
Non seguo molto i media italiani e quindi se non fosse stato per Fabristol mi sarei perso una notizia davvero memorabile; nel senso che bisognerebbe tenerla bene in mente per capire che Stato italiano is the new Third World.
Ho seguito la vicenda Libia-Svizzera nel suo complesso da tempo e devo dire che la reazione italiana mi pare appropriata come un concerto dei Cannibal Corpse in vaticano. In pratica e sinteticamente, è successo che il figlio più giovane del dittatore della Libia venisse arrestato per due giorni nel 2008 a Ginevra, in Svizzera, per aver picchiato due donne del suo staff. Da quel momento il paparino promise vendetta contro i malefici elvetici. Vendetta che si è disvelata, per esempio, con chiusura di uffici di compagnie svizzere in Libia e arresto dei suoi impiegati svizzeri e condanna a 16 mesi per due uomini d’affari svizzeri. La Svizzera quindi ha agito come dovrebbero agire tutti quei Stati che hanno a cuore la libertà, ossia non permettere che il patetico dittatore e la sua cricca possano insozzare il suolo svizzero, suolo di terra libera, mettendoli in una blacklist. La Libia ha risposto negando i visti ai cittadini europei dell’area Schengen, ossia quel trattato che coinvolge Stati UE e non (come la Svizzera) e che prevede l’abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne dello spazio Schengen, l’integrazione delle banche dati delle forze di polizia e altre cose.
A differenza di tutti gli altri Stati UE (e qui risiede la bananosità italica) lo Stato italiano, per bocca del suo ministro degli Esteri ha praticamente dato la colpa alla Svizzera dicendo che la decisione di quest’ultima “prende in ostaggio tutti i Paesi dell’area Schengen“. Certo, ero a conoscenza della predilizione del governo italico per gli autocrati e i dittatori e per una politica estera basata sul rapporto personale tra capi (come ai cari vecchi tempi delle monarchie assolute) e sul “caro amico mio!“, però qui si sta arrivando a un livello successivo. Una volta avevamo il mullah D’Alema che andava a braccetto con esponenti di Hamas, oggi abbiamo il berluscocrate che avvicina ogni giorno che passa lo Stato italiano all’equatore.






10 Responses to “Pajasi connection”
Ti straconsiglio questa foto invece di quella che hai postato:
http://www.claudiocaprara.it/mediamanager/sys.user/38949/Silvio%20Berlusconi%20%28ritoccato%29%20e%20Gheddafi.jpg
ho aperto il sito web e riso tanto. che bella foto.
Uhm…ma quei fessi di d’alema e hamas che ci azzeccano? Non sarebbe bastano parlare di Putin? Oppure dobbiamo tornare indietro nel tempo chissà magari alla visita di Woitila a Pinochet?
Un Sorriso
(a proposito di sorrisi, un avatar meno triste?)
… ma noi con la Libia siamo in affari.
Perciò, in casi come questo:
1) deve prevalere il disgusto per uomini come Gheddafi, oppure
2) deve prevalere la realpolitik, e quindi occorre andare a braccetto con chi ci porta soldi, dagli USA all’Iran alla Libia?
[Anche i rapporti oscillanti degli ultimi cinquant'anni del mondo politico italiano con gli esponenti del medio-oriente (è notoria la spaccatura nella dc fra morotei-filopalestinesi e andreottiani-filoisraeliani) si spiegano così, non certo per convinzione ideologica-partitica].
Peraltro, ricollegandomi al precedente post, se penso allo Stato Veneto mi viene in mente che è probabile che esso possa trovare accordi politico-economici più con piccoli staterelli canagliotti (magari interessati a sfruttare cinicamente l’effetto destabilizzante che la secessione apporterebbe sul resto d’Italia) che non da Israele, per dire.
*con Israele (invece di “da Israele”), sorry
“un concerto dei Cannibal Corpse in Vaticano”
Oh yeah.
Comunque fare affari è un conto, comportarci senza dignità è un altro. Capisco Malta, ma noi eravamo proprio costretti a prendere le parti di Al Gheddafi?
La realpolitik non la fai se non ti fai rispettare. La prima regola è proprio questa.
Ciao a tutti, se permette vi segnalo una dichiarazione inquietante da me segnalata in passato sul mio blog:
http://iovotopli.wordpress.com/2009/09/05/gheddafi-svizzera-va-cancellata-e-divisa-in-tre/
Se poi pensiamo allo scudo fiscale tremontiano e alla storia delle perquisizioni delle banche svizzere in Italia da parte dei GdF del Leviatano…., c’è da temere qualcosa….
Siamo in affari con uno che vuole cancellare uno Stato.
Che sia un diversivo il misunderstanding con l’Iran (l’Italia è pur sempre il 2° partner commericiale degli ayatollah extra-italici).
Per concludere ecco un altra foto dal mio blog:
http://iovotopli.wordpress.com/2009/08/30/revolutionaries-bananas-republics/
Per la serie “l’allievo supera il maestro”…
Ciao.
@LucaF.
Sì mi ricordo di quella notizia. E poi ci lamentiamo di Ahmadinejad che vuole eliminare Israele.
http://www.myspace.com/gutevolk
Guarda (e senti) che ti dono