Il piccolo Stalin

Jovan Smith è un rapper di Oakland, in California, che si è scelto il pesante moniker di J. Stalin. Il perché lo spiega sinteticamente lo stesso:

He was short like me, but he was always smashin’ on everybody.

J. Stalin è nato e cresciuto nel complesso di case popolari chiamato Cypress Village che, a dispetto nel nome aulico, è un posticino un po’ pesante nel quale vivere. Sì insomma, ci troviamo di fronte al classico rapper che da ragazzino spacciava e che è andato in prigione; un cliché ambulante. Di tutta la sua travagliata vita però a me non interessa niente, infatti non sono di quelli che si guardano troppo ai contorni: io sento la musica.

E qui inizia il bello perché l’ultimo album del nostro J. Stalin, ossia Prenuptial Agreement, è  decisamente bello. Le mie orecchie sono abituate ai suoni della costa est ma devo ammettere che ogni tanto non disdegno il salto della quaglia nella costa occidentale. In Prenuptial Agreement si respira il tipico funk e il crunk di quelle località. I testi di questo album di 22 canzoni sono molto spesso pesanti e angoscianti (“sometimes i can’t sleep at night dreaming about the red and blue lights“) e hanno un sapore realista. Se vi piace il genere, un album di street rap che merita.

 
 J. Stalin - D-Boy Blues 2010 [3:44m]: Play Now | Play in Popup

 
 J. Stalin - Red & Blue Lights (feat. Jacka) [3:54m]: Play Now | Play in Popup