in più per passare una vecchiaia serena, e consolarsi delle perdite sui BOT italiani che si sono ostinati a tenere fino all’ultimo.

Anche tenendo conto di questa riduzione di tasse e di questo generoso aumento della spesa pubblica, il bilancio veneto resta in surplus di €159 milioni, pressapoco il 0.1% del Pil veneto.

Questo è il programma per i primi anni di gestione dei conti pubblici dello Stato Veneto Indipendente. Non è fantaeconomia, è aritmetica. Questi calcoli si basano sull’enorme divario di risorse prelevate ai veneti dallo stato italiano, e sono cifre ufficiali del Ministero del Tesoro. Il programma si limita a gestire questo surplus di risorse, senza tener conto di ulteriori risparmi dovuti ad una amministrazione veneta più efficiente. Non si prende in considerazione il ciclo virtuoso che si creerà per l’economia veneta grazie a meno burocrazia, meno tasse e più investimenti sulle nuove industrie che stimoleranno la creazione di nuovi posti di lavoro ben pagati e di qualità.

Se vogliamo, questo qui è il futuro che ci aspetta. Andiamo a prendercelo.

Lodovico Pizzati
Presidente – PNV

Articolo originale qui

Written by Yoshi

February 9th, 2010 at 4:33 pm

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Whip It

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Whip It è uscito nell’ottobre del 2009 ed è quella che in questi casi viene chiamata “la prima prova da regista”, in questo caso di Drew Barrymore; che è una delle mie attrici preferite.

Il film è ambientato ad Austin, in Texas, e la protagonista è la piccola canadesina di Juno, Ellen Page, che trova la sua strada entrando in una squadra di roller derby. Il roller derby è uno di quei sport spudoratamente e meravigliosamente americani nei quali vige imperante la regola dello show. In pratica, ci sono due squadre da cinque pattinatrici ciascuna che girano in tondo su una pista: quattro blockers e una jammer. Il compito della jammer, che parte in un secondo momento rispetto alle blockers, è quello di superarle (sia le sue che quelle della squadra avversaria). Le regole sono più complicate ma chissenefrega, parliamo del film.

Ellen Page è una diciassettenne irrequieta e oppressa dalla madre che la spinge a frequentare concorsi di bellezza verso i quali Bliss (Ellen Page) non prova il minimo interesse. Bliss sogna insieme all’amica Pash di scappare dalla piccola cittadina vicino Austin nella quale abita per trovare un proprio posto nel mondo. Mentre è ad Austin per compere, legge un volantino di una gara di roller derby e decide di andare a vederla. Una volta là, viene convinta a provare questo sport e da qui in poi la sua vita cambierà, alè.

Insieme a quello che si potrebbe definire un club di meravigliose tardone, trova il suo posto nel mondo e lotta per restarvici. Drew Barrymore, Kristen Wiig, Zoë Bell, Eve e altre diventano la sua squadra che, da perdente seriale, inizia a scalare la classifica fino a sfidare in finale la temibile squadra capitanata da Juliette Lewis, che in questo film fa la parte della tardona rivale di Bliss.

Sì, detta così questo film sembra di una banalità infinita. Tuttavia nel suo complesso, nonostante la trama non particolarmente originale, il film funziona. Sarà merito del cast femminile stellare, ma devo dire che questa prima prova da regista di Drew Barrymore ha passato l’esame. La fotografia è molto bella, la colonna sonora (Ramones, Cut Chemist, The Go! Team, Peaches, etc etc) è ottima e la regia mantiene sempre un livello invidiabile.

Brava Drew!

Written by Yoshi

February 6th, 2010 at 11:41 am

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OMG gli OGM!

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Non posso sapere se tutte le affermazioni che Facco fa in questo video siano vere (per esempio quella del Grana e Parmigiano con latte da mucche che si nutrono di OGM), ma il senso generale del discorso è da applauso in piedi. Basta terrorismo contro gli OGM! Basta parassitismo agricolo! Se penso che il prossimo presidente del Veneto sarà Er Pomata

Written by Yoshi

February 5th, 2010 at 4:12 pm

Posted in libertaria